Questo saggio si propone di rivalutare complessivamente l’importanza e l’efficacia dell’operato governatoriale in periodo pre-secessionista evidenziando il ruolo di garante costituzionale del Governatore nella prima metà dell’800. Con particolare riferimento alla prima metà dell‘800, la tradizione storiografica americana ha infatti sempre sottolineato il ruolo limitato giocato dai governatori statuali fin dalle origini dell’esperienza federale; una caratteristica associata alla volontà dei costituenti statuali di allontanare il più possibile qualsiasi reminiscenza del periodo coloniale britannico. Eppure, sebbene decurtati sulla carta di gran parte delle prerogative coloniali in campo esecutivo, legislativo e giudiziario, i primi governatori rivoluzionari non cessarono di essere percepiti come autentici capi di Stato, i più alti rappresentanti del nuovo ordine costituito. Nel corso dei primi settant’anni della storia statunitense, e di fronte all’emergere di accesi contrasti fra base popolare e assemblee legislative, i governatori riacquistarono inoltre, passo dopo passo, la fiducia perduta, un fatto che si tradusse in un’estensione della durata della carica, nell’elezione popolare diretta e nel recupero del diritto di veto. Nell’analizzare l’evoluzione del ruolo e delle funzioni del governatore statuale nella prima metà dell’Ottocento, questo saggio si sofferma sugli stati del Sud, e in particolare sui casi di Virginia e Georgia.

Bon, C., Governatori sudisti e crisi costituzionali negli Stati Uniti della prima metà dell'800., <<STORIA AMMINISTRAZIONE COSTITUZIONE>>, 2011; 2011 (19): 7-46 [http://hdl.handle.net/10807/14514]

Governatori sudisti e crisi costituzionali negli Stati Uniti della prima metà dell'800.

Bon, Cristina
2011

Abstract

Questo saggio si propone di rivalutare complessivamente l’importanza e l’efficacia dell’operato governatoriale in periodo pre-secessionista evidenziando il ruolo di garante costituzionale del Governatore nella prima metà dell’800. Con particolare riferimento alla prima metà dell‘800, la tradizione storiografica americana ha infatti sempre sottolineato il ruolo limitato giocato dai governatori statuali fin dalle origini dell’esperienza federale; una caratteristica associata alla volontà dei costituenti statuali di allontanare il più possibile qualsiasi reminiscenza del periodo coloniale britannico. Eppure, sebbene decurtati sulla carta di gran parte delle prerogative coloniali in campo esecutivo, legislativo e giudiziario, i primi governatori rivoluzionari non cessarono di essere percepiti come autentici capi di Stato, i più alti rappresentanti del nuovo ordine costituito. Nel corso dei primi settant’anni della storia statunitense, e di fronte all’emergere di accesi contrasti fra base popolare e assemblee legislative, i governatori riacquistarono inoltre, passo dopo passo, la fiducia perduta, un fatto che si tradusse in un’estensione della durata della carica, nell’elezione popolare diretta e nel recupero del diritto di veto. Nell’analizzare l’evoluzione del ruolo e delle funzioni del governatore statuale nella prima metà dell’Ottocento, questo saggio si sofferma sugli stati del Sud, e in particolare sui casi di Virginia e Georgia.
Italiano
Bon, C., Governatori sudisti e crisi costituzionali negli Stati Uniti della prima metà dell'800., <<STORIA AMMINISTRAZIONE COSTITUZIONE>>, 2011; 2011 (19): 7-46 [http://hdl.handle.net/10807/14514]
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