La forza del terrorismo sta, soprattutto, nelle parole: il suo nome già evoca la paura che è l’obiettivo di ogni forma di terrorismo. Il questo avvio di Millennio, poi, il terrorismo dello Stato Islamico, di Daesh, ha fin dall’inizio saputo usare magistralmente la comunicazione come strumento di combattimento nella nuova forma di conflitto che trova la sua definizione in Guerra Ibrida. Quella terza Guerra Mondiale, combattuta a “spizzichi e bocconi”, come efficacemente descritta per primo da Papa Francesco: mai come oggi il mondo è travagliato da una quantità di conflitti, che trovano nei civili il maggio numero di vittime, geograficamente indipendenti ma tutti tra loro correlati. Si può affermare che questo è anche il sentire comune, che spinge a cercare risposte a domande quali: cos’è il terrorismo del nuovo Millennio? Come è cambiato il terrorismo e come può avere tanti proseliti? Come si combatte il terrorismo? Si può vivere con queste minacce quotidiane? Le domande sono naturali e legittime. Ma le risposte sono, almeno, complicate. Eppure la nostra capacità di rispondere e continuare a vivere dipende dalle risposte che sapremo dare. Il breve volume qui proposto affronta queste domande cercando di fornire gli elementi che favoriscano la consapevolezza necessaria per affrontare una minaccia che è parte della modernità e che è destinata a continuare nel prossimo futuro. Le argomentazioni riguardano la definizione di terrorismo, sottolineando che non esiste una definizione condivisa del fenomeno e, pertanto, una risposta coesa al terrorismo è difficile perché mancano i conseguenti strumenti normativi per combatterlo. Si continua sottolineando la discontinuità degli obiettivi e delle pratiche di questo terrorismo, rispetto a quello delle passate stagioni, da cui l’incertezza nel comprenderlo e nell’elaborare le risposte operative, che si riflettono nell’scarsa efficacia delle politiche di contrasto. Si affronta la specificità dello Stato Islamico, la minaccia del presente, con attenzione alla sua capacità di sviluppare strategie innovative sui molteplici fronti delle Guerra Ibrida e la sua paradossale “utilità” al mantenimento di un superato equilibrio geo-politico. Si conclude proponendo uno scenario possibile a partire dalle sfide che il terrorismo pone all’Europa e all’Italia: le linee che ci possono guidare alla risposta alle domande da cui si è partiti.

Lombardi, M., Il terrorismo nel nuovo millennio, Vita e Pensiero, Milano 2016: 107 [http://hdl.handle.net/10807/75215]

Il terrorismo nel nuovo millennio

Lombardi, Marco
Primo
2016

Abstract

La forza del terrorismo sta, soprattutto, nelle parole: il suo nome già evoca la paura che è l’obiettivo di ogni forma di terrorismo. Il questo avvio di Millennio, poi, il terrorismo dello Stato Islamico, di Daesh, ha fin dall’inizio saputo usare magistralmente la comunicazione come strumento di combattimento nella nuova forma di conflitto che trova la sua definizione in Guerra Ibrida. Quella terza Guerra Mondiale, combattuta a “spizzichi e bocconi”, come efficacemente descritta per primo da Papa Francesco: mai come oggi il mondo è travagliato da una quantità di conflitti, che trovano nei civili il maggio numero di vittime, geograficamente indipendenti ma tutti tra loro correlati. Si può affermare che questo è anche il sentire comune, che spinge a cercare risposte a domande quali: cos’è il terrorismo del nuovo Millennio? Come è cambiato il terrorismo e come può avere tanti proseliti? Come si combatte il terrorismo? Si può vivere con queste minacce quotidiane? Le domande sono naturali e legittime. Ma le risposte sono, almeno, complicate. Eppure la nostra capacità di rispondere e continuare a vivere dipende dalle risposte che sapremo dare. Il breve volume qui proposto affronta queste domande cercando di fornire gli elementi che favoriscano la consapevolezza necessaria per affrontare una minaccia che è parte della modernità e che è destinata a continuare nel prossimo futuro. Le argomentazioni riguardano la definizione di terrorismo, sottolineando che non esiste una definizione condivisa del fenomeno e, pertanto, una risposta coesa al terrorismo è difficile perché mancano i conseguenti strumenti normativi per combatterlo. Si continua sottolineando la discontinuità degli obiettivi e delle pratiche di questo terrorismo, rispetto a quello delle passate stagioni, da cui l’incertezza nel comprenderlo e nell’elaborare le risposte operative, che si riflettono nell’scarsa efficacia delle politiche di contrasto. Si affronta la specificità dello Stato Islamico, la minaccia del presente, con attenzione alla sua capacità di sviluppare strategie innovative sui molteplici fronti delle Guerra Ibrida e la sua paradossale “utilità” al mantenimento di un superato equilibrio geo-politico. Si conclude proponendo uno scenario possibile a partire dalle sfide che il terrorismo pone all’Europa e all’Italia: le linee che ci possono guidare alla risposta alle domande da cui si è partiti.
Italiano
Monografia o trattato scientifico
Vita e Pensiero
Lombardi, M., Il terrorismo nel nuovo millennio, Vita e Pensiero, Milano 2016: 107 [http://hdl.handle.net/10807/75215]
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