The stock of residents with non-Italian citizenship living in Brescia in 2016 is 163.652, thus representing the 12,9% of the total population. According to data, Brescia is still one of the most multiethnic city in Lombardia, but the huge growth of migrant population in the city, which has increased in the past decades, in the last three years has come to a standstill and in 2016 has turned into a decrease. Comparing the year 2015 with 2016, we can notice that there is a 1.8 percentage-point decrease in absolute terms and a 0.3 percentage-point decrease in the incidence rate. The reasons for returning home are as complex as human mind; however the decline of migrant inflow can be attributed to the country wide economical crisis, which not only discourages new arrivals but also is causing the reason for returning home or moving to other European countries. The number of registered migrants who leaved Brescia over last year is considerable: 1.500 foreigners came back to their native countries or choose another place in order to begin a new life. In Brescia migrant workers are overrepresented in such sectors as construction, manufacturing, hotels and restaurants, agriculture and domestic service; most of these sectors have been seriously affected by the economical crisis with migrant workers experiencing the major shocks. In Brescia there are some areas marked by a heavy concentration of migrant population, for example, the historic city centre called “Carmine” (39.8% of foreigners out the total population). The foreign-born population in Brescia has significantly lower house ownership rate, compared with the natives and tends to have a higher likelihood of being in private rental sector (68.3%) than in social housing sector (5.7%). Brescia can be defined a “multi-religious city” with the religions most represented being: Islam (44,8%), Catholic (16,7%), Orthodox (21,0%) and Sikh (8,0%). The number of foreign pupils in the schools in Brescia has come to a standstill due to the decrease of newly arrived migrant people and the high return rate.

il colume riporta i dati su Immigrazione a Brescia, corredati da contributi analitici e di dibattito interdisciplinare. POPOLAZIONE. I cittadini stranieri residenti a Brescia al 1.1.2016 sono 163.652, pari al 12,9% della popolazione. Rispetto al 1.1.2015 si è avuta una riduzione dell’1,8% in valori assoluti e dello 0,3% nell’incidenza percentuale. Continua il trend di decrescita già evidenziato nei due anni precedenti, che trova nella crisi occupazionale il principale fattore esplicativo, sia per i rientri in patria sia per la contrazione della fecondità. Sembrano consolidate le presenze stabili, in quanto 6 stranieri su 10 (61%) hanno un permesso di lunga durata o la carta di soggiorno. Anche le acquisizioni di cittadinanza sono state numerose nel 2015 (7.158), ma in calo rispetto al 2014 (-3,2%). Il saldo tra iscritti e cancellati dall’anagrafe dei comuni in provincia è negativo (-2990 persone), con 1500 stranieri che sono andati all’estero. Sono le donne straniere a manifestare indicatori positivi di permanenza e ingresso, mentre sono gli uomini a risultare più interessati da rientri e ripartenze. Brescia rimane la seconda provincia in Lombardia per numero e incidenza percentuale di stranieri residenti, il trend negativo interessa solo i comuni della provincia, mentre nel capoluogo la presenza straniera è stazionaria rispetto all’anno scorso. Quanto alle nazionalità, quelle dell’est Europa sono le più numerose (45% dei residenti stranieri, di cui il 16,3% comunitari e il 28,2% extracomunitari). Le prime 5 nazionalità sono: Romania (14,6% di tutti gli stranieri residenti in provincia), Albania (12,2%), Marocco (9,9%), India (9,2%) e Pakistan (8,1%), quasi tutte in calo rispetto allo scorso anno. Le perdite più significative sono: Bangladesh (-7,1%), Bosnia (-6,5%), Tunisia (-6,3%) e Marocco (-5,3%), mentre in crescita troviamo: Romania (+2,4%), Egitto (+2,8%) e Sri Lanka (+3%). La popolazione straniera è più giovane e