Duns Scotus processes a refined metaphysics setthing its roots in revelation: metaphysics is the science of being as we know pro statu isto, a metaphysics that without revelation would have ignored the situation in which it finds itself. Our metaphysics, as pro statu isto we can conceive, is the work of an intellect submitted to concrete limitations, so different from original nature. The ens univocum Scotus refers to makes total dependence on what comes from being to the one who establishes it, that means to the radical transcendence of God. This transcendence might not want what he wants when he wants it. The univocity of being creates space to set and justify the absolute omnipotence of God, since it manages to dissolve the difficulty between on one hand Greek necessitarism and on the other hand contingentism proposed by monotheism

Duns Scoto elabora una raffinata metafisica che affonda le proprie radici nella rivelazione: la metafisica è e rimane la scienza dell’essere quale pro statu isto noi conosciamo, una metafisica che senza la rivelazione avrebbe ignorato lo stato in cui si trova. La nostra metafisica, come pro statu isto possiamo concepire, è l’opera di un intelletto sottomesso a limiti di fatto, quindi diverso dalla natura originaria. L’ente univoco cui si riferisce Scoto rende la totale dipendenza di tutto ciò che viene all’essere da colui che lo pone in essere, ossia alla radicale trascendenza di Dio che potrebbe non volere ciò che vuole nel momento stesso in cui vuole. L’univocità dell’essere crea lo spazio per porre e giustificare l’onnipotenza assoluta di Dio, dal momento che riesce a sciogliere la difficoltà tra il necessitarismo di stampo greco e il contingentismo proposto invece dal monoteismo.

Muller, P. A. M., haec scientia est circa transcendentia: Giovanni Duns Scoto e il soggetto della metafisica, <<ANTONIANUM>>, 2016; XCI (3): 601-612 [http://hdl.handle.net/10807/109806]

haec scientia est circa transcendentia: Giovanni Duns Scoto e il soggetto della metafisica

Muller, Paola Anna Maria
2016

Abstract

Duns Scoto elabora una raffinata metafisica che affonda le proprie radici nella rivelazione: la metafisica è e rimane la scienza dell’essere quale pro statu isto noi conosciamo, una metafisica che senza la rivelazione avrebbe ignorato lo stato in cui si trova. La nostra metafisica, come pro statu isto possiamo concepire, è l’opera di un intelletto sottomesso a limiti di fatto, quindi diverso dalla natura originaria. L’ente univoco cui si riferisce Scoto rende la totale dipendenza di tutto ciò che viene all’essere da colui che lo pone in essere, ossia alla radicale trascendenza di Dio che potrebbe non volere ciò che vuole nel momento stesso in cui vuole. L’univocità dell’essere crea lo spazio per porre e giustificare l’onnipotenza assoluta di Dio, dal momento che riesce a sciogliere la difficoltà tra il necessitarismo di stampo greco e il contingentismo proposto invece dal monoteismo.
Italiano
Muller, P. A. M., haec scientia est circa transcendentia: Giovanni Duns Scoto e il soggetto della metafisica, <<ANTONIANUM>>, 2016; XCI (3): 601-612 [http://hdl.handle.net/10807/109806]
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