The title in English of this book chapter would be: “It is easier said than done: obstacles and ‘stumbling stones’ in the actual path of restorative justice in Italy”. Restorative justice has gained more and more popularity and scientific dignity in Italian legal doctrine. After some twenty years since the first experimental projects took place in Italy, the challenge is now to narrow the gap between words and deeds. Yet this task is made extremely difficult in Italy’s criminal justice system, which is far from being “restorative”, and furthermore which is far from letting retributive paradigms behind. If, on the one side, some idea of reparation has “nourished” the most recent alternatives to incarceration passed by the Italian legislator (community service and pre-conviction probation), on the other side, reparation has been intended ultimately in punitive, retributive, terms; therefore, it ended up nourishing the intensification of those sanctions. International guidelines and basic principles by the United Nations and the Council of Europe may help develop restorative justice practices correctly. According to the Author, four main issues are, in fact, at stake: the role of voluntary participation and reparation, typical to restorative justice processes, in the criminal justice system, traditionally punitive and non-voluntary; the importance, yet not the exclusive centrality, of victims in restorative justice programmes; the relevance of criminal law’s rules of conduct, instead of punishments, in fostering compliance and reparation in a responsive-restorative criminal justice system; the contribution of the idea of reparation, as moulded by restorative justice, in developing innovative, non-retributive, responses to crime.

La restorative justice ha conquistato un posto di rilievo e una sicura dignità scientifica anche nella dottrina italiana. Dopo vent’anni dalle prime esperienze operative, la sfida che si pone alla giustizia riparativa in Italia è quella di passare dal “dire” al “fare”, in un sistema sanzionatorio sempre meno ordinato e razionale e, per giunta, assai poco “riparativo”. Anzi, il modello di giustizia e di risposta al reato continua a essere, in teoria o in pratica, quello retributivo: giustizia è ritorsione, “resa dei conti”, “corrispettivo”, “rendere il colpo”. Anche gli strumenti sanzionatori di nuovo conio, dai lavori socialmente utili alla messa alla prova per adulti, perpetuano, in fondo, modalità che vanno osservate con cautela: sotto l’etichetta di “riparazione” potrebbero, infatti, nascondersi ancora una volta idee più “restitutive” che “riparative” e risocializzative, in cui il passo che le differenzia dalla retribuzione potrebbe essere più breve di quel che sembra. Prendendo spunto da questo scenario, il saggio indaga il ruolo e il compito della giustizia riparativa nel sistema penale oggi: verso quali novità può condurre la riflessione scientifica e la pratica della restorative justice, intesa nel modo raccomandato dall’ONU e dal Consiglio d’Europa, cioè come giustizia senza corrispettivo, senza contrappasso, senza colpi da restituire, e come giustizia, invece, del consenso, della partecipazione e dell’impegno all’osservanza dei precetti penale nel futuro? Dopo aver analizzato gli ostacoli al pieno sviluppo della giustizia riparativa in Italia, l’autrice indica quattro “pietre di inciampo”, quattro punti decisivi su cui si gioca il futuro della restorative justice: la volontarietà come cifra della giustizia riparativa nel regno tradizionale della coercizione; il ruolo cruciale del precetto penale nelle pratiche riparative mai riducibili a negoziati tra vittima e autore di reato; l’importanza, ma non la centralità esclusiva, della vittima; la riparazione come risocializzazione, non come contrappasso.

Mazzucato, C., Tra il dire e il fare. Sfide attuali e "crisi di crescita" della giustizia riparativa in Italia. Brevi riflessioni sulla giustizia senza ritorsione in un sistema penale ancora retribuzionistico, in Tagle, F. T. (ed.), El sistema de justicia penal y nuevas formas de observar la cuestión criminal. Ensayos en honor a Massimo Pavarini, Instituto Nacional de Ciencias Penales, Mexico 2015: 289- 319 [http://hdl.handle.net/10807/71943]

Tra il dire e il fare. Sfide attuali e "crisi di crescita" della giustizia riparativa in Italia. Brevi riflessioni sulla giustizia senza ritorsione in un sistema penale ancora retribuzionistico

Mazzucato
2015

Abstract

La restorative justice ha conquistato un posto di rilievo e una sicura dignità scientifica anche nella dottrina italiana. Dopo vent’anni dalle prime esperienze operative, la sfida che si pone alla giustizia riparativa in Italia è quella di passare dal “dire” al “fare”, in un sistema sanzionatorio sempre meno ordinato e razionale e, per giunta, assai poco “riparativo”. Anzi, il modello di giustizia e di risposta al reato continua a essere, in teoria o in pratica, quello retributivo: giustizia è ritorsione, “resa dei conti”, “corrispettivo”, “rendere il colpo”. Anche gli strumenti sanzionatori di nuovo conio, dai lavori socialmente utili alla messa alla prova per adulti, perpetuano, in fondo, modalità che vanno osservate con cautela: sotto l’etichetta di “riparazione” potrebbero, infatti, nascondersi ancora una volta idee più “restitutive” che “riparative” e risocializzative, in cui il passo che le differenzia dalla retribuzione potrebbe essere più breve di quel che sembra. Prendendo spunto da questo scenario, il saggio indaga il ruolo e il compito della giustizia riparativa nel sistema penale oggi: verso quali novità può condurre la riflessione scientifica e la pratica della restorative justice, intesa nel modo raccomandato dall’ONU e dal Consiglio d’Europa, cioè come giustizia senza corrispettivo, senza contrappasso, senza colpi da restituire, e come giustizia, invece, del consenso, della partecipazione e dell’impegno all’osservanza dei precetti penale nel futuro? Dopo aver analizzato gli ostacoli al pieno sviluppo della giustizia riparativa in Italia, l’autrice indica quattro “pietre di inciampo”, quattro punti decisivi su cui si gioca il futuro della restorative justice: la volontarietà come cifra della giustizia riparativa nel regno tradizionale della coercizione; il ruolo cruciale del precetto penale nelle pratiche riparative mai riducibili a negoziati tra vittima e autore di reato; l’importanza, ma non la centralità esclusiva, della vittima; la riparazione come risocializzazione, non come contrappasso.
Italiano
El sistema de justicia penal y nuevas formas de observar la cuestión criminal. Ensayos en honor a Massimo Pavarini
978-607-9404-89-5
“Ostacoli e ‘pietre di inciampo’ nel cammino attuale della giustizia riparativa in Italia”, in G. Mannozzi - G. Lodigiani (a cura di), Giustizia riparativa. Ricostruire legami, ricostruire persone, Bologna, Il Mulino, 2015, pp. 119-133.
Il saggio è l'ampliamento di un precedente contributo dal titolo “Ostacoli e ‘pietre di inciampo’ nel cammino attuale della giustizia riparativa in Italia”, in G. Mannozzi - G. Lodigiani (a cura di), Giustizia riparativa. Ricostruire legami, ricostruire persone, Bologna, Il Mulino, 2015, pp. 119-133.
Mazzucato, C., Tra il dire e il fare. Sfide attuali e "crisi di crescita" della giustizia riparativa in Italia. Brevi riflessioni sulla giustizia senza ritorsione in un sistema penale ancora retribuzionistico, in Tagle, F. T. (ed.), El sistema de justicia penal y nuevas formas de observar la cuestión criminal. Ensayos en honor a Massimo Pavarini, Instituto Nacional de Ciencias Penales, Mexico 2015: 289- 319 [http://hdl.handle.net/10807/71943]
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