Nel contesto italiano numerose sono le esperienze formative sulla sicurezza stradale condotte nelle scuole di diverso ordine e grado. Dall’osservazione delle proposte e dei materiali utilizzati emerge una ricchezza di contributi ed idee spesso corredate da sussidi multimediali ed interattivi stimolanti e differenziati per età. Tuttavia, si osserva anche come sia privilegiato un approccio prevalentemente informativo (segnaletica, norme, conoscenza del contesto stradale) accompagnato frequentemente dalla presentazione delle sanzioni correlate allo scorretto comportamento di guida e dall’accento sulle conseguenze. In particolare, in riferimento agli adolescenti, l’accento viene posto sulle conseguenze mortali e sul tema del rispetto/trasgressione della norma. Frequente è l’uso di immagini/Video realistici e soprattutto ad effetto che mostrano lo stato dei corpi e dell’auto dopo lo schianto, o il ricorso a testimonianze di ragazzi reduci da pericolosi incidenti. Senza negare l’utilità di una riflessione sulle conseguenze, in questo contributo si intende approfondire e privilegiare la relazione tra educazione alla sicurezza e potenziamento della percezione del rischio. Vedremo come il potenziamento della percezione del rischio non coincide con l’essere informati sul rischio, né con la conoscenza teorica o testimoniata delle conseguenze. Centrale diviene piuttosto l’esperienza della “dinamica”: ossia dell’esperienza diretta o indiretta dei pochi secondi che possono precedere il crash e fornire una misura esperienziale dei limiti dei nostri sistemi di risposta e di scansione dell’ambiente e dei tempi ridotti di frenata in funzione della velocità del mezzo. Come approfondiremo nelle pagine seguenti, la percezione del rischio consente da un lato di collegare il pericolo con le azioni necessarie per evitarlo, dall’altro il superamento del gap tra rischio oggettivo e rischio soggettivo e infine coinvolge tutta la persona attivando le sue componenti cognitive, emotive e motorie.

Ciceri, M. R., Educare alla sicurezza potenziando la percezione del rischio. Il ruolo della cognizione e dell’emozione, in Tamburini, L., Czerwinsky, D. (ed.), Educazione alla mobilità. Un approccio trasversale alla didattica della sicurezza e alla mobilità sostenibile, Franco Angeli, Milano 2014: 132- 151 [http://hdl.handle.net/10807/66973]

Educare alla sicurezza potenziando la percezione del rischio. Il ruolo della cognizione e dell’emozione

Ciceri, Maria Rita
2014

Abstract

Nel contesto italiano numerose sono le esperienze formative sulla sicurezza stradale condotte nelle scuole di diverso ordine e grado. Dall’osservazione delle proposte e dei materiali utilizzati emerge una ricchezza di contributi ed idee spesso corredate da sussidi multimediali ed interattivi stimolanti e differenziati per età. Tuttavia, si osserva anche come sia privilegiato un approccio prevalentemente informativo (segnaletica, norme, conoscenza del contesto stradale) accompagnato frequentemente dalla presentazione delle sanzioni correlate allo scorretto comportamento di guida e dall’accento sulle conseguenze. In particolare, in riferimento agli adolescenti, l’accento viene posto sulle conseguenze mortali e sul tema del rispetto/trasgressione della norma. Frequente è l’uso di immagini/Video realistici e soprattutto ad effetto che mostrano lo stato dei corpi e dell’auto dopo lo schianto, o il ricorso a testimonianze di ragazzi reduci da pericolosi incidenti. Senza negare l’utilità di una riflessione sulle conseguenze, in questo contributo si intende approfondire e privilegiare la relazione tra educazione alla sicurezza e potenziamento della percezione del rischio. Vedremo come il potenziamento della percezione del rischio non coincide con l’essere informati sul rischio, né con la conoscenza teorica o testimoniata delle conseguenze. Centrale diviene piuttosto l’esperienza della “dinamica”: ossia dell’esperienza diretta o indiretta dei pochi secondi che possono precedere il crash e fornire una misura esperienziale dei limiti dei nostri sistemi di risposta e di scansione dell’ambiente e dei tempi ridotti di frenata in funzione della velocità del mezzo. Come approfondiremo nelle pagine seguenti, la percezione del rischio consente da un lato di collegare il pericolo con le azioni necessarie per evitarlo, dall’altro il superamento del gap tra rischio oggettivo e rischio soggettivo e infine coinvolge tutta la persona attivando le sue componenti cognitive, emotive e motorie.
Italiano
Educazione alla mobilità. Un approccio trasversale alla didattica della sicurezza e alla mobilità sostenibile
9788891707475
Ciceri, M. R., Educare alla sicurezza potenziando la percezione del rischio. Il ruolo della cognizione e dell’emozione, in Tamburini, L., Czerwinsky, D. (ed.), Educazione alla mobilità. Un approccio trasversale alla didattica della sicurezza e alla mobilità sostenibile, Franco Angeli, Milano 2014: 132- 151 [http://hdl.handle.net/10807/66973]
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