Partendo da una breve analisi di quelli che sono i compiti di sviluppo di un’adolescente possiamo affermare che compito primario del ragazzo è di concentrare le sue risorse verso il raggiungimento di una propria identità personale e sociale intesa come la percezione, riconosciuta anche dagli altri, di essere se stessi e della continuità della propria esistenza nel tempo e nello spazio. È di fondamentale importanza, quando si parla di adolescenza, ragionare sulle dinamiche d’inclusione e di esclusione, sul modo in cui si sostanziano i rapporti fra l’io e l’altro, sulle dinamiche di accettazione o rifiuto dell’altro. L’indagine “Io e gli altri” ci consegna un “universo giovanile” molto articolato e complesso nel quale agiscono anche elementi di forte tensione, che possono esprimersi, di fronte alle tante “diversità” con atteggiamenti più o meno consapevoli, di intolleranza, ostilità, insofferenza, diffidenza fino ad approdare a forme di xenofobia e razzismo. Partendo da questa premessa la presente ricerca si è posta diversi obiettivi, in primo luogo si è voluto rilevare la percezione della diversità-alterità dello straniero individuale e in gruppo; in secondo luogo si è voluto capire se i giovani bresciani rispecchiano le idee dei ragazzi e delle ragazze italiani ed eventualmente indagare lo scostamento attraverso variabili socio-demografiche. Inoltre ci si è proposti di rilevare l’influenza mediatica nella rappresentazione dello straniero nei giovani e capire il grado di discriminazione e di razzismo esplicito e/o implicito presente in questi. Importante è stato indagare se vi fosse discrasia tra straniero percepito e l’esperienza vissuta dai giovani bresciani. In ultima analisi si è voluto rilevare il grado d’intolleranza presente in giovani stranieri ben integrati nella società italiana nei confronti del diverso. Per sondare tali interrogativi è stata realizzata un’indagine sul campo che ha previsto l’uso di un metodo di rilevazione dei dati, il focus group (3 focus group dislocati nella provincia bresciana). Il campione (24 intervistati) è risultato il più possibile misto per genere e età (14-19 anni). Nel gruppo sono stati presenti giovani di nazionalità non italiana, ma ben integrati nella nostra società. Ci si è serviti di una traccia di intervista dettagliata, con domande semistrutturate. Emergono risultati interessanti dalla presente ricerca. Innanzitutto la percezione dell’alterità che hanno i ragazzi intervistati cambia in rapporto alle caratteristiche socio-demografiche. La società attuale è vista dai partecipanti ai focus group come molto complessa, pertanto parlare di alterità, genera confusione. Principalmente verso l’omosessualità e l’immagine di donna musulmana vi sono posizioni contrastanti perché mondi percepiti dai giovani bresciani ancora troppo lontani. Possiamo rilevare una sfiducia generale nei confronti dell’informazione, sia questa televisiva sia giornalistica. Interessante è mostrare, come rispetto ai diritti, vi è una discrasia tra la rappresentazione normativa del diritto e quella concreta. Ragionando sulla discriminazione e il razzismo, nella maggior parte dei casi, i partecipanti ne sono state vittime o hanno assisto a episodi. Vi è, infatti, la percezione di una sostanziale difficoltà da parte della società italiana a fare progressi per l’inclusione del diverso. Meno della metà degli intervistati si dichiara non razzista, mentre la restante parte si dichiara razzista a seconda dei casi.

