espressione dell’approccio teorico e metodologico caratterizzato da una consistente dimensione di accompagnamento per gli studenti. Nel presente contributo metteremo in luce le specificità del Laboratorio di Metodi e Tecniche di Conduzione dei Gruppi e le ipotesi che sostengono l’impianto formativo. L’obiettivo fondamentale sotteso è di favorire l’acquisizione di capacità professionali in relazione alla complessità sociale degli ambiti di attività. Il laboratorio è nato facendo riferimento ad un modello formativo fondato non sull’acquisizione di sapere, ma sulla rielaborazione e scoperta di sapere. Il modello didattico è centrato sulla ricerca, sull’elaborazione e sull’interrogazione aperta. Lo spazio del Laboratorio è pensato come un contenitore flessibile. Lo sforzo è stato quello di superare la logica del setting tradizionale di apprendimento, e quindi di sviluppare un’organizzazione temporanea in cui interagiscano diversi ruoli e responsabilità, diversi processi operativi e comunicativi. La formazione viene pensata cioè come “emergenza di forma” (Zanarini, 1990), un processo in cui si mescolano elementi programmati e imprevisti. Il laboratorio ha consentito la sperimentazione da parte degli studenti di uno spazio di coinvolgimento e partecipazione attiva al fine di individuare le differenti forme di gruppo e le modalità della conduzione in funzione degli obiettivi specifici e del contesto In particolare, ci si è concentrati sulla messa in luce dei modelli di riferimento usati nel rappresentarsi la funzione di conduzione In questo contributo centreremo inoltre l’attenzione sull’analisi testuale dei resoconti prodotti dagli studenti durante il percorso di laboratorio, sul tema della conduzione, arrivando a delineare il cambiamento delle rappresentazioni sulla conduzione avvenute durante l’anno.

Bruno, A., Ripamonti, S. C., I laboratori: i corsi di metodi e tecniche, in Scaratti, B. K. (ed.), La formazione universitaria. Pratiche possibili, Carocci, Roma 2006: 145- 160 [http://hdl.handle.net/10807/22430]

I laboratori: i corsi di metodi e tecniche

Bruno;Andreina; Ripamonti
2006

Abstract

espressione dell’approccio teorico e metodologico caratterizzato da una consistente dimensione di accompagnamento per gli studenti. Nel presente contributo metteremo in luce le specificità del Laboratorio di Metodi e Tecniche di Conduzione dei Gruppi e le ipotesi che sostengono l’impianto formativo. L’obiettivo fondamentale sotteso è di favorire l’acquisizione di capacità professionali in relazione alla complessità sociale degli ambiti di attività. Il laboratorio è nato facendo riferimento ad un modello formativo fondato non sull’acquisizione di sapere, ma sulla rielaborazione e scoperta di sapere. Il modello didattico è centrato sulla ricerca, sull’elaborazione e sull’interrogazione aperta. Lo spazio del Laboratorio è pensato come un contenitore flessibile. Lo sforzo è stato quello di superare la logica del setting tradizionale di apprendimento, e quindi di sviluppare un’organizzazione temporanea in cui interagiscano diversi ruoli e responsabilità, diversi processi operativi e comunicativi. La formazione viene pensata cioè come “emergenza di forma” (Zanarini, 1990), un processo in cui si mescolano elementi programmati e imprevisti. Il laboratorio ha consentito la sperimentazione da parte degli studenti di uno spazio di coinvolgimento e partecipazione attiva al fine di individuare le differenti forme di gruppo e le modalità della conduzione in funzione degli obiettivi specifici e del contesto In particolare, ci si è concentrati sulla messa in luce dei modelli di riferimento usati nel rappresentarsi la funzione di conduzione In questo contributo centreremo inoltre l’attenzione sull’analisi testuale dei resoconti prodotti dagli studenti durante il percorso di laboratorio, sul tema della conduzione, arrivando a delineare il cambiamento delle rappresentazioni sulla conduzione avvenute durante l’anno.
Italiano
La formazione universitaria. Pratiche possibili
9788843038770
Bruno, A., Ripamonti, S. C., I laboratori: i corsi di metodi e tecniche, in Scaratti, B. K. (ed.), La formazione universitaria. Pratiche possibili, Carocci, Roma 2006: 145- 160 [http://hdl.handle.net/10807/22430]
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