Many economists, sociologists, management scholars, business leaders and politicians wonder why capitalism has emerged unscathed from the great crises it has produced. Most of the time the debates are driven by the confrontation between free market fans and government funfamentalists without fostering real and genuine reforms. This paper aims to overcome ideological confrontations by first empirically identifying the most efficient elements of the Italian capitalist system (a random set of family, state and managerial enterprises) then indicate the type of reforms that are deemed necessary. Reforms that will be difficult to apply considering the power of persuasion of the large lobbies, but that will eventually become necessary if the latest crises (the 2008/2009 financial crisis, the Covid19 pandemic and the explosion in energy costs caused by the Russia/West war) will exacerbate inequalities and divisions between the great rich, the great poor and the marginalized classes

Molti economisti, sociologi, aziendalisti e politici si chiedono perché il capitalismo sia uscito indenne dalle grandi crisi che esso stesso ha prodotto. Il più delle volte i dibattiti sono mossi dal confronto tra liberisti e statalisti senza favorire riforme vere ed efficaci. Questo scritto vuole superare i confronti ideologici individuando dapprima empiricamente quali sono gli elementi più efficienti del sistema capitalistico italiano (un insieme casuale di imprese familiari, statali e manageriali) per poi indicare il tipo di riforme che si ritengono necessarie. Riforme che saranno difficili da applicare considerando il potere di persuasione delle grandi lobby, ma che finiranno per diventare necessarie se le ultime crisi (quella finanziaria del 2008/2009, la pandemia da Covid19 e l’esplosione dei costi dell’energia provocata dalla guerra Russia/Occidente) esaspereranno le disuguaglianze e le divisioni tra grandi ricchi, grandi poveri e classi emarginate.

Coltorti, F., I limiti del capitalismo italiano, <<NUOVA ANTOLOGIA>>, 2022; 157/629 (2303): 47-68 [http://hdl.handle.net/10807/215428]

I limiti del capitalismo italiano

Coltorti, Fulvio
2022

Abstract

Molti economisti, sociologi, aziendalisti e politici si chiedono perché il capitalismo sia uscito indenne dalle grandi crisi che esso stesso ha prodotto. Il più delle volte i dibattiti sono mossi dal confronto tra liberisti e statalisti senza favorire riforme vere ed efficaci. Questo scritto vuole superare i confronti ideologici individuando dapprima empiricamente quali sono gli elementi più efficienti del sistema capitalistico italiano (un insieme casuale di imprese familiari, statali e manageriali) per poi indicare il tipo di riforme che si ritengono necessarie. Riforme che saranno difficili da applicare considerando il potere di persuasione delle grandi lobby, ma che finiranno per diventare necessarie se le ultime crisi (quella finanziaria del 2008/2009, la pandemia da Covid19 e l’esplosione dei costi dell’energia provocata dalla guerra Russia/Occidente) esaspereranno le disuguaglianze e le divisioni tra grandi ricchi, grandi poveri e classi emarginate.
Italiano
Coltorti, F., I limiti del capitalismo italiano, <<NUOVA ANTOLOGIA>>, 2022; 157/629 (2303): 47-68 [http://hdl.handle.net/10807/215428]
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