Il saggio è sull'influenza del Futurismo italiano in Inghilterra dove trovò terreno fertile e contribuì alla creazione del movimento cosiddetto del Vorticismo. Il movimento, che ebbe come esponente rappresentativo Wyndham Lewis, prese il nome da Pound, autore di un poema intitolato Votice. Il termine vortice rimanda certamente al movimento vorticoso del progresso tecnologico, alla velocità delle macchine, alla forza dirompente della guerra, tutti aspetti decantati dal futurismo. Ma si tratta dell’aspetto puramente esteriore del movimento che influenza le forme stilistiche dei vorticisti e meno la sostanza della loro ispirazione. Lewis recepì il messaggio del valore della combattività. Egli stava producendo allora un’opera, anche pittorica, di stile cubo-futurista e benché le sue finalità artistiche non fossero esattamente assimilabili a quelle dei Futuristi, erano comunque dettate dall’esplorazione dell’idea niciana dell’esplosione dell’energia creativa. I vorticisti assumono la macchina e il contesto urbano-industriale quale esperienza centrale della civiltà contemporanea, tuttavia, non condividono né la macchinolatria né l’antipassatismo dei futuristi. Essi inoltre offrono un’interpretazione diversa dell’astrattismo e della geometrizzazione che mutuano dal cubismo. Questa diversa interpretazione è influenzata dalla poetica imagista di T.E. Hulme che aveva avuto ampia risonanza esattamente nel periodo in cui si stavano diffondendo le idee futuriste. La pittura influenza direttamente la letteratura: la parola, sollecitata dal confronto visivo delle illustrazioni della pittura e della scultura vorticista, tenta di ristrutturarsi mettendo in pratica le istanze dinamiche e astratte già sperimentate dalle arti plastico-visive. Il vortice, come lo avrebbe definito Pound sulla rivista vorticista «Blast» nel 1914, diventa la rappresentazione sul piano simbolico della conciliazione tra movimento e immobilità, dinamismo e stabilità: un simbolo pittorico che significava, nell’applicazione artistica, conciliare il dinamismo eversore dei futuristi con il rigorismo formale dei cubisti.

Bendelli, G., Il ‘vortice’ del Futurismo in Inghilterra, <<NUOVA SECONDARIA>>, 2012; XXIX (Aprile): 80-84 [http://hdl.handle.net/10807/21753]

Il ‘vortice’ del Futurismo in Inghilterra

Bendelli, Giuliana
2012

Abstract

Il saggio è sull'influenza del Futurismo italiano in Inghilterra dove trovò terreno fertile e contribuì alla creazione del movimento cosiddetto del Vorticismo. Il movimento, che ebbe come esponente rappresentativo Wyndham Lewis, prese il nome da Pound, autore di un poema intitolato Votice. Il termine vortice rimanda certamente al movimento vorticoso del progresso tecnologico, alla velocità delle macchine, alla forza dirompente della guerra, tutti aspetti decantati dal futurismo. Ma si tratta dell’aspetto puramente esteriore del movimento che influenza le forme stilistiche dei vorticisti e meno la sostanza della loro ispirazione. Lewis recepì il messaggio del valore della combattività. Egli stava producendo allora un’opera, anche pittorica, di stile cubo-futurista e benché le sue finalità artistiche non fossero esattamente assimilabili a quelle dei Futuristi, erano comunque dettate dall’esplorazione dell’idea niciana dell’esplosione dell’energia creativa. I vorticisti assumono la macchina e il contesto urbano-industriale quale esperienza centrale della civiltà contemporanea, tuttavia, non condividono né la macchinolatria né l’antipassatismo dei futuristi. Essi inoltre offrono un’interpretazione diversa dell’astrattismo e della geometrizzazione che mutuano dal cubismo. Questa diversa interpretazione è influenzata dalla poetica imagista di T.E. Hulme che aveva avuto ampia risonanza esattamente nel periodo in cui si stavano diffondendo le idee futuriste. La pittura influenza direttamente la letteratura: la parola, sollecitata dal confronto visivo delle illustrazioni della pittura e della scultura vorticista, tenta di ristrutturarsi mettendo in pratica le istanze dinamiche e astratte già sperimentate dalle arti plastico-visive. Il vortice, come lo avrebbe definito Pound sulla rivista vorticista «Blast» nel 1914, diventa la rappresentazione sul piano simbolico della conciliazione tra movimento e immobilità, dinamismo e stabilità: un simbolo pittorico che significava, nell’applicazione artistica, conciliare il dinamismo eversore dei futuristi con il rigorismo formale dei cubisti.
Italiano
Bendelli, G., Il ‘vortice’ del Futurismo in Inghilterra, <<NUOVA SECONDARIA>>, 2012; XXIX (Aprile): 80-84 [http://hdl.handle.net/10807/21753]
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