Avigo, F., Rappresentazioni della diversità e forme di razzismo tra gli adolescenti bresciani, in Colombo, M., Besozzi, E. (ed.), Immigrazione e contesti locali, Annuario CirmiB 2011-12, Vita e Pensiero, Milano 2012: <<annuario cirmib>>, 193- 211 [http://hdl.handle.net/10807/65884]

Rappresentazioni della diversità e forme di razzismo tra gli adolescenti bresciani

Avigo, Federica
2012

Abstract

Partendo da una breve analisi di quelli che sono i compiti di sviluppo di un’adolescente possiamo affermare che compito primario del ragazzo è di concentrare le sue risorse verso il raggiungimento di una propria identità personale e sociale intesa come la percezione, riconosciuta anche dagli altri, di essere se stessi e della continuità della propria esistenza nel tempo e nello spazio. È di fondamentale importanza, quando si parla di adolescenza, ragionare sulle dinamiche d’inclusione e di esclusione, sul modo in cui si sostanziano i rapporti fra l’io e l’altro, sulle dinamiche di accettazione o rifiuto dell’altro. L’indagine “Io e gli altri” ci consegna un “universo giovanile” molto articolato e complesso nel quale agiscono anche elementi di forte tensione, che possono esprimersi, di fronte alle tante “diversità” con atteggiamenti più o meno consapevoli, di intolleranza, ostilità, insofferenza, diffidenza fino ad approdare a forme di xenofobia e razzismo. Partendo da questa premessa la presente ricerca si è posta diversi obiettivi, in primo luogo si è voluto rilevare la percezione della diversità-alterità dello straniero individuale e in gruppo; in secondo luogo si è voluto capire se i giovani bresciani rispecchiano le idee dei ragazzi e delle ragazze italiani ed eventualmente indagare lo scostamento attraverso variabili socio-demografiche. Inoltre ci si è proposti di rilevare l’influenza mediatica nella rappresentazione dello straniero nei giovani e capire il grado di discriminazione e di razzismo esplicito e/o implicito presente in questi. Importante è stato indagare se vi fosse discrasia tra straniero percepito e l’esperienza vissuta dai giovani bresciani. In ultima analisi si è voluto rilevare il grado d’intolleranza presente in giovani stranieri ben integrati nella società italiana nei confronti del diverso. Per sondare tali interrogativi è stata realizzata un’indagine sul campo che ha previsto l’uso di un metodo di rilevazione dei dati, il focus group (3 focus group dislocati nella provincia bresciana). Il campione (24 intervistati) è risultato il più possibile misto per genere e età (14-19 anni). Nel gruppo sono stati presenti giovani di nazionalità non italiana, ma ben integrati nella nostra società. Ci si è serviti di una traccia di intervista dettagliata, con domande semistrutturate. Emergono risultati interessanti dalla presente ricerca. Innanzitutto la percezione dell’alterità che hanno i ragazzi intervistati cambia in rapporto alle caratteristiche socio-demografiche. La società attuale è vista dai partecipanti ai focus group come molto complessa, pertanto parlare di alterità, genera confusione. Principalmente verso l’omosessualità e l’immagine di donna musulmana vi sono posizioni contrastanti perché mondi percepiti dai giovani bresciani ancora troppo lontani. Possiamo rilevare una sfiducia generale nei confronti dell’informazione, sia questa televisiva sia giornalistica. Interessante è mostrare, come rispetto ai diritti, vi è una discrasia tra la rappresentazione normativa del diritto e quella concreta. Ragionando sulla discriminazione e il razzismo, nella maggior parte dei casi, i partecipanti ne sono state vittime o hanno assisto a episodi. Vi è, infatti, la percezione di una sostanziale difficoltà da parte della società italiana a fare progressi per l’inclusione del diverso. Meno della metà degli intervistati si dichiara non razzista, mentre la restante parte si dichiara razzista a seconda dei casi.
Italiano
Immigrazione e contesti locali, Annuario CirmiB 2011-12
9788834322604
Avigo, F., Rappresentazioni della diversità e forme di razzismo tra gli adolescenti bresciani, in Colombo, M., Besozzi, E. (ed.), Immigrazione e contesti locali, Annuario CirmiB 2011-12, Vita e Pensiero, Milano 2012: <<annuario cirmib>>, 193- 211 [http://hdl.handle.net/10807/65884]
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