Il volume, traendo le mosse dal commento all’art. 1352 cod. civ., indaga in chiave monografica il fenomeno del formalismo convenzionale, tramite il quale l’autonomia negoziale limita se stessa imponendosi un vincolo di forma non legalmente stabilito per la stipula di un futuro contratto, principalmente al fine di garantirsi un maggiore standard di ponderazione del consenso e di certezza e durevolezza della prova. Dopo aver rintracciato le origini del patto sulla forma nel diritto romano post-classico e nelle codificazioni germaniche, rispetto alle quali la disciplina italiana opera una razionalizzazione non priva di originalità, il libro affronta innanzitutto il problema del discusso fondamento del potere dei privati di incidere sulla composizione strutturale del contratto aggravando il relativo onere di forma, per poi esaminare le numerose questioni che esso comporta, quali – esemplificativamente – quelle della forma del patto sulla forma, delle forme che esso può contemplare (anche in relazione al documento informatico), della sua estensione ai negozi unilaterali di modifica o scioglimento del rapporto contrattuale e dell’interazione con le condizioni generali di contratto in sede di contrattazione di massa e di rapporti di consumo. Nell’ambito dell’aspetto patologico del fenomeno, che ricorre allorché il contratto divisato è concluso senza osservare il vincolo di forma, larga attenzione è dedicata alla qualificazione del contratto amorfo, la quale – variamente operata in dottrina alla stregua dell’invalidità, dell’inefficacia, dell’inesistenza o dell’irrilevanza convenzionale – è infine motivatamente individuata in una nullità speciale dotata di un proprio statuto. Ulteriori profili ai quali l’indagine si rivolge sono il mutuo dissenso dal patto sulla forma e l’estensione della forma convenzionale ai negozi collegati al futuro contratto (quali preliminare, recesso, procura, ratifica e mutuo dissenso). Infine, il volume riserva un’apposita trattazione al patto sulla forma per la prova di un futuro contratto, inquadrato entro la categoria, vasta quanto controversa, dei patti sulle prove.

Renda, A., Forme convenzionali. Art. 1352, Giuffrè Editore, Milano 2016:<<IL CODICE CIVILE. COMMENTARIO>>, 566 [http://hdl.handle.net/10807/83230]

Forme convenzionali. Art. 1352

Renda, Andrea
2016

Abstract

Il volume, traendo le mosse dal commento all’art. 1352 cod. civ., indaga in chiave monografica il fenomeno del formalismo convenzionale, tramite il quale l’autonomia negoziale limita se stessa imponendosi un vincolo di forma non legalmente stabilito per la stipula di un futuro contratto, principalmente al fine di garantirsi un maggiore standard di ponderazione del consenso e di certezza e durevolezza della prova. Dopo aver rintracciato le origini del patto sulla forma nel diritto romano post-classico e nelle codificazioni germaniche, rispetto alle quali la disciplina italiana opera una razionalizzazione non priva di originalità, il libro affronta innanzitutto il problema del discusso fondamento del potere dei privati di incidere sulla composizione strutturale del contratto aggravando il relativo onere di forma, per poi esaminare le numerose questioni che esso comporta, quali – esemplificativamente – quelle della forma del patto sulla forma, delle forme che esso può contemplare (anche in relazione al documento informatico), della sua estensione ai negozi unilaterali di modifica o scioglimento del rapporto contrattuale e dell’interazione con le condizioni generali di contratto in sede di contrattazione di massa e di rapporti di consumo. Nell’ambito dell’aspetto patologico del fenomeno, che ricorre allorché il contratto divisato è concluso senza osservare il vincolo di forma, larga attenzione è dedicata alla qualificazione del contratto amorfo, la quale – variamente operata in dottrina alla stregua dell’invalidità, dell’inefficacia, dell’inesistenza o dell’irrilevanza convenzionale – è infine motivatamente individuata in una nullità speciale dotata di un proprio statuto. Ulteriori profili ai quali l’indagine si rivolge sono il mutuo dissenso dal patto sulla forma e l’estensione della forma convenzionale ai negozi collegati al futuro contratto (quali preliminare, recesso, procura, ratifica e mutuo dissenso). Infine, il volume riserva un’apposita trattazione al patto sulla forma per la prova di un futuro contratto, inquadrato entro la categoria, vasta quanto controversa, dei patti sulle prove.
ita
Monografia o trattato scientifico
Giuffrè Editore
Renda, A., Forme convenzionali. Art. 1352, Giuffrè Editore, Milano 2016:<>, 566 [http://hdl.handle.net/10807/83230]
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