L’intervento prende le mosse dall’accenno alle "Ode" contenuto nelle "Glorie" degli Accademici Incogniti di Venezia (1647) per interrogarsi anzitutto sul ruolo del Casoni nell’Accademia e in particolare sul legame che egli stabilisce con il promotore dell’istituzione, Giovan Francesco Loredano: Viene quindi presa in esame la cronologia editoriale delle "Ode": stabilito, anche sulla base degli studi più recenti, che non esiste la supposta edizione cinquecentesca, e che la princeps deve considerarsi la stampa di Venezia, Ciotti, 1602, si nota come nelle edizioni successive il numero dei componimenti aumenti continuamente, e questi passino dagli iniziali 38 ai definitivi 72. la conseguente possibilità di datare le odi permette di constatare il progressivo incremento del materiale metaforico impiegato dall’autore. La scelta da parte di Casoni dell’ode di ascendenza oraziana, con strofe brevi funzionali alla musicalità del linguaggio poetico, trova il suo modello in Bernardo Tasso, a cui risale la paternità di questa forma lirica nella letteratura italiana; da lui il Casoni non deriva soltanto gli schemi metrici, poiché le "Ode" riprendono diversi passi dei componimenti di Bernardo. La relazione intertestuale tra le due raccolte tuttavia è complessa, in quanto entrambe attingono in parte a una medesima fonte, i "Carmina" latini di Marcantonio Flaminio, serravallese come Casoni. Sul versante degli influssi casoniani su altri autori invece, essendo già noti agli studiosi i rapporti con l’opera del Marino, si esplorano qui territori meno conosciuti; emerge dall’indagine ad esempio uno stretto legame che unisce le "Ode" di Casoni all’omonima raccolta del napoletano Girolamo Fontanella (I ed. 1633, II ed. ampliata 1638). Una delle odi più singolari del serrvallese è "Fulvia, fu la tua vita", interamente composta da una litania di metafore: per la sua particolare natura questa lirica viene impiegata come repertorio di immagini da vari poeti concettisti italiani; più inconsueto è il caso di una traduzione tedesca, opera di Georg Rudolf Weckherlin, che però nel suo secondo libro di Oden und Gesänge (1619) presenta il componimento come originale.

Corradini, M. M., Un 'work in progress' tra Cinque e Seicento: le "Ode" di Guido Casoni, <<TESTO>>, 2007; 28 (53): 47-69 [http://hdl.handle.net/10807/102344]

Un 'work in progress' tra Cinque e Seicento: le "Ode" di Guido Casoni

Corradini, Marco Maria
2007

Abstract

L’intervento prende le mosse dall’accenno alle "Ode" contenuto nelle "Glorie" degli Accademici Incogniti di Venezia (1647) per interrogarsi anzitutto sul ruolo del Casoni nell’Accademia e in particolare sul legame che egli stabilisce con il promotore dell’istituzione, Giovan Francesco Loredano: Viene quindi presa in esame la cronologia editoriale delle "Ode": stabilito, anche sulla base degli studi più recenti, che non esiste la supposta edizione cinquecentesca, e che la princeps deve considerarsi la stampa di Venezia, Ciotti, 1602, si nota come nelle edizioni successive il numero dei componimenti aumenti continuamente, e questi passino dagli iniziali 38 ai definitivi 72. la conseguente possibilità di datare le odi permette di constatare il progressivo incremento del materiale metaforico impiegato dall’autore. La scelta da parte di Casoni dell’ode di ascendenza oraziana, con strofe brevi funzionali alla musicalità del linguaggio poetico, trova il suo modello in Bernardo Tasso, a cui risale la paternità di questa forma lirica nella letteratura italiana; da lui il Casoni non deriva soltanto gli schemi metrici, poiché le "Ode" riprendono diversi passi dei componimenti di Bernardo. La relazione intertestuale tra le due raccolte tuttavia è complessa, in quanto entrambe attingono in parte a una medesima fonte, i "Carmina" latini di Marcantonio Flaminio, serravallese come Casoni. Sul versante degli influssi casoniani su altri autori invece, essendo già noti agli studiosi i rapporti con l’opera del Marino, si esplorano qui territori meno conosciuti; emerge dall’indagine ad esempio uno stretto legame che unisce le "Ode" di Casoni all’omonima raccolta del napoletano Girolamo Fontanella (I ed. 1633, II ed. ampliata 1638). Una delle odi più singolari del serrvallese è "Fulvia, fu la tua vita", interamente composta da una litania di metafore: per la sua particolare natura questa lirica viene impiegata come repertorio di immagini da vari poeti concettisti italiani; più inconsueto è il caso di una traduzione tedesca, opera di Georg Rudolf Weckherlin, che però nel suo secondo libro di Oden und Gesänge (1619) presenta il componimento come originale.
Italiano
Corradini, M. M., Un 'work in progress' tra Cinque e Seicento: le "Ode" di Guido Casoni, <>, 2007; 28 (53): 47-69 [http://hdl.handle.net/10807/102344]
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