Come è noto, la necessità di produrre statistiche di finanza pubblica affidabili, basate su pratiche contabili solide, ha portato all’avvio del cosiddetto “processo di armonizzazione”, cioè alla revisione organica, e alla messa a fattor comune, dell’insieme delle regole sottostanti la produzione a livello micro dei bilanci da parte delle amministrazioni pubbliche italiane. Il legislatore, in tale contesto, interviene imponendo: - la predisposizione di regole uniformi e di un comune piano dei conti integrato per la loro formazione; - l’estensione della contabilità economico-patrimoniale alle amministrazioni che ad oggi applicavano la sola contabilità finanziaria - la definizione di una tassonomia per la riclassificazione dei dati contabili e di bilancio per le amministrazioni pubbliche tenute al regime di contabilità civilistica; - l’adozione di schemi di bilancio articolati in missioni e programmi; - l’adozione di un bilancio consolidato delle amministrazioni pubbliche con le proprie aziende, società o altri organismi controllati. Particolarmente rilevante l’adozione della contabilità economico-patrimoniale: la sua introduzione risponde, infatti, a molteplici obiettivi, riconducibili, in linea generale, al soddisfacimento di esigenze micro e macro di gestione, programmazione e controllo all’interno dell’ente o provenienti da sollecitazioni esterne allo stesso. L’obiettivo del legislatore, in particolare, è la creazione di un unico sistema contabile integrato multidimensionale, insieme finanziario ed economico-patrimoniale, che anche in una prospettiva futura possa assurgere a riferimento essenziale per le analisi di bilancio per il sistema paese.

Anzalone, M., Mori, E., L'adozione della contabilità economico-patrimoniale: spunti per l’avvio e la verifica delle relative procedure operative, <<FINANZA E TRIBUTI LOCALI>>, 2018; (4): 10-16 [http://hdl.handle.net/10807/159977]

L'adozione della contabilità economico-patrimoniale: spunti per l’avvio e la verifica delle relative procedure operative

Mori, E
Co-primo
2018

Abstract

Come è noto, la necessità di produrre statistiche di finanza pubblica affidabili, basate su pratiche contabili solide, ha portato all’avvio del cosiddetto “processo di armonizzazione”, cioè alla revisione organica, e alla messa a fattor comune, dell’insieme delle regole sottostanti la produzione a livello micro dei bilanci da parte delle amministrazioni pubbliche italiane. Il legislatore, in tale contesto, interviene imponendo: - la predisposizione di regole uniformi e di un comune piano dei conti integrato per la loro formazione; - l’estensione della contabilità economico-patrimoniale alle amministrazioni che ad oggi applicavano la sola contabilità finanziaria - la definizione di una tassonomia per la riclassificazione dei dati contabili e di bilancio per le amministrazioni pubbliche tenute al regime di contabilità civilistica; - l’adozione di schemi di bilancio articolati in missioni e programmi; - l’adozione di un bilancio consolidato delle amministrazioni pubbliche con le proprie aziende, società o altri organismi controllati. Particolarmente rilevante l’adozione della contabilità economico-patrimoniale: la sua introduzione risponde, infatti, a molteplici obiettivi, riconducibili, in linea generale, al soddisfacimento di esigenze micro e macro di gestione, programmazione e controllo all’interno dell’ente o provenienti da sollecitazioni esterne allo stesso. L’obiettivo del legislatore, in particolare, è la creazione di un unico sistema contabile integrato multidimensionale, insieme finanziario ed economico-patrimoniale, che anche in una prospettiva futura possa assurgere a riferimento essenziale per le analisi di bilancio per il sistema paese.
Italiano
Anzalone, M., Mori, E., L'adozione della contabilità economico-patrimoniale: spunti per l’avvio e la verifica delle relative procedure operative, <<FINANZA E TRIBUTI LOCALI>>, 2018; (4): 10-16 [http://hdl.handle.net/10807/159977]
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