più feconda di quella autoctona; il suo equilibrio di genere (50,7% donne vs. 49,3% uomini, +0,4% di donne rispetto allo scorso anno). OCCUPAZIONE: Dal confronto tra lavoratori italiani e stranieri attraverso i dati ISTAT (rilevazione integrativa sulle forze di lavoro 2015), gli stranieri si rivelano più presenti sul mercato del lavoro, anche quando non hanno un lavoro, ma si caratterizzano per tassi di occupazione calanti e tassi di disoccupazione crescenti. Ciò vale sia per gli uomini (passati da un tasso di disoccupazione del 2,1% nel 2004 all’9% nel 2015) sia per le donne, il cui tasso di disoccupazione è passato dal 5,6% nel 2004 al 9,7% nel 2015). Rimane stabile in questo arco temporale la scarsa “qualità” del lavoro straniero: principalmente dipendente, operaio generico e industriale (per i maschi); principalmente dipendente, operaio e addetto ai servizi alla persona (per le donne). SCUOLA: Nell’a.s. 2013/14 si era verificata una stabilizzazione (+0,06) e nell’a.s. 2014/15, per la prima volta, si assiste a un decremento della presenza di alunni stranieri (seppure lieve: -0,18). Questo nuovo scenario è effetto di molteplici cause: crisi economico-finanziarie, rientri in patria, calo delle nascita e diminuzione degli arrivi nel corso dell’anno scolastico. Riguardo all’incidenza degli alunni stranieri, la provincia di Brescia nell’ultimo anno scolastico ha raggiunto il 17,5% ma con un minimo aumento +0,1 punti percentuali rispetto all’a.s. 2013/14, più contenuto rispetto a quello lombardo (14,3%, +0,3 punti percentuali) e nazionale (9,2%, +0,2 punti percentuali). Aumento che vede ancora gli stranieri più fecondi rispetto ai nativi, ma senza più riportare flussi di nuovi arrivi. Riguardo ai risultati scolastici, anche in provincia di Brescia (come a livello regionale e nazionale) permane il divario di apprendimento: gli studenti italiani ottengono mediamente punteggi superiori in ogni livello scolastico e in entrambe le prove di Italiano e Matematica, rispetto ai loro compagni immigrati. In particolare, la differenza è più marcata tra nativi e studenti stranieri di prima generazione, mentre le seconde generazioni tendono ad avvicinarsi di più ai risultati degli autoctoni. SANITA’: l’Azienda Socio-Sanitaria territoriale Spedali Civili di Brescia resta un polo di eccellenza grazie al servizio di tutela della salute dei migranti non iscritti al SSN, l’Ambulatorio Migranti, oggi inserito nell' U.O. Medicina Transculturale e Malattie a Trasmissione Sessuale, un presidio di accoglienza a tutti gli effetti per quei cittadini che non hanno altro accesso alle cure, riducendo così l’illegalità sul territorio. E’ stato attivato anche un servizio di strada, l’unità mobile attrezzata del Progetto Strada facendo, che raggiunge i luoghi della città a maggior afflusso di persone target, con l’obiettivo di stabilire una relazione di aiuto e di orientarle al corretto utilizzo dei servizi socio-sanitari territoriali. Il profilo dell’utente-tipo di questi servizi è maschio (61,4%), di età media 31,5 anni, proveniente dall’Africa (46,8%) e disoccupato (57,6%). Le patologie si cui soffrono gli utenti dell’Ambulatorio sono molto varie, legate alle precarie condizioni di vita e di lavoro dei soggetti e alla promiscuità o al sovraffollamento abitativo. CASA: sussistono caratteri di concentrazione e segregazione nella zona nord del Centro storico; in particolare il quartiere Carmine registra il 39,8% di residenti stranieri, con funzione di richiamo per i nuovi arrivati o per chi transita, anche per le attività etniche ivi installate. Vi sono poi aggregati superiori al 20% di stranieri anche a Sud della città, come nei quartieri di quartieri Porta Cremona, Don Bosco e Lamarmora. La maggior parte degli stranieri (68,3%) vive in affitto, prevalentemente da privati, con poco accesso all’edilizia pubblica (solo il 5,7% degli immigrati); Brescia ha da sempre registrato un minore accesso alla proprietà immobiliare rispetto alle altre province lombarde. FAMIGLIA: secondo l’indagine ORIM, a