Tra Otto- e Novecento il tema della Wortsatz nella riflessione linguistica si colloca all’interno del dibattito sulla concezione e definizione di frase: la crisi del modello logicizzante di stampo portorealista pone infatti in discussione anche il “dogma” della concezione della frase intesa come giudizio necessariamente bimembre. All’interno di questo dibattito le posizioni riguardo al tema della Wortsatz sono fondamentalmente riconducibili a due diversi paradigmi. La prima posizione, maggiormente legata a criteri formali e grammaticali, ritiene che per essere tali, le frasi debbano essere bimembri, cioè formate da un soggetto e da un predicato. Essa si trova quindi a dover rendere in qualche modo conto delle Wortsätze. L’altra tradizione di pensiero, di stampo più pragmatico, si basa su una concezione “olistica” della frase come unità essenzialmente comunicativa. Su questa base si ritiene che le Wortsätze siano, a prescindere, frasi a tutti gli effetti perché mediante esse si riesce comunque a comunicare qualcosa di compiuto; pertanto anche a strutture unimembri (come le interiezioni, i vocativi, gli imperativi, le frasi nominali, aggettivali o avverbiali) viene riconosciuta la dignità di frase. Nel nostro intervento vorremmo proporre una teoria della Wortsatz che medi fra queste due tradizioni di pensiero articolando la risposta a questo problema a partire dal tipo di atto linguistico che viene compiuto mediante l’enunciato.

Tenchini, M. P., Frigerio, A., Der Fall „Wortsatz“ oder: Gibt es eingliedrige nichtelliptische Sätze?, in Marillier, J., Vargas, E. (ed.), Fragmentarische Äußerungen, Stauffenburg Verlag, TÜBINGEN -- DEU 2016: <<EUROGERMANISTIK>>, 157- 171 [http://hdl.handle.net/10807/76395]

Der Fall „Wortsatz“ oder: Gibt es eingliedrige nichtelliptische Sätze?

Tenchini, Maria Paola
Primo
;
Frigerio, Aldo
Secondo
2016

Abstract

Tra Otto- e Novecento il tema della Wortsatz nella riflessione linguistica si colloca all’interno del dibattito sulla concezione e definizione di frase: la crisi del modello logicizzante di stampo portorealista pone infatti in discussione anche il “dogma” della concezione della frase intesa come giudizio necessariamente bimembre. All’interno di questo dibattito le posizioni riguardo al tema della Wortsatz sono fondamentalmente riconducibili a due diversi paradigmi. La prima posizione, maggiormente legata a criteri formali e grammaticali, ritiene che per essere tali, le frasi debbano essere bimembri, cioè formate da un soggetto e da un predicato. Essa si trova quindi a dover rendere in qualche modo conto delle Wortsätze. L’altra tradizione di pensiero, di stampo più pragmatico, si basa su una concezione “olistica” della frase come unità essenzialmente comunicativa. Su questa base si ritiene che le Wortsätze siano, a prescindere, frasi a tutti gli effetti perché mediante esse si riesce comunque a comunicare qualcosa di compiuto; pertanto anche a strutture unimembri (come le interiezioni, i vocativi, gli imperativi, le frasi nominali, aggettivali o avverbiali) viene riconosciuta la dignità di frase. Nel nostro intervento vorremmo proporre una teoria della Wortsatz che medi fra queste due tradizioni di pensiero articolando la risposta a questo problema a partire dal tipo di atto linguistico che viene compiuto mediante l’enunciato.
Tedesco
Fragmentarische Äußerungen
978-3-86057-508-6
Stauffenburg Verlag
Tenchini, M. P., Frigerio, A., Der Fall „Wortsatz“ oder: Gibt es eingliedrige nichtelliptische Sätze?, in Marillier, J., Vargas, E. (ed.), Fragmentarische Äußerungen, Stauffenburg Verlag, TÜBINGEN -- DEU 2016: <<EUROGERMANISTIK>>, 157- 171 [http://hdl.handle.net/10807/76395]
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