La svolta di politica monetaria della Bce, con la fine del QE e l’aumento dei tassi di policy, si giustifica con la necessità di ancorare le aspettative d’inflazione all’obiettivo del 2%. Tuttavia, l’abbandono della forward guidance e il passaggio all’approccio meeting-by-meeting privano la Bce di uno strumento utile per guidare le aspettative: questo potrebbe rendere più costoso il processo di disinflazione. L’assetto operativo della politica monetaria nell’area euro sta evolvendo verso un new normal, nel quale l’obiettivo operativo è il livello dei tassi di interesse a breve termine e il mercato monetario continua a presentare un eccesso strutturale di riserve: in questo nuovo assetto, il tasso di policy rilevante non è più quello sulle operazioni di rifinanziamento principali, ma quello sulla deposit facility. In una fase, come quella attuale, di rialzo dei tassi di interesse è importante tenere sotto controllo i rischi di frammentazione tra i paesi della zona euro. A questo riguardo, va riconosciuto che il nuovo strumento TPI ha una condizionalità più leggera dell’OMT, ma comunque impegnativa; inoltre, il suo utilizzo lascia ampi margini di discrezionalità al Governing Council.

Baglioni, A. S., La normalizzazione della politica monetaria nell'area euro, <<OSSERVATORIO MONETARIO>>, 2022; (2022/3): 33-44 [https://hdl.handle.net/10807/220484]

La normalizzazione della politica monetaria nell'area euro

Baglioni, Angelo Stefano
2022

Abstract

La svolta di politica monetaria della Bce, con la fine del QE e l’aumento dei tassi di policy, si giustifica con la necessità di ancorare le aspettative d’inflazione all’obiettivo del 2%. Tuttavia, l’abbandono della forward guidance e il passaggio all’approccio meeting-by-meeting privano la Bce di uno strumento utile per guidare le aspettative: questo potrebbe rendere più costoso il processo di disinflazione. L’assetto operativo della politica monetaria nell’area euro sta evolvendo verso un new normal, nel quale l’obiettivo operativo è il livello dei tassi di interesse a breve termine e il mercato monetario continua a presentare un eccesso strutturale di riserve: in questo nuovo assetto, il tasso di policy rilevante non è più quello sulle operazioni di rifinanziamento principali, ma quello sulla deposit facility. In una fase, come quella attuale, di rialzo dei tassi di interesse è importante tenere sotto controllo i rischi di frammentazione tra i paesi della zona euro. A questo riguardo, va riconosciuto che il nuovo strumento TPI ha una condizionalità più leggera dell’OMT, ma comunque impegnativa; inoltre, il suo utilizzo lascia ampi margini di discrezionalità al Governing Council.
Italiano
Baglioni, A. S., La normalizzazione della politica monetaria nell'area euro, <<OSSERVATORIO MONETARIO>>, 2022; (2022/3): 33-44 [https://hdl.handle.net/10807/220484]
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