Brescia non si registrano grandi cambiamenti rispetto alle annate precedenti. In misura contenuta, aumentano coloro che vivono soli e i nuclei monogenitoriali, forse esito dei processi di impoverimento. Si consolida anche la famiglia nucleare formata da genitori e figli (+12,7%). Dalle elaborazioni statistiche del Comune di Brescia, dalla composizione dei nuclei residenti di nazionalità estere si evince l’esistenza di tre modelli diversi di “famiglia migrante”: ACCUMULO DI CAPITALE (tipico fra i cittadini di Ucraina, Romania, Moldova); PROGETTO FINANZIARIO FAMIGLIARE (tipico di chi proviene da Cina e Senegal); PROGETTO DI VITA FAMIGLIARE (trasversale a molte provenienze, es. Marocco, Albania, Bangladesh). La nazionalità con più persone sole, o in coppia senza figli, è il Pakistan. RELIGIONE: Secondo l’indagine ORIM nel 2015 vi sarebbe in provincia di Brescia un calo degli stranieri musulmani (-1,4 punti percentuali rispetto all’anno precedente), coerente con la diminuzione delle componenti africane della popolazione. Brescia rimane, con il 44,8%, al di sopra della media lombarda (37,6%), quarta in regione per presenza percentuale di musulmani, grazie alle collettività di Marocco, Pakistan e Ghana. Calano lievemente gli stranieri che professano la religione cattolica (-0,8% rispetto all’anno precedente) mentre aumentano le altre confessioni del cristianesimo (+1,4%). Resta molto significativa, rispetto alla media regionale, la comunità di chi pratica la religione Sikh (8% Brescia vs. 2,6% Lombardia). In provincia di Brescia risiede infatti la più grande comunità Sikh d'Italia, presente anche a Cremona e Mantova. POVERTA’ :Per quanto riguarda il reddito degli stranieri, risulta parzialmente migliorato l’introito mensile del nucleo familiare stimato da ORIM nel 2015 (in rapporto a quello dell’anno precedente). Sono diminuiti, in proporzione, i nuclei che percepiscono meno di 500 euro al mese (12% nel 2014 e 4,7% nel 2015), mentre sono cresciuti i nuclei che percepiscono più di 1.500 euro (10,1% nel 2014 e 18,3% nel 2015). La popolazione straniera presente in provincia di Brescia rimane vicino alla soglia di povertà, visto che il 53,3% dei nuclei deve vivere con meno di 1.000 euro al mese e il 56,4% dichiara che non sarebbe in grado di affrontare una spesa improvvisa di 800 euro (in particolare gli stranieri di provenienza africana). Alla luce dei dati sul reddito, lo sforzo economico espresso attraverso le rimesse inviate nei paesi d’origine appare sorprendente: 145 milioni di euro nel 2015 contro 139 mln nel 2014; indice di propensione al risparmio delle famiglie straniere, in particolare: Senegal (+21%), Brasile (+21%), Pakistan (+13%), Filippine (+8%), India (+7%), che pur di ripagare debiti e sostenere parenti in patria corrono forti rischi di impoverimento in Italia.

Colombo, M. (ed.), Immigrazione e contesti locali. Annuario CIRMiB 2016, Vita e Pensiero, Milano 2016: 289 [http://hdl.handle.net/10807/86809]

Immigrazione e contesti locali. Annuario CIRMiB 2016

Colombo
2016

Abstract

il colume riporta i dati su Immigrazione a Brescia, corredati da contributi analitici e di dibattito interdisciplinare. POPOLAZIONE. I cittadini stranieri residenti a Brescia al 1.1.2016 sono 163.652, pari al 12,9% della popolazione. Rispetto al 1.1.2015 si è avuta una riduzione dell’1,8% in valori assoluti e dello 0,3% nell’incidenza percentuale. Continua il trend di decrescita già evidenziato nei due anni precedenti, che trova nella crisi occupazionale il principale fattore esplicativo, sia per i rientri in patria sia per la contrazione della fecondità. Sembrano consolidate le presenze stabili, in quanto 6 stranieri su 10 (61%) hanno un permesso di lunga durata o la carta di soggiorno. Anche le acquisizioni di cittadinanza sono state numerose nel 2015 (7.158), ma in calo rispetto al 2014 (-3,2%). Il saldo tra iscritti e cancellati dall’anagrafe dei comuni in provincia è negativo (-2990 persone), con 1500 stranieri che sono andati all’estero. Sono le donne straniere a