Historians have shown insufficient interest in studying the Lombard feudalism in the late Old Regime. However it proves to be particularly interesting to analyze the history of feudalism between the eighteenth and nineteenth century. Although one of the most important achievement of the French Revolution was the suppression of those political institutions commonly described as feudal, the disintegration of that system run slow, at least in Lombardy. The legal abolition of the fief was faster than the demise of feudalism, understood as a social practice of power. Before Napoleon conquered the North of Italy, the Habsburg had reformed the economic profile of the fief throughout the second half of the eighteenth century. In any case, after 1796 the new governments imposed to Lombardy by Napoleon were not able to legislate to delete some feudal related to the land tenure. The landownership continued being the main tool with which the elites turned their social rule.

La riflessione sulla feudalità lombarda nel passaggio cruciale tra Sette e Ottocento, tema poco praticato dagli storici di quel periodo, intende evidenziare non solo la peculiarità del feudo lombardo, ma anche gli effetti che alcune mancate scelte giuridiche e politiche dell’età napoleonica ebbero sulla sua persistenza, nonostante le riforme messe in atto nell’età precedente dagli Asburgo d’Austria. Infatti l’abolizione del feudo in Francia e l’annullamento del contratto feudale in tutte le sue componenti e effetti dal punto di vista giuridico furono più veloci della distruzione della feudalità intesa “come pratica sociale del potere. La riflessione sulla feudalità in quel frangente storico può essere una delle lenti attraverso cui leggere il cammino a velocità differenziate della società di Antico Regime verso quella modernità sancita dalla Rivoluzione francese che continuò ad avere nel mondo della terra il suo principale fulcro e nella proprietà terriera e immobiliare lo strumento principale con cui le élites, anche post rivoluzionarie, sempre cercarono di mantenere e trasformare le proprie posizioni sociali e materiali.

Riva, E., La 'resistenza' del feudo in Lombardia tra Sette e Ottocento, in Musi, A., Cancila, R. (ed.), Feudalesimi nel Mediterraneo moderno, Associazione Mediterranea, Palermo 2015: <<QUADERNI MEDITERRANEA RICERCHE STORICHE>>, 139- 163 [http://hdl.handle.net/10807/71285]

La 'resistenza' del feudo in Lombardia tra Sette e Ottocento

Riva, Elena
2015

Abstract

La riflessione sulla feudalità lombarda nel passaggio cruciale tra Sette e Ottocento, tema poco praticato dagli storici di quel periodo, intende evidenziare non solo la peculiarità del feudo lombardo, ma anche gli effetti che alcune mancate scelte giuridiche e politiche dell’età napoleonica ebbero sulla sua persistenza, nonostante le riforme messe in atto nell’età precedente dagli Asburgo d’Austria. Infatti l’abolizione del feudo in Francia e l’annullamento del contratto feudale in tutte le sue componenti e effetti dal punto di vista giuridico furono più veloci della distruzione della feudalità intesa “come pratica sociale del potere. La riflessione sulla feudalità in quel frangente storico può essere una delle lenti attraverso cui leggere il cammino a velocità differenziate della società di Antico Regime verso quella modernità sancita dalla Rivoluzione francese che continuò ad avere nel mondo della terra il suo principale fulcro e nella proprietà terriera e immobiliare lo strumento principale con cui le élites, anche post rivoluzionarie, sempre cercarono di mantenere e trasformare le proprie posizioni sociali e materiali.
Italiano
Feudalesimi nel Mediterraneo moderno
978-88-99487-00-3
Riva, E., La 'resistenza' del feudo in Lombardia tra Sette e Ottocento, in Musi, A., Cancila, R. (ed.), Feudalesimi nel Mediterraneo moderno, Associazione Mediterranea, Palermo 2015: <<QUADERNI MEDITERRANEA RICERCHE STORICHE>>, 139- 163 [http://hdl.handle.net/10807/71285]
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