Nelle moderne società, possedere un’occupazione, e dunque svolgere un’attività lavorativa, costituisce un notevole fattore di differenziazione delle condizioni individuali. Infatti, con poche altre eccezioni – come possono essere i trasferimenti di natura pubblica, le rendite fondiarie e finanziarie, o ancora, su tutt’altro piano, le attività illegali e criminose – le diverse forme di impiego dipendente o indipendente rappresentano la principale modalità legittima per garantirsi un reddito, che nella maggior parte dei casi è corrisposto in moneta. Il lavoro può divenire un campo in cui si originano profonde disuguaglianze nel momento in cui i meccanismi sociali e istituzionali che regolano l’accesso e la fuoriuscita dall’occupazione, ovvero i meccanismi di inclusione e di esclusione dal mercato del lavoro, producono situazioni discriminatorie e moltiplicano le forme di segregazione professionale, per esempio scoraggiando l’impiego femminile o imprigionando i giovani al primo ingresso nel mondo del lavoro entro transizioni all’insegna della precarietà e dall’esito incerto. L’occupazione posseduta rappresenta tutt’oggi un importante fattore di stratificazione sociale. E sebbene il lavoro non abbia perso la propria capacità di generare legame sociale, producendo solidarietà all’interno delle classi sociali e fornendo potenti incentivi all’identità soggettiva, le trasformazioni intervenute nei regimi di regolazione sociale del lavoro hanno determinato il radicalizzarsi di tradizionali fattori di differenziazione, così come l’emergere di nuove forme di disuguaglianza.

Marcaletti, F., Il mercato del lavoro, in Zanfrini, L. (ed.), Sociologia delle differenze e delle disuguaglianze, Zanichelli, Bologna 2011: 179- 196 [http://hdl.handle.net/10807/70268]

Il mercato del lavoro

Marcaletti, Francesco
2011

Abstract

Nelle moderne società, possedere un’occupazione, e dunque svolgere un’attività lavorativa, costituisce un notevole fattore di differenziazione delle condizioni individuali. Infatti, con poche altre eccezioni – come possono essere i trasferimenti di natura pubblica, le rendite fondiarie e finanziarie, o ancora, su tutt’altro piano, le attività illegali e criminose – le diverse forme di impiego dipendente o indipendente rappresentano la principale modalità legittima per garantirsi un reddito, che nella maggior parte dei casi è corrisposto in moneta. Il lavoro può divenire un campo in cui si originano profonde disuguaglianze nel momento in cui i meccanismi sociali e istituzionali che regolano l’accesso e la fuoriuscita dall’occupazione, ovvero i meccanismi di inclusione e di esclusione dal mercato del lavoro, producono situazioni discriminatorie e moltiplicano le forme di segregazione professionale, per esempio scoraggiando l’impiego femminile o imprigionando i giovani al primo ingresso nel mondo del lavoro entro transizioni all’insegna della precarietà e dall’esito incerto. L’occupazione posseduta rappresenta tutt’oggi un importante fattore di stratificazione sociale. E sebbene il lavoro non abbia perso la propria capacità di generare legame sociale, producendo solidarietà all’interno delle classi sociali e fornendo potenti incentivi all’identità soggettiva, le trasformazioni intervenute nei regimi di regolazione sociale del lavoro hanno determinato il radicalizzarsi di tradizionali fattori di differenziazione, così come l’emergere di nuove forme di disuguaglianza.
ita
Sociologia delle differenze e delle disuguaglianze
9788808195197
http://www.zanichelli.it/ricerca/prodotti/sociologia-delle-differenze-e-delle-disuguaglianze
Marcaletti, F., Il mercato del lavoro, in Zanfrini, L. (ed.), Sociologia delle differenze e delle disuguaglianze, Zanichelli, Bologna 2011: 179- 196 [http://hdl.handle.net/10807/70268]
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