Nell’ultimo decennio, il fenomeno della c.d. esterovestizione tributaria è stato ripetutamente ricondotto dai giudici di legittimità alla sfera delle fattispecie elusive, alle quali l’ordinamento interno potrebbe legittimamente reagire eccependo l’artificiosità della sede estera. Tale ricostruzione è stata puntellata dal richiamo a taluni precedenti giurisprudenziali della Corte di giustizia dell’Unione europea, a mente dei quali non sarebbero ammesse restrizioni all’esercizio della libertà di stabilimento al fine di beneficiare di un regime tributario meno oneroso, se non per ragioni imperative di contrasto a fenomeni abusivi caratterizzati dall’artificiosità dello stabilimento estero. Tale lettura del fenomeno della esterovestizione tributaria è stata recentemente oggetto di una rivisitazione da parte della Suprema Corte, che, con l’ordinanza in rassegna, ha inquadrato il fenomeno riconducendolo alla disciplina giuridica che ne individua la rilevante fattispecie astratta, ossia l’art. 73, 3° comma, primo periodo del t.u.i.r. In tale prospettiva, dogmaticamente preferibile ad avviso di chi scrive, il presente contributo si prefigge di sintetizzare i più rilevanti principi e gli snodi argomentativi che contraddistinguono l’arresto qui annotato, traendone lo spunto per poi fornire un contributo alla ricostruzione sistematica del fenomeno della esterovestizione tributaria nel contesto dell’ordinamento italiano ed europeo.

Arginelli, P., Contributo all’inquadramento dogmatico del fenomeno della esterovestizione societaria in ambito tributario, <<DIRITTO E PRATICA TRIBUTARIA INTERNAZIONALE>>, 2021; 2021 (2): 699-733 [https://hdl.handle.net/10807/222942]

Contributo all’inquadramento dogmatico del fenomeno della esterovestizione societaria in ambito tributario

Arginelli, Paolo
2021

Abstract

Nell’ultimo decennio, il fenomeno della c.d. esterovestizione tributaria è stato ripetutamente ricondotto dai giudici di legittimità alla sfera delle fattispecie elusive, alle quali l’ordinamento interno potrebbe legittimamente reagire eccependo l’artificiosità della sede estera. Tale ricostruzione è stata puntellata dal richiamo a taluni precedenti giurisprudenziali della Corte di giustizia dell’Unione europea, a mente dei quali non sarebbero ammesse restrizioni all’esercizio della libertà di stabilimento al fine di beneficiare di un regime tributario meno oneroso, se non per ragioni imperative di contrasto a fenomeni abusivi caratterizzati dall’artificiosità dello stabilimento estero. Tale lettura del fenomeno della esterovestizione tributaria è stata recentemente oggetto di una rivisitazione da parte della Suprema Corte, che, con l’ordinanza in rassegna, ha inquadrato il fenomeno riconducendolo alla disciplina giuridica che ne individua la rilevante fattispecie astratta, ossia l’art. 73, 3° comma, primo periodo del t.u.i.r. In tale prospettiva, dogmaticamente preferibile ad avviso di chi scrive, il presente contributo si prefigge di sintetizzare i più rilevanti principi e gli snodi argomentativi che contraddistinguono l’arresto qui annotato, traendone lo spunto per poi fornire un contributo alla ricostruzione sistematica del fenomeno della esterovestizione tributaria nel contesto dell’ordinamento italiano ed europeo.
Italiano
Arginelli, P., Contributo all’inquadramento dogmatico del fenomeno della esterovestizione societaria in ambito tributario, <<DIRITTO E PRATICA TRIBUTARIA INTERNAZIONALE>>, 2021; 2021 (2): 699-733 [https://hdl.handle.net/10807/222942]
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