On 23 October 2019 the European Parliament and the Council adopted the Directive No. 2019/1937/EU on the protection of persons reporting breaches of Union law. This act aims at introducing common minimum standards within Member States in order to ensure a high level of protection for whistleblowers, i.e. individuals who report information about threats or harm to the public interest obtained in the context of their work-related activities. According to the European legislator, whistleblowing represents a suitable instrument for enhancing the application of Union law, transparency and accountability, all the more worthy of a high level of protection as it is considered to be the expression of a fundamental right. In order to achieve such objectives, a clear and broad definition of the scope of whistleblowers’ protection is essential: being recognized as a whistleblower is, in fact, a prerequisite for having access to any form of protection. Thus, the paper intends to analyse the Directive from the aforementioned perspective, focusing on issues critical for its implementation. The act’s scope of application as well as the conditions to be met so as to ensure the signalling person may enjoy whistleblower status under EU law are also assessed in light of the principles enshrined both in the ECHR case-law and Recommendation 2014(7) of the Council of Eu-rope, which the Directive expressly draws upon.

Il 23 ottobre 2019 Parlamento europeo e Consiglio hanno adottato la direttiva n. 2019/1937/UE sulla protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione. Tale atto si propone di introdurre negli Stati membri un regime armonizzato che assicuri un elevato livello di protezione ai c.d. whistleblowers, cioè coloro che segnalano minacce o pregiudizi al pubblico interesse di cui sono venuti a conoscenza nell’ambiente di lavoro. Nell’ottica del legislatore europeo, il whistleblowing rappresenta infatti uno strumento idoneo a rafforzare l’applicazione del diritto dell’Unione, la trasparenza e la buona amministrazione, ma è al contempo meritevole di un elevato livello di tutela qua-le manifestazione di un diritto fondamentale. Condizione necessaria per raggiungere tali obiettivi è che il perimetro della tutela venga individuato in maniera certa e sufficientemente ampia: il riconoscimento dello status di whistleblower è infatti il presupposto per l’accesso a qualsiasi forma di protezione. Il presente contributo intende quindi analizzare la direttiva sotto quest’ultimo profilo, riservando particolare attenzione alle questioni rilevanti in sede di attuazione. L’ambito di applicazione dell’atto e le altre condizioni che devono essere soddisfatte perché un soggetto possa godere della tutela garantita nell’ordinamento dell’Unione vengono valutate anche alla luce dei principi elaborati in materia nella giurisprudenza della Corte EDU e nella Raccomandazione (2014)7 del Consiglio d’Europa, fonti a cui la direttiva espressamente si ispira.

Marenghi, C., Whistleblower, «chi è costui?» Riflessioni sul perimetro della tutela alla luce della direttiva (UE) n. 2019/1937 e delle fonti cui essa si ispira, <<DIRITTO COMUNITARIO E DEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI>>, 2019; 2019 (3-4): 467-500 [http://hdl.handle.net/10807/153449]

Whistleblower, «chi è costui?» Riflessioni sul perimetro della tutela alla luce della direttiva (UE) n. 2019/1937 e delle fonti cui essa si ispira

Marenghi, Chiara
2019

Abstract

Il 23 ottobre 2019 Parlamento europeo e Consiglio hanno adottato la direttiva n. 2019/1937/UE sulla protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione. Tale atto si propone di introdurre negli Stati membri un regime armonizzato che assicuri un elevato livello di protezione ai c.d. whistleblowers, cioè coloro che segnalano minacce o pregiudizi al pubblico interesse di cui sono venuti a conoscenza nell’ambiente di lavoro. Nell’ottica del legislatore europeo, il whistleblowing rappresenta infatti uno strumento idoneo a rafforzare l’applicazione del diritto dell’Unione, la trasparenza e la buona amministrazione, ma è al contempo meritevole di un elevato livello di tutela qua-le manifestazione di un diritto fondamentale. Condizione necessaria per raggiungere tali obiettivi è che il perimetro della tutela venga individuato in maniera certa e sufficientemente ampia: il riconoscimento dello status di whistleblower è infatti il presupposto per l’accesso a qualsiasi forma di protezione. Il presente contributo intende quindi analizzare la direttiva sotto quest’ultimo profilo, riservando particolare attenzione alle questioni rilevanti in sede di attuazione. L’ambito di applicazione dell’atto e le altre condizioni che devono essere soddisfatte perché un soggetto possa godere della tutela garantita nell’ordinamento dell’Unione vengono valutate anche alla luce dei principi elaborati in materia nella giurisprudenza della Corte EDU e nella Raccomandazione (2014)7 del Consiglio d’Europa, fonti a cui la direttiva espressamente si ispira.
Italiano
Marenghi, C., Whistleblower, «chi è costui?» Riflessioni sul perimetro della tutela alla luce della direttiva (UE) n. 2019/1937 e delle fonti cui essa si ispira, <<DIRITTO COMUNITARIO E DEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI>>, 2019; 2019 (3-4): 467-500 [http://hdl.handle.net/10807/153449]
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