manifestare indicatori positivi di permanenza e ingresso, mentre sono gli uomini a risultare più interessati da rientri e ripartenze. Brescia rimane la seconda provincia in Lombardia per numero e incidenza percentuale di stranieri residenti, il trend negativo interessa solo i comuni della provincia, mentre nel capoluogo la presenza straniera è stazionaria rispetto all’anno scorso. Quanto alle nazionalità, quelle dell’est Europa sono le più numerose (45% dei residenti stranieri, di cui il 16,3% comunitari e il 28,2% extracomunitari). Le prime 5 nazionalità sono: Romania (14,6% di tutti gli stranieri residenti in provincia), Albania (12,2%), Marocco (9,9%), India (9,2%) e Pakistan (8,1%), quasi tutte in calo rispetto allo scorso anno. Le perdite più significative sono: Bangladesh (-7,1%), Bosnia (-6,5%), Tunisia (-6,3%) e Marocco (-5,3%), mentre in crescita troviamo: Romania (+2,4%), Egitto (+2,8%) e Sri Lanka (+3%). La popolazione straniera è più giovane e più feconda di quella autoctona; il suo equilibrio di genere (50,7% donne vs. 49,3% uomini, +0,4% di donne rispetto allo scorso anno). OCCUPAZIONE: Dal confronto tra lavoratori italiani e stranieri attraverso i dati ISTAT (rilevazione integrativa sulle forze di lavoro 2015), gli stranieri si rivelano più presenti sul mercato del lavoro, anche quando non hanno un lavoro, ma si caratterizzano per tassi di occupazione calanti e tassi di disoccupazione crescenti. Ciò vale sia per gli uomini (passati da un tasso di disoccupazione del 2,1% nel 2004 all’9% nel 2015) sia per le donne, il cui tasso di disoccupazione è passato dal 5,6% nel 2004 al 9,7% nel 2015). Rimane stabile in questo arco temporale la scarsa “qualità” del lavoro straniero: principalmente dipendente, operaio generico e industriale (per i maschi); principalmente dipendente, operaio e addetto ai servizi alla persona (per le donne). SCUOLA: Nell’a.s. 2013/14 si era verificata una stabilizzazione (+0,06) e nell’a.s. 2014/15, per la prima volta, si assiste a un decremento della presenza di alunni stranieri (seppure lieve: -0,18). Questo nuovo scenario è effetto di molteplici cause: crisi economico-finanziarie, rientri in patria, calo delle nascita e diminuzione degli arrivi nel corso dell’anno scolastico. Riguardo all’incidenza degli alunni stranieri, la provincia di Brescia nell’ultimo anno scolastico ha raggiunto il 17,5% ma con un minimo aumento +0,1 punti percentuali rispetto all’a.s. 2013/14, più contenuto rispetto a quello lombardo (14,3%, +0,3 punti percentuali) e nazionale (9,2%, +0,2 punti percentuali). Aumento che vede ancora gli stranieri più fecondi rispetto ai nativi, ma senza più riportare flussi di nuovi arrivi. Riguardo ai risultati scolastici, anche in provincia di Brescia (come a livello regionale e nazionale) permane il divario di apprendimento: gli studenti italiani ottengono mediamente punteggi superiori in ogni livello scolastico e in entrambe le prove di Italiano e Matematica, rispetto ai loro compagni immigrati. In particolare, la differenza è più marcata tra nativi e studenti stranieri di prima generazione, mentre le seconde generazioni tendono ad avvicinarsi di più ai risultati degli autoctoni. SANITA’: l’Azienda Socio-Sanitaria territoriale Spedali Civili di Brescia resta un polo di eccellenza grazie al servizio di tutela della salute dei migranti non iscritti al SSN, l’Ambulatorio Migranti, oggi inserito nell' U.O. Medicina Transculturale e Malattie a Trasmissione Sessuale, un presidio di accoglienza a tutti gli effetti per quei cittadini che non hanno altro accesso alle cure, riducendo così l’illegalità sul territorio. E’ stato attivato anche un servizio di strada, l’unità mobile attrezzata del Progetto Strada facendo, che raggiunge i luoghi della città a maggior afflusso di persone target, con l’obiettivo di stabilire una relazione di aiuto e di orientarle al corretto utilizzo dei servizi socio-sanitari territoriali. Il profilo dell’utente-tipo di questi servizi è maschio (61,4%), di età media 31,5 anni, proveniente dall’Africa (46,8%) e disoccupato (57,6%). Le patologie si cui soffrono gli utenti dell’Ambulatorio sono molto varie, legate alle precarie condizioni di vita e di lavoro dei soggetti e alla promiscuità o al sovraffollamento abitativo. CASA: sussistono caratteri di concentrazione e segregazione nella zona nord del Centro storico; in particolare il quartiere Carmine registra il 39,8% di residenti stranieri, con funzione di richiamo per i nuovi arrivati o per chi transita, anche per le attività etniche ivi installate. Vi sono poi aggregati superiori al 20% di stranieri anche a Sud della città, come nei quartieri di quartieri Porta Cremona, Don Bosco e Lamarmora. La maggior parte degli stranieri (68,3%) vive in affitto, prevalentemente da privati, con poco accesso all’edilizia pubblica (solo il 5,7% degli immigrati); Brescia ha da sempre registrato un minore accesso alla proprietà immobiliare rispetto alle altre province lombarde. FAMIGLIA: secondo l’indagine ORIM, a Brescia non si registrano grandi cambiamenti rispetto alle annate precedenti. In misura contenuta, aumentano coloro che vivono soli e i nuclei monogenitoriali, forse esito dei processi di impoverimento. Si consolida anche la famiglia nucleare formata da genitori e figli (+12,7%). Dalle elaborazioni statistiche del Comune di Brescia, dalla composizione dei nuclei residenti di nazionalità estere si evince l’esistenza di tre modelli diversi di “famiglia migrante”: ACCUMULO DI CAPITALE (tipico fra i cittadini di Ucraina, Romania, Moldova); PROGETTO FINANZIARIO FAMIGLIARE (tipico di chi proviene da Cina e Senegal); PROGETTO DI VITA FAMIGLIARE (trasversale a molte provenienze, es. Marocco, Albania, Bangladesh). La nazionalità con più persone sole, o in coppia senza figli, è il Pakistan. RELIGIONE: Secondo l’indagine ORIM nel 2015 vi sarebbe in provincia di Brescia un calo degli stranieri musulmani (-1,4 punti percentuali rispetto all’anno precedente), coerente con la diminuzione delle componenti africane della popolazione. Brescia rimane, con il 44,8%, al di sopra della media lombarda (37,6%), quarta in regione per presenza percentuale di musulmani, grazie alle collettività di Marocco, Pakistan e Ghana. Calano lievemente gli stranieri che professano la religione cattolica (-0,8% rispetto all’anno precedente) mentre aumentano le altre confessioni del cristianesimo (+1,4%). Resta molto significativa, rispetto alla media regionale, la comunità di chi pratica la religione Sikh (8% Brescia vs. 2,6% Lombardia). In provincia di Brescia risiede infatti la più grande comunità Sikh d'Italia, presente anche a Cremona e Mantova. POVERTA’ :Per quanto riguarda il reddito degli stranieri, risulta parzialmente migliorato l’introito mensile del nucleo familiare stimato da ORIM nel 2015 (in rapporto a quello dell’anno precedente). Sono diminuiti, in proporzione, i nuclei che percepiscono meno di 500 euro al mese (12% nel 2014 e 4,7% nel 2015), mentre sono cresciuti i nuclei che percepiscono più di 1.500 euro (10,1% nel 2014 e 18,3% nel 2015). La popolazione straniera presente in provincia di Brescia rimane vicino alla soglia di povertà, visto che il 53,3% dei nuclei deve vivere con meno di 1.000 euro al mese e il 56,4% dichiara che non sarebbe in grado di affrontare una spesa improvvisa di 800 euro (in particolare gli stranieri di provenienza africana). Alla luce dei dati sul reddito, lo sforzo economico espresso attraverso le rimesse inviate nei paesi d’origine appare sorprendente: 145 milioni di euro nel 2015 contro 139 mln nel 2014; indice di propensione al risparmio delle famiglie straniere, in particolare: Senegal (+21%), Brasile (+21%), Pakistan (+13%), Filippine (+8%), India (+7%), che pur di ripagare debiti e sostenere parenti in patria corrono forti rischi di impoverimento in Italia.
Italiano
Aa.Vv.
9788834332320
Vita e Pensiero
Colombo, M. (ed.), Immigrazione e contesti locali. Annuario CIRMiB 2016, Vita e Pensiero, Milano 2016: 289 [http://hdl.handle.net/10807/86809]
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