Directive 2012/29/EU establishing minimum standards on the rights, support and protection of victims of crime sets down the duty to make an individual assessment of each victim’s specific needs of protection from secondary and repeat victimisation, from intimidation and from retaliation; a duty which is potentially incumbent on a wide range of professionals (be they legal, social or health workers). Neither the Directive, nor the Italian transposition law, provide details about the specific individuals charged with the task and the specific ways to perform it. The researchers of the international project ‘Victims and Corporations. Implementation of Directive 2012/29/EU for victims of corporate crimes and corporate violence’ have developed a set of specific guidelines which may help all interested professionals in identifying the elements to be taken into account while performing said individual assessment, with specific reference to a typology of potentially vulnerable people, who, however, often fail even to be recognised as victims. They are the victims of corporate violence, i.e. people having suffered harms to life, health or personal integrity due to crimes committed by corporations in the course of their legitimate activity.

La Direttiva 2012/29/UE che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato introduce, in capo a una platea potenzialmente assai ampia di operatori (del diritto, sociali, sanitari) che possano trovarsi a entrare in contatto con ‘vittime di reato’ il dovere di effettuare una valutazione individuale delle specifiche esigenze di protezione da rischi di vittimizzazione secondaria o ripetuta, intimidazione o ritorsione, che ciascuna vittima possa presentare in concreto. Né la Direttiva stessa, né il legislatore nazionale all’atto della sua trasposizione, hanno dettagliato modalità e soggetti specificamente deputati a effettuare tale valutazione. I ricercatori del progetto internazionale ‘Victims and Corporations. Implementation of Directive 2012/29/EU for victims of corporate crimes and corporate violence’ hanno elaborato uno specifico insieme di linee guida utili a indirizzare gli operatori nell’individuazione degli elementi da prendere in considerazione nello svolgimento di tale valutazione, con particolare riferimento a una tipologia di soggetti potenzialmente ‘vulnerabili’, ma spesso neppure percepiti come vittime di reato: le vittime di ‘corporate violence’, ossia di reati commessi da imprese commerciali nel corso della loro attività lecita, e implicanti danni per la vita, la salute e l’integrità psico-fisica delle persone.

Visconti, A., Linee guida per la valutazione individuale dei bisogni delle vittime di corporate violence, <<RIVISTA ITALIANA DI MEDICINA LEGALE E DEL DIRITTO IN CAMPO SANITARIO>>, 2017; 2017 (3): 1265-1279 [http://hdl.handle.net/10807/111054]

Linee guida per la valutazione individuale dei bisogni delle vittime di corporate violence

Visconti, Arianna
2018

Abstract

La Direttiva 2012/29/UE che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato introduce, in capo a una platea potenzialmente assai ampia di operatori (del diritto, sociali, sanitari) che possano trovarsi a entrare in contatto con ‘vittime di reato’ il dovere di effettuare una valutazione individuale delle specifiche esigenze di protezione da rischi di vittimizzazione secondaria o ripetuta, intimidazione o ritorsione, che ciascuna vittima possa presentare in concreto. Né la Direttiva stessa, né il legislatore nazionale all’atto della sua trasposizione, hanno dettagliato modalità e soggetti specificamente deputati a effettuare tale valutazione. I ricercatori del progetto internazionale ‘Victims and Corporations. Implementation of Directive 2012/29/EU for victims of corporate crimes and corporate violence’ hanno elaborato uno specifico insieme di linee guida utili a indirizzare gli operatori nell’individuazione degli elementi da prendere in considerazione nello svolgimento di tale valutazione, con particolare riferimento a una tipologia di soggetti potenzialmente ‘vulnerabili’, ma spesso neppure percepiti come vittime di reato: le vittime di ‘corporate violence’, ossia di reati commessi da imprese commerciali nel corso della loro attività lecita, e implicanti danni per la vita, la salute e l’integrità psico-fisica delle persone.
Italiano
Il saggio si inserisce tra i prodotti della ricerca finanziata nel quadro del progetto europeo 'Victims and Corporations. Implementation of Directive 2012/29/EU for victims of corporate crimes and corporate violence', di cui riassume in parte i risultati, presentati in modo adeguato al contesto di una pubblicazione scientifica destinata a un pubblico di specialisti di ambito medico e giuridico.
Visconti, A., Linee guida per la valutazione individuale dei bisogni delle vittime di corporate violence, <<RIVISTA ITALIANA DI MEDICINA LEGALE E DEL DIRITTO IN CAMPO SANITARIO>>, 2017; 2017 (3): 1265-1279 [http://hdl.handle.net/10807/111054]
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