Fu il pittore ferrarese Antonio Contri a sperimentare un metodo per trasferire l’affresco su tela, strappando dalla parete il solo colore senza l’intonaco sottostante. Era il terzo decennio del Settecento e l’arte di “rilevare le pitture dai muri” avrebbe raccolto sempre maggiori consensi sia per ragioni conservative, poiché permetteva di salvaguardare le opere murali dall’ingiuria del tempo, ma anche per fini collezionistici, consentendo di trasformare le pareti dipinte in quadri, agevolmente trasportabili. Da quel momento nulla fu come prima per il patrimonio pittorico murale italiano, richiesto ed esportato anche oltre confine, una prassi che ha conosciuto la sua più fortunata stagione proprio nel secolo scorso, quando, a seguito dei danni provocati dai bombardamenti. Da allora molti capolavori lasciarono per sempre il muro d’origine, trovando nuova dimora, e una mutata identità, sulle pareti dei musei. Il volume ripercorre la storia e la fortuna della pratica del distacco delle pitture murali attraverso sei sezioni, ordinate secondo un indirizzo storico-cronologico: dai primi masselli cinque-seicenteschi ai trasporti settecenteschi, compresi quelli provenienti da Pompei ed Ercolano, agli strappi dell’Ottocento, fino alle sinopie staccate negli anni settanta del secolo scorso.estratti

Ciancabilla, L., Spadoni, C. (eds.), L'incanto dell'affresco. Capolavori strappati, Silvana, Cinisello Balsamo (Milano) 2014: 286 [http://hdl.handle.net/10807/78565]

L'incanto dell'affresco. Capolavori strappati

Ciancabilla
Primo
;
2014

Abstract

Fu il pittore ferrarese Antonio Contri a sperimentare un metodo per trasferire l’affresco su tela, strappando dalla parete il solo colore senza l’intonaco sottostante. Era il terzo decennio del Settecento e l’arte di “rilevare le pitture dai muri” avrebbe raccolto sempre maggiori consensi sia per ragioni conservative, poiché permetteva di salvaguardare le opere murali dall’ingiuria del tempo, ma anche per fini collezionistici, consentendo di trasformare le pareti dipinte in quadri, agevolmente trasportabili. Da quel momento nulla fu come prima per il patrimonio pittorico murale italiano, richiesto ed esportato anche oltre confine, una prassi che ha conosciuto la sua più fortunata stagione proprio nel secolo scorso, quando, a seguito dei danni provocati dai bombardamenti. Da allora molti capolavori lasciarono per sempre il muro d’origine, trovando nuova dimora, e una mutata identità, sulle pareti dei musei. Il volume ripercorre la storia e la fortuna della pratica del distacco delle pitture murali attraverso sei sezioni, ordinate secondo un indirizzo storico-cronologico: dai primi masselli cinque-seicenteschi ai trasporti settecenteschi, compresi quelli provenienti da Pompei ed Ercolano, agli strappi dell’Ottocento, fino alle sinopie staccate negli anni settanta del secolo scorso.estratti
Italiano
9788836628216
Silvana
Ciancabilla, L., Spadoni, C. (eds.), L'incanto dell'affresco. Capolavori strappati, Silvana, Cinisello Balsamo (Milano) 2014: 286 [http://hdl.handle.net/10807/78565]
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