A family history of migration tends to multiply ties, sense of belonging and cultural references in younger groups raised in a multicultural environment. Among these different cultural identities often very far related, not just geographically, they come across a variety of role models, relationships and perspectives and they are therefore tasked with developing their own complex and unique identity. This is a necessary task younger generations endure and one that cannot overlook their past roots in order to live their present and future lives fully. Older generations, including grandparents, are the key to unlock this task. This work aims at investigating cross-generational bonds in intercultural contexts with a particular focus on the relationship between older and young generations: reasons, needs and emerging challenges of these relationships will be explored. This research takes a further step in analyzing not only the relationship between younger generation and older generation in the country of origin but also analyses the educational responsibility of the local community where the younger generation grows and develops their identity. This research took place in Brescia (Italy) and benefits from interviews with representatives from a range of areas including social services, educational and religious institutions. These invaluable contributions in a context well established as a migratory destination highlight new educational challenges that can be used to design processes of identity development and real inclusion.

L’esperienza migratoria, sia essa vissuta in prima persona o ereditata dalla storia familiare, non recide i legami, le appartenenze, i riferimenti culturali: li moltiplica. I ragazzi che crescono tra culture diverse si interfacciano necessariamente con questa molteplicità, di orizzonti culturali, di figure di riferimento, di incontri: il compito con cui essi si confrontano è quello dell’elaborare una sintesi complessa, unica e originale, tra dimensioni identitarie spesso anche molto lontane, non solo geograficamente. È questo un compito, un impegno per abitare appieno il proprio presente e il proprio futuro nel contesto di vita, che non può però prescindere dal passato, dalle radici. La generazione anziana, i nonni (ma non solo), è la preziosa custode di tale fondamento. Alla luce di queste consapevolezze, il contributo intende volgere uno sguardo esplorativo sul rapporto intergenerazionale in prospettiva interculturale, con specifica attenzione alla relazione tra la generazione anziana e quella più giovane. Si esploreranno dunque le ragioni, i bisogni e le sfide emergenti che chiedono di mettere a tema questo specifico rapporto intergenerazionale; rapporto che non interpella esclusivamente le figure di riferimento nel Paese di origine, ma che può essere approfondito anche in relazione alla responsabilità educativa della comunità locale, entro cui i ragazzi crescono e costruiscono il proprio presente e futuro. Tale riflessione verrà accompagnata dalla voce di alcuni testimoni privilegiati, referenti di servizi sociali, educativi e di carattere religioso della città di Brescia: il loro sguardo porta all’attenzione le nuove e rinnovate sfide educative che, in un contesto cittadino ormai da lungo tempo meta di percorsi migratori, possono essere messe a tema per immaginare e accompagnare percorsi di armonica elaborazione identitaria e di reale inclusione, cittadinanza.

Damiola, S., Nutrire le radici: bisogni e sfide intergenerazionali nell’esperienza migratoria, <<PEDAGOGIA E VITA>>, 2022; 80 (2): 41-48 [http://hdl.handle.net/10807/213946]

Nutrire le radici: bisogni e sfide intergenerazionali nell’esperienza migratoria

Damiola, Sara
2022

Abstract

L’esperienza migratoria, sia essa vissuta in prima persona o ereditata dalla storia familiare, non recide i legami, le appartenenze, i riferimenti culturali: li moltiplica. I ragazzi che crescono tra culture diverse si interfacciano necessariamente con questa molteplicità, di orizzonti culturali, di figure di riferimento, di incontri: il compito con cui essi si confrontano è quello dell’elaborare una sintesi complessa, unica e originale, tra dimensioni identitarie spesso anche molto lontane, non solo geograficamente. È questo un compito, un impegno per abitare appieno il proprio presente e il proprio futuro nel contesto di vita, che non può però prescindere dal passato, dalle radici. La generazione anziana, i nonni (ma non solo), è la preziosa custode di tale fondamento. Alla luce di queste consapevolezze, il contributo intende volgere uno sguardo esplorativo sul rapporto intergenerazionale in prospettiva interculturale, con specifica attenzione alla relazione tra la generazione anziana e quella più giovane. Si esploreranno dunque le ragioni, i bisogni e le sfide emergenti che chiedono di mettere a tema questo specifico rapporto intergenerazionale; rapporto che non interpella esclusivamente le figure di riferimento nel Paese di origine, ma che può essere approfondito anche in relazione alla responsabilità educativa della comunità locale, entro cui i ragazzi crescono e costruiscono il proprio presente e futuro. Tale riflessione verrà accompagnata dalla voce di alcuni testimoni privilegiati, referenti di servizi sociali, educativi e di carattere religioso della città di Brescia: il loro sguardo porta all’attenzione le nuove e rinnovate sfide educative che, in un contesto cittadino ormai da lungo tempo meta di percorsi migratori, possono essere messe a tema per immaginare e accompagnare percorsi di armonica elaborazione identitaria e di reale inclusione, cittadinanza.
Italiano
Damiola, S., Nutrire le radici: bisogni e sfide intergenerazionali nell’esperienza migratoria, <<PEDAGOGIA E VITA>>, 2022; 80 (2): 41-48 [http://hdl.handle.net/10807/213946]
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