According to the "neicoic model", proposed here, irony, as "quotation" (or "mention"), consists of an interactive script, grounded on the focal event "trigger", in which the dialogic comment shows the ironist's intention through the antiphrastic process and syncoding to "hit" the victim of the irony (blame by praise or praise by blame). Through the acoustic analysis of the suprasegmental profiles of standard phrases inserted into inductors expressly composed and read by 50 naive subjects, the presence and the nature of significant differences between sarcastic and kind irony in low- and high-context utterances ("contextualization effect"; experiments 1 and 2) have been verified. It has also been observed that, where more "specific weight" is given to the linguistic stream ("corrective irony" hypothesis), a markedness of suprasegmental features emerges ("correctivity effect"; experiment 3). Lastly, from the comparison between sarcastic irony and blame, and between kind irony and praise, there exists a precise manner of "contrastive syncoding", whereby the voices of irony do not coincide with those of direct blame or praise, but assume a specific caricature and emphatic profile ("contrastivity effect"; experiment 4). The ironic comment, although clear without being explicit, can at the same time enjoy the effectiveness of the word and the benefits of the silence in the management of social relationships.

Secondo il modello neicoico, qui proposto, l’ironia, in quanto citazione (o menzione), consiste in uno script interattivo nel quale, sulla spinta di un evento focale, il commento dialogico esprime l’intenzione dell’ironista attraverso il processo antifrastico e la sincodifica per «colpire» l’ironizzato (blame by praise o praise by blame). Facendo ricorso all’analisi acustica dei profili soprasegmentali di frasi standard inserite in appositi brani induttori letti da 50 soggetti non-attori, si sono accertate la presenza e la natura di rilevanti differenze vocali non-verbali fra l’ironia sarcastica e l’ironia bonaria, in enunciati sia a bassa sia ad alta contestualizzazione (effetto di contestualizzazione; esperimenti 1 e 2). Si è inoltre verificato che, pure nella condizione in cui si attribuisce un «peso specifico» maggiore alla stringa linguistica (ipotesi dell’ironia «correttiva»), si assiste a una maggiore marcatura dei tratti soprasegmentali (effetto di correttività; esperimento 3). Infine, dal confronto tra l’ironia sarcastica e il disprezzo esplicito, nonché tra l’ironia bonaria e l’elogio esplicito, emerge una precisa modalità di sincodifica contrastiva, in funzione della quale le voci dell’ironia non coincidono né con quella del disprezzo né con quella dell’elogio, ma assumono un profilo caricaturale ed enfatico specifico (effetto di contrastività; esperimento 4). Il commento ironico, in sintesi, pur essendo chiaro senza essere esplicito, fruisce congiuntamente dell’efficacia della parola e dei benefici del silenzio nella gestione delle relazioni interpersonali.

Ciceri, M. R., Anolli, L., Infantino, M. G., Le voci dell'ironia: analisi dei profili acustici della comunicazione ironica, <<GIORNALE ITALIANO DI PSICOLOGIA>>, 2000; XXVII (4): 719-756. [doi:10.1421/315] [http://hdl.handle.net/10807/22674]

Le voci dell'ironia: analisi dei profili acustici della comunicazione ironica

Ciceri;Luigi; Infantino
2000

Abstract

Secondo il modello neicoico, qui proposto, l’ironia, in quanto citazione (o menzione), consiste in uno script interattivo nel quale, sulla spinta di un evento focale, il commento dialogico esprime l’intenzione dell’ironista attraverso il processo antifrastico e la sincodifica per «colpire» l’ironizzato (blame by praise o praise by blame). Facendo ricorso all’analisi acustica dei profili soprasegmentali di frasi standard inserite in appositi brani induttori letti da 50 soggetti non-attori, si sono accertate la presenza e la natura di rilevanti differenze vocali non-verbali fra l’ironia sarcastica e l’ironia bonaria, in enunciati sia a bassa sia ad alta contestualizzazione (effetto di contestualizzazione; esperimenti 1 e 2). Si è inoltre verificato che, pure nella condizione in cui si attribuisce un «peso specifico» maggiore alla stringa linguistica (ipotesi dell’ironia «correttiva»), si assiste a una maggiore marcatura dei tratti soprasegmentali (effetto di correttività; esperimento 3). Infine, dal confronto tra l’ironia sarcastica e il disprezzo esplicito, nonché tra l’ironia bonaria e l’elogio esplicito, emerge una precisa modalità di sincodifica contrastiva, in funzione della quale le voci dell’ironia non coincidono né con quella del disprezzo né con quella dell’elogio, ma assumono un profilo caricaturale ed enfatico specifico (effetto di contrastività; esperimento 4). Il commento ironico, in sintesi, pur essendo chiaro senza essere esplicito, fruisce congiuntamente dell’efficacia della parola e dei benefici del silenzio nella gestione delle relazioni interpersonali.
Italiano
Ciceri, M. R., Anolli, L., Infantino, M. G., Le voci dell'ironia: analisi dei profili acustici della comunicazione ironica, <<GIORNALE ITALIANO DI PSICOLOGIA>>, 2000; XXVII (4): 719-756. [doi:10.1421/315] [http://hdl.handle.net/10807/22674]
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