Come indicato dai principali studi critici internazionali e nazionali, di taglio sociologico, pubblicati sul tema, di smart cities oggi si fa un gran parlare. Siamo costantemente bombardati da un’ampia gamma di trattazioni che le qualificano come intelligenti, innovative, cablate, digitali, creative, culturali, legando spesso insieme in maniera inestricabile e poco chiara le trasformazioni tecnologiche informazionali che nelle città si stanno realizzando con cambiamenti di tipo economico, politico e socio-culturale. Come accennato nel par. 1, nel tempo sono state coniate numerosissime definizioni che hanno finito per ricomprendere aspetti molteplici e diversi; di conseguenza, per alcuni autori, la terminologia “smart cities” risulta oggi polisemica, imprecisa,se non – addirittura – opaca, generica, povera di contenuti specifici. È chiaro, tuttavia, che qualunque sia la definizione che si voglia abbracciare, comunque la terminologia ha in sé un certo livello di contenuto retorico: come scrive efficacemente Hollands, “what city does not want to be smart or intelligent?”. A tale proposito, ciò che nelle pagine seguenti interessa fare è mettere in evidenza alcuni dei rischi (sociali) connessi a un abbraccio eccessivamente entusiasta della terminologia in questione. Dopo avere brevemente richiamato le diverse tipologie di definizioni di smart cities esistenti (par. 1) e la loro evoluzione quantomeno in Italia (par. 2), illustriamo i problemi derivanti dall’assunzione di un atteggiamento acritico nei confronti del ruolo giocato dalla tecnologia nelle città odierne (par. 3), per poi soffermarci sulla specifica questione della crescente polarizzazione sociale che vi si registra (par. 4). Infine, viene avanzata qualche considerazione conclusiva rispetto alla necessità di superamento delle problematiche illustrate (par. 5).

Beretta, I., I rischi sociali connessi alle smart cities, in Beretta, I. (ed.), L'umanesimo della smart city, Pensa MultiMedia, Brescia - Lecce 2015: 17- 36 [http://hdl.handle.net/10807/71000]

I rischi sociali connessi alle smart cities

Beretta
2015

Abstract

Come indicato dai principali studi critici internazionali e nazionali, di taglio sociologico, pubblicati sul tema, di smart cities oggi si fa un gran parlare. Siamo costantemente bombardati da un’ampia gamma di trattazioni che le qualificano come intelligenti, innovative, cablate, digitali, creative, culturali, legando spesso insieme in maniera inestricabile e poco chiara le trasformazioni tecnologiche informazionali che nelle città si stanno realizzando con cambiamenti di tipo economico, politico e socio-culturale. Come accennato nel par. 1, nel tempo sono state coniate numerosissime definizioni che hanno finito per ricomprendere aspetti molteplici e diversi; di conseguenza, per alcuni autori, la terminologia “smart cities” risulta oggi polisemica, imprecisa,se non – addirittura – opaca, generica, povera di contenuti specifici. È chiaro, tuttavia, che qualunque sia la definizione che si voglia abbracciare, comunque la terminologia ha in sé un certo livello di contenuto retorico: come scrive efficacemente Hollands, “what city does not want to be smart or intelligent?”. A tale proposito, ciò che nelle pagine seguenti interessa fare è mettere in evidenza alcuni dei rischi (sociali) connessi a un abbraccio eccessivamente entusiasta della terminologia in questione. Dopo avere brevemente richiamato le diverse tipologie di definizioni di smart cities esistenti (par. 1) e la loro evoluzione quantomeno in Italia (par. 2), illustriamo i problemi derivanti dall’assunzione di un atteggiamento acritico nei confronti del ruolo giocato dalla tecnologia nelle città odierne (par. 3), per poi soffermarci sulla specifica questione della crescente polarizzazione sociale che vi si registra (par. 4). Infine, viene avanzata qualche considerazione conclusiva rispetto alla necessità di superamento delle problematiche illustrate (par. 5).
Italiano
L'umanesimo della smart city
978-88-6760-271-1
Pensa MultiMedia
Beretta, I., I rischi sociali connessi alle smart cities, in Beretta, I. (ed.), L'umanesimo della smart city, Pensa MultiMedia, Brescia - Lecce 2015: 17- 36 [http://hdl.handle.net/10807/71000]
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