Much research points out that autobiographical methods flesh out and mirror how Self may change and be transformed across life events. Specifically, autobiographical meth- ods show how the Self of individuals is modified, reprocessed and reframed over time according to their novel experiences and relationships (Bruner, 1990, 1995). In line with this perspective, this study aims to investigate how pregnancy – as a life turning point – may reframe the self of women. Specifically, this study directly speaks to how birth represents a critical event to be ana- lyzed in terms of Self transformations. A child, in fact, opens a window toward a mother’s future and at the same time requires new insights into her past (Binda, 1997). Becoming a parent is an interplay between representation and reality. This intrinsic and «controversial» dichotomy between the «represented» child and the «real» child may be more or less functional depending on how mothers are able to develop adequate cognitive and affective strategies to face birth event. This study analyzed 23 autobiographies of women at the end of their pregnancy. 13 out of twentythree were married, the others were single. Our hypothesis was that Self would have been differently re- framed by the two groups. Women’s autobiographies were analyzed by utilizing a textual analysis. This textual analysis is based on Bruner’s markers of Self (1995) and it has been already utilized in previous studies (Confalonieri and Scaratti, 2000).

Numerosi studi hanno, ormai, evidenziato come il metodo autobiografico si configuri come particolarmente efficace nel delineare i percorsi attraverso i quali il Sé si trasforma e cambia nel corso della vita. In altre parole, il metodo autobiografico evidenzia le modalità attraverso le quali il Sé si ridefinisce nel corso del tempo e grazie a nuovi eventi di vita e alla nascita di nuove relazioni sociali (Bruner, 1990, 1995). Il presente lavoro si inserisce in tale prospettiva di analisi e analizza come la gravidanza – considerata come un punto di svolta nella vita di una donna – possa essere un’importante occasione di definizione del Sé. Più precisamente questo lavoro si propone di co- gliere le modalità attraverso le quali la nascita si configura come un evento critico in termini di tra- sformazione del Sé. Diventare madri è un gioco di rappresentazioni che si intersecano con la real- tà. Tale dicotomia tra bambino rappresentato e bambino reale può essere più o meno funzionale a seconda delle strategie che le madri mettono in atto per affrontare l’evento nascita. Sono state analizzate 23 autobiografie di donne al termine della gravidanza. Tredici di loro erano sposate e dieci erano nubili. La nostra ipotesi prevedeva che il Sé delle donne sarebbe stato definito secon- do modalità diverse nei due sottogruppi, con narrazioni più centrate su di sé e sul futuro bambino da parte delle donne sposate e racconti maggiormente ancorati alle dimensooni di impegno e alla individuazione di risorse da parte delle donne nubili. Le autobiografie sono state analizzate attra- verso un’analisi testuale basata sui marcatori del Sé di Bruner (1995) e già utilizzata in studi pre- cedenti (Confalonieri e Scaratti, 2000).

Ardino, V., Confalonieri, E., percorsi autobiografici e rappresentazione del Sè in gravidanza: uno studio pilota, <<PSICOLOGIA CLINICA DELLO SVILUPPO>>, 2003; (VII, n. 2): 205-224 [http://hdl.handle.net/10807/16125]

percorsi autobiografici e rappresentazione del Sè in gravidanza: uno studio pilota

Ardino, Vittoria;Confalonieri, Emanuela
2003

Abstract

Numerosi studi hanno, ormai, evidenziato come il metodo autobiografico si configuri come particolarmente efficace nel delineare i percorsi attraverso i quali il Sé si trasforma e cambia nel corso della vita. In altre parole, il metodo autobiografico evidenzia le modalità attraverso le quali il Sé si ridefinisce nel corso del tempo e grazie a nuovi eventi di vita e alla nascita di nuove relazioni sociali (Bruner, 1990, 1995). Il presente lavoro si inserisce in tale prospettiva di analisi e analizza come la gravidanza – considerata come un punto di svolta nella vita di una donna – possa essere un’importante occasione di definizione del Sé. Più precisamente questo lavoro si propone di co- gliere le modalità attraverso le quali la nascita si configura come un evento critico in termini di tra- sformazione del Sé. Diventare madri è un gioco di rappresentazioni che si intersecano con la real- tà. Tale dicotomia tra bambino rappresentato e bambino reale può essere più o meno funzionale a seconda delle strategie che le madri mettono in atto per affrontare l’evento nascita. Sono state analizzate 23 autobiografie di donne al termine della gravidanza. Tredici di loro erano sposate e dieci erano nubili. La nostra ipotesi prevedeva che il Sé delle donne sarebbe stato definito secon- do modalità diverse nei due sottogruppi, con narrazioni più centrate su di sé e sul futuro bambino da parte delle donne sposate e racconti maggiormente ancorati alle dimensooni di impegno e alla individuazione di risorse da parte delle donne nubili. Le autobiografie sono state analizzate attra- verso un’analisi testuale basata sui marcatori del Sé di Bruner (1995) e già utilizzata in studi pre- cedenti (Confalonieri e Scaratti, 2000).
Italiano
Ardino, V., Confalonieri, E., percorsi autobiografici e rappresentazione del Sè in gravidanza: uno studio pilota, <>, 2003; (VII, n. 2): 205-224 [http://hdl.handle.net/10807/16125]
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