Nel suo testo Il complesso di Telemaco, M. Recalcati (2013), riferendosi al fatto che le generazioni degli ultimi decenni hanno dovuto affrontare la loro crescita nell’assenza del ‘padre’, insiste sul ruolo di testimone del ‘padre assente-presente’: una indicazione fondamentale ma tutt’altro che scontata. Per due ragioni. La prima è che si riconosce ciò che nella nostra società è invece problematico: l’importanza dell’autorità. La seconda ragione è la centralità della testimonianza: in un mondo post-edipico, la questione della legge passa attraverso il suo incarnarsi nella vita di chi, senza imporsi con il potere, si costituisce come punto di riferimento simbolico per il cammino, mostrando la sensatezza dell’andare. Ma quale significato può avere la testimonianza in una società piatta dove tutto è uguale a tutto e in cui la frammentazione rende difficilissimo il processo di individuazione? Spingere un po' più avanti la comprensione di che cosa sia l’autorità non è semplice. Eppure necessario, soprattutto se si pensa alla relazione intergenerazionale, dal momento che ciò decide se autorizzare l’altro a crescere fino alla statura matura della libertà o se optare per il controllo della realtà, l’omologazione e la ripetizione sterile. L’articolo delinea un orizzonte per riaprire il legame tra autorità e nesso intergenerazionale: Telemaco va in cerca di un senso per incominciare il suo viaggio, oltre la nostalgia di un padre glorioso e potente, occupante eterno di posizioni di potere, ma anche oltre il padre gaudente compagno di gioco dei figli, illudendoli dell’inattualità dell’autorità dentro i miraggi che si rincorrono sull’acqua per le mille possibilità fino a far perdere la direzione. Va in cerca di qualcuno che lo autorizzi a ‘seguir sua stella’

Martinelli, M., Autorità “autoriale” e legame intergenerazionale, <<LA FAMIGLIA>>, 2021; 2021 (55): 242-255 [https://hdl.handle.net/10807/224770]

Autorità “autoriale” e legame intergenerazionale

Martinelli, Monica
2021

Abstract

Nel suo testo Il complesso di Telemaco, M. Recalcati (2013), riferendosi al fatto che le generazioni degli ultimi decenni hanno dovuto affrontare la loro crescita nell’assenza del ‘padre’, insiste sul ruolo di testimone del ‘padre assente-presente’: una indicazione fondamentale ma tutt’altro che scontata. Per due ragioni. La prima è che si riconosce ciò che nella nostra società è invece problematico: l’importanza dell’autorità. La seconda ragione è la centralità della testimonianza: in un mondo post-edipico, la questione della legge passa attraverso il suo incarnarsi nella vita di chi, senza imporsi con il potere, si costituisce come punto di riferimento simbolico per il cammino, mostrando la sensatezza dell’andare. Ma quale significato può avere la testimonianza in una società piatta dove tutto è uguale a tutto e in cui la frammentazione rende difficilissimo il processo di individuazione? Spingere un po' più avanti la comprensione di che cosa sia l’autorità non è semplice. Eppure necessario, soprattutto se si pensa alla relazione intergenerazionale, dal momento che ciò decide se autorizzare l’altro a crescere fino alla statura matura della libertà o se optare per il controllo della realtà, l’omologazione e la ripetizione sterile. L’articolo delinea un orizzonte per riaprire il legame tra autorità e nesso intergenerazionale: Telemaco va in cerca di un senso per incominciare il suo viaggio, oltre la nostalgia di un padre glorioso e potente, occupante eterno di posizioni di potere, ma anche oltre il padre gaudente compagno di gioco dei figli, illudendoli dell’inattualità dell’autorità dentro i miraggi che si rincorrono sull’acqua per le mille possibilità fino a far perdere la direzione. Va in cerca di qualcuno che lo autorizzi a ‘seguir sua stella’
2021
Italiano
Martinelli, M., Autorità “autoriale” e legame intergenerazionale, <<LA FAMIGLIA>>, 2021; 2021 (55): 242-255 [https://hdl.handle.net/10807/224770]
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