Il contributo, prendendo le mosse dalle tendenze del mercato della telefonia mobile, cerca di mettere in evidenza la necessità di condurre riflessioni approfondite su uno strumento quotidiano: il cellulare. Il mercato spinge verso una diffusione del telefonino nelle fasce di età più giovani, addirittura dai tre anni in su, tendenza che intercetta un bisogno fondamentale dei genitori, ossia il bisogno di esercitare forme di controllo e difesa dei propri figli, e quello dei ragazzi, cioè possedere uno strumento che segnali e semplifichi l’appartenenza al gruppo, che difenda dalla solitudine. Di fatto, questo artefatto tecnologico, come ogni altro medium, non è neutro: pensato per rispondere a certi bisogni, imposta e crea i presupposti per nuove pratiche di utilizzo, crea nuovi spazi di interazione; d’altro canto, l’utilizzo che ne fanno le persone, in base alle loro necessità, ai contesti d’uso, trasforma il mezzo stesso, creando nuovi bisogni, nuovi codici, nuove forme di comunicazione. La caratteristica precipua del cellulare (rendere l’individuo potenzialmente sempre in comunicazione) e, in particolare, degli SMS (uso della parola scritta in modalità asincrona) fanno di questo strumento una risorsa preziosa, a patto che se ne faccia un uso equilibrato e consapevole.

Gatti, F. M., Un cordone lungo 160 caratteri, in Quadrio, A., Puggelli, F. R. (ed.), Obiettivo bambino. Rischi e opportunità dall'infanzia all'adolescenza, Giuffrè Editore, Milano 2006: 277- 306 [http://hdl.handle.net/10807/8877]

Un cordone lungo 160 caratteri

Gatti
2006

Abstract

Il contributo, prendendo le mosse dalle tendenze del mercato della telefonia mobile, cerca di mettere in evidenza la necessità di condurre riflessioni approfondite su uno strumento quotidiano: il cellulare. Il mercato spinge verso una diffusione del telefonino nelle fasce di età più giovani, addirittura dai tre anni in su, tendenza che intercetta un bisogno fondamentale dei genitori, ossia il bisogno di esercitare forme di controllo e difesa dei propri figli, e quello dei ragazzi, cioè possedere uno strumento che segnali e semplifichi l’appartenenza al gruppo, che difenda dalla solitudine. Di fatto, questo artefatto tecnologico, come ogni altro medium, non è neutro: pensato per rispondere a certi bisogni, imposta e crea i presupposti per nuove pratiche di utilizzo, crea nuovi spazi di interazione; d’altro canto, l’utilizzo che ne fanno le persone, in base alle loro necessità, ai contesti d’uso, trasforma il mezzo stesso, creando nuovi bisogni, nuovi codici, nuove forme di comunicazione. La caratteristica precipua del cellulare (rendere l’individuo potenzialmente sempre in comunicazione) e, in particolare, degli SMS (uso della parola scritta in modalità asincrona) fanno di questo strumento una risorsa preziosa, a patto che se ne faccia un uso equilibrato e consapevole.
Italiano
Obiettivo bambino. Rischi e opportunità dall'infanzia all'adolescenza
8814122865
Gatti, F. M., Un cordone lungo 160 caratteri, in Quadrio, A., Puggelli, F. R. (ed.), Obiettivo bambino. Rischi e opportunità dall'infanzia all'adolescenza, Giuffrè Editore, Milano 2006: 277- 306 [http://hdl.handle.net/10807/8877]
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10807/8877
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact