The essay deals about the role of Italy in the beginning and development of an international labour legislation. Focusing both on the roots and the crossroads represented by the hard After War period, it underlines the “social footprint” of European integration process. In the XIXth century the pressure of political and social forces and entrepreneurs emerged to reduce the risks of “social dumping” by introducing some minimum work rules. After the early bilateral agreements in social matters, also Italy contributed to the rise of the first international labour organizations and participated to the International Labour Organization (Ilo) from 1919 to 1935 . After WW2 Italian government and political forces devoted important efforts to protection of migrant workers. At the same time, Italy pressed the projects of European integration to characterize them in a more social manner. At a theoretical level, this research shows that the opposition between liberalization (in international relations) and regulation and welfare policies (into domestic boundaries) isn’t sustainable. It supports the hypothesis of a lung-run convergence between market policies and welfare policies also in the broader European context.

Il saggio esamina il ruolo "lungo" dell'Italia nella nascita di una regolazione internazionale del lavoro e sottolinea l'originaria connotazione sociale dell'architettura europea. La prima parte documenta le pressioni industriali, già nel sec. XIX, per definire internazionalmente alcune norme minime atte ad evitare forme di concorrenza viziate da social dumping, giungendo così ai primi accordi bilaterali e poi alle prime organizzazioni internazionali del lavoro prima della Grande guerra. Accenna quindi alla presenza dell'Italia nell'International Labour Office dal 1919 fino alla sua espulsione nel 1936 e al suo rientro nel dopoguerra, rientro che mise fine alla presunzione di una completa autonomia delle politiche sociali nazionali. Nel dopoguerra un particolare impegno fu rivolto non solo dall'Italia ai lavoratori migranti, da un lato, e alla caratterizzazione in senso sociale delle nuove organizzazioni europee. Sul piano interpretativo la ricerca evidenzia come anche nei rapporti internazionali l’Italia abbia cercato di coniugare le politiche di liberalizzazione con le istanze di regolazione, giustificando un approccio non antagonistico tra sviluppo economico e politiche di welfare, entrambe intrecciate alla scala nazionale e internazionale. Il saggio è corredato da un data set comprendente tutti gli accordi internazionali dell’Italia sulle assicurazioni sociali nelle prime tre legislature.

Fumi, G., Gli accordi internazionali di "sicurezza sociale" e la questione delle politiche sociali alle origini della costruzione europea (1947-1956), in Cova, A. (ed.), Il dilemma dell'integrazione. L'inserimento dell'economia italiana nel sistema occidentale (1945-1957), Franco Angeli, Milano 2008: 125- 209 [http://hdl.handle.net/10807/8061]

Gli accordi internazionali di "sicurezza sociale" e la questione delle politiche sociali alle origini della costruzione europea (1947-1956)

Fumi
2008

Abstract

Il saggio esamina il ruolo "lungo" dell'Italia nella nascita di una regolazione internazionale del lavoro e sottolinea l'originaria connotazione sociale dell'architettura europea. La prima parte documenta le pressioni industriali, già nel sec. XIX, per definire internazionalmente alcune norme minime atte ad evitare forme di concorrenza viziate da social dumping, giungendo così ai primi accordi bilaterali e poi alle prime organizzazioni internazionali del lavoro prima della Grande guerra. Accenna quindi alla presenza dell'Italia nell'International Labour Office dal 1919 fino alla sua espulsione nel 1936 e al suo rientro nel dopoguerra, rientro che mise fine alla presunzione di una completa autonomia delle politiche sociali nazionali. Nel dopoguerra un particolare impegno fu rivolto non solo dall'Italia ai lavoratori migranti, da un lato, e alla caratterizzazione in senso sociale delle nuove organizzazioni europee. Sul piano interpretativo la ricerca evidenzia come anche nei rapporti internazionali l’Italia abbia cercato di coniugare le politiche di liberalizzazione con le istanze di regolazione, giustificando un approccio non antagonistico tra sviluppo economico e politiche di welfare, entrambe intrecciate alla scala nazionale e internazionale. Il saggio è corredato da un data set comprendente tutti gli accordi internazionali dell’Italia sulle assicurazioni sociali nelle prime tre legislature.
Italiano
Il dilemma dell'integrazione. L'inserimento dell'economia italiana nel sistema occidentale (1945-1957)
9788846490315
Fumi, G., Gli accordi internazionali di "sicurezza sociale" e la questione delle politiche sociali alle origini della costruzione europea (1947-1956), in Cova, A. (ed.), Il dilemma dell'integrazione. L'inserimento dell'economia italiana nel sistema occidentale (1945-1957), Franco Angeli, Milano 2008: 125- 209 [http://hdl.handle.net/10807/8061]
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10807/8061
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact