Tra gli effetti dell’isolamento forzato a causa della pandemia, uno ha particolarmente colpito l’immaginario collettivo: la rivincita della Natura sull’uomo. All’interno infatti di numerosi discorsi sociali e mediali, l’angoscia per il vuoto che inizialmente ha dominato lo spazio pubblico nei mesi del lockdown si è progressivamente tramutata nella ricerca di un’alterità, capace di ridefinire i confini dell’esistenza a partire da una nuova relazione tra Uomo e Natura. Ponendosi questo obiettivo, si sono mosse numerose istituzioni e associazioni, interessate a promuovere iniziative di educazione all’ambiente per le giovani generazioni, la cui coscienza ecologica si è formata con una certa precocità rispetto al passato. Il presente contributo vuole pertanto esaminare alcuni progetti di riconversione dei dispositivi mediali in vere e proprie finestre di osservazione e contemplazione degli habitat vicini e lontani (es. le citizen science activities di Natura dalla/alla finestra ed Explore), affiancandovi anche lo studio di pratiche artistiche pensate per generare e condividere immagini di sé ibridate con le forme di elementi naturali (es. la app Earth Speakr ideata con realtà aumentata dal visual artist Olafur Eliasson). Particolare attenzione verrà posta sui media digitali come strumenti privilegiati per diffondere una nuova educazione ecologica, sempre però in bilico tra due tensioni: la reificazione del naturale ad opera del sistema mediale contemporaneo e la creazione di un rapporto di risonanza tra umano e nonumano.

Cati, A., Piccole finestre sul nonumano. Immagini per l’educazione ambientale nell’era della pandemia, <<VISUAL CULTURE STUDIES>>, 2021; (2): 77-96 [http://hdl.handle.net/10807/188418]

Piccole finestre sul nonumano. Immagini per l’educazione ambientale nell’era della pandemia

Cati, Alice
2021

Abstract

Tra gli effetti dell’isolamento forzato a causa della pandemia, uno ha particolarmente colpito l’immaginario collettivo: la rivincita della Natura sull’uomo. All’interno infatti di numerosi discorsi sociali e mediali, l’angoscia per il vuoto che inizialmente ha dominato lo spazio pubblico nei mesi del lockdown si è progressivamente tramutata nella ricerca di un’alterità, capace di ridefinire i confini dell’esistenza a partire da una nuova relazione tra Uomo e Natura. Ponendosi questo obiettivo, si sono mosse numerose istituzioni e associazioni, interessate a promuovere iniziative di educazione all’ambiente per le giovani generazioni, la cui coscienza ecologica si è formata con una certa precocità rispetto al passato. Il presente contributo vuole pertanto esaminare alcuni progetti di riconversione dei dispositivi mediali in vere e proprie finestre di osservazione e contemplazione degli habitat vicini e lontani (es. le citizen science activities di Natura dalla/alla finestra ed Explore), affiancandovi anche lo studio di pratiche artistiche pensate per generare e condividere immagini di sé ibridate con le forme di elementi naturali (es. la app Earth Speakr ideata con realtà aumentata dal visual artist Olafur Eliasson). Particolare attenzione verrà posta sui media digitali come strumenti privilegiati per diffondere una nuova educazione ecologica, sempre però in bilico tra due tensioni: la reificazione del naturale ad opera del sistema mediale contemporaneo e la creazione di un rapporto di risonanza tra umano e nonumano.
2021
Italiano
Cati, A., Piccole finestre sul nonumano. Immagini per l’educazione ambientale nell’era della pandemia, <<VISUAL CULTURE STUDIES>>, 2021; (2): 77-96 [http://hdl.handle.net/10807/188418]
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