Il primo contatto diretto di Giovanni Raboni con la tragedia attica risale al 1994, quando su invito di Luca Ronconi traduce Ecuba di Euripide, per la regia di Massimo Castri, nella stagione 1994/95 del Teatro di Roma (il debutto fu il 29 novembre al Teatro Argentina). Sei anni dopo l'Istituto Nazionale del Dramma Antico, in occasione del 36° Festival del Teatro Classico, gli commissiona la traduzione dell'Antigone di Sofocle, che va in scena al Teatro Greco di Siracusa nel giugno del 2000, con la regia di Patrice Kerbrat, quindi, nel settembre dello stesso anno, all'Olimpico di Vicenza, nell'ambito del 53° ciclo di Spettacoli Classici. Nel 2002 viene infine pubblicata, nella collana 'Gli elefanti' di Garzanti, Alcesti, o La recita dell'esilio, originariamente destinata a una rappresentazione nello stesso Olimpico e successivamente, venuta meno questa ipotesi, andata in scena al Teatro Santa Chiara di Brescia il 7 gennaio 2004, per la regia di Cesare Lievi, allora Direttore del Centro Teatrale Bresciano. Nella dicotomia, tipica del teatro tragico greco, tra personaggi femminili distruttori, consapevolmente o inconsapevolmente, dell'oikos (Clitemestra, Medea, Elena, Deiainira, ecc.) ed eroine mitiche il cui drama nasce dalla philia nei confronti dell'oikos, Raboni appare avere preferito queste ultime: la madre per eccellenza (Ecuba), la sorella per eccellenza (Antigone), la moglie per eccellenza (Alcesti). Che non si tratti solo di casualità, ma di un incontro tra committenza e interessi dell'autore, si è indotti a crederlo da una sua lettera del 2003 a Pietro Carriglio. Il contributo analizza le varie tappe dell'incontro di Raboni con la tragedia attica, dall'attività di traduzione alla originale riscrittura, sempre con interesse a personaggi femminili eticamente 'forti'.

Pattoni, M. P., Giovanni Raboni e i tragici greci: dalla traduzione alla riscrittura, in A. Giradi, A. S. A. Z., Questo e altro. Giovanni Raboni dieci anni dopo (2004-2014). Atti del Convegno internazionale, Università di Verona, Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica, 11-12 dicembre 2014, Quodlibet Studio, MACERATA -- ITA 2016: 191-221 [http://hdl.handle.net/10807/94175]

Giovanni Raboni e i tragici greci: dalla traduzione alla riscrittura

Pattoni, Maria Pia
2016

Abstract

Il primo contatto diretto di Giovanni Raboni con la tragedia attica risale al 1994, quando su invito di Luca Ronconi traduce Ecuba di Euripide, per la regia di Massimo Castri, nella stagione 1994/95 del Teatro di Roma (il debutto fu il 29 novembre al Teatro Argentina). Sei anni dopo l'Istituto Nazionale del Dramma Antico, in occasione del 36° Festival del Teatro Classico, gli commissiona la traduzione dell'Antigone di Sofocle, che va in scena al Teatro Greco di Siracusa nel giugno del 2000, con la regia di Patrice Kerbrat, quindi, nel settembre dello stesso anno, all'Olimpico di Vicenza, nell'ambito del 53° ciclo di Spettacoli Classici. Nel 2002 viene infine pubblicata, nella collana 'Gli elefanti' di Garzanti, Alcesti, o La recita dell'esilio, originariamente destinata a una rappresentazione nello stesso Olimpico e successivamente, venuta meno questa ipotesi, andata in scena al Teatro Santa Chiara di Brescia il 7 gennaio 2004, per la regia di Cesare Lievi, allora Direttore del Centro Teatrale Bresciano. Nella dicotomia, tipica del teatro tragico greco, tra personaggi femminili distruttori, consapevolmente o inconsapevolmente, dell'oikos (Clitemestra, Medea, Elena, Deiainira, ecc.) ed eroine mitiche il cui drama nasce dalla philia nei confronti dell'oikos, Raboni appare avere preferito queste ultime: la madre per eccellenza (Ecuba), la sorella per eccellenza (Antigone), la moglie per eccellenza (Alcesti). Che non si tratti solo di casualità, ma di un incontro tra committenza e interessi dell'autore, si è indotti a crederlo da una sua lettera del 2003 a Pietro Carriglio. Il contributo analizza le varie tappe dell'incontro di Raboni con la tragedia attica, dall'attività di traduzione alla originale riscrittura, sempre con interesse a personaggi femminili eticamente 'forti'.
Italiano
Greco antico
978-88-7462-886-5
Quodlibet Studio
Pattoni, M. P., Giovanni Raboni e i tragici greci: dalla traduzione alla riscrittura, in A. Giradi, A. S. A. Z., Questo e altro. Giovanni Raboni dieci anni dopo (2004-2014). Atti del Convegno internazionale, Università di Verona, Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica, 11-12 dicembre 2014, Quodlibet Studio, MACERATA -- ITA 2016: 191-221 [http://hdl.handle.net/10807/94175]
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