The beginning of the XXth Century has been called the Golden age in the reading’s development in Italy. In those years the magazines for young people were a new “virtual community” where the editors and the editors in chief were in dialogue with the young readers of the middle and high classes. The children wrote in the correspondence columns and they told about their daily life. In the paper “Corriere dei Piccoli” the correspondence column was edited by Paola Carrara Lombroso (alias Zia Mariù) who during the 1909 promoted the initiative called “Le Bibliotechine rurali” [The rural little libraries] to develop reading in the rural schools. The rich children collected interesting books with their work. In fact they pictured and sold postcards and with the money bought novels to the poor children.This experience developed between 1909 and 1954 and was important because shows us the children in their growing up development as readers during the 20th Century. Then we meet them as intellectual and politic adults in the society between Fascism and Republic

Gli studi sulla letteratura per l’infanzia hanno prescelto il punto di vista del testo letterario nei suoi sviluppi storici tra adultismi tradizionali e bellezza formale, mentre la volatilità delle tracce depositate nel tempo dall’infanzia ha lasciato in ombra il volto reale del lettore bambino. L’analisi della rubrica della “Corrispondenza” sul celebre “Corriere dei Piccoli” offre una nuova prospettiva d’indagine. Tra quelle pagine di primo Novecento i bambini lettori, dei quali si cominciava ad avvertire l’identità, aprivano il loro animo a un’ascoltatrice d’eccezione che si firmava Zia Mariù e che in realtà era Paola Carrara Lombroso. Il dialogo intenso, sereno e operoso tra Zia Mariù e i lettori consegna alla storia molti nomi e “scritture bambine” di infanzie borghesi del tempo e la conoscenza di un progetto di educazione alla lettura per le scuole rurali unico nel suo genere. Tra il 1909 e il 1912 i piccoli lettori del “Corrierino” lavorarono con dedizione e gratuità in favore di infanzie scarsamente alfabetizzate e la fedeltà di molti all’iniziativa proseguì sul “Bollettino delle bibliotechine rurali” con alterne vicende fino al secondo dopoguerra. Il pensiero operoso di quei giovani lettori, poi divenuti adulti impegnati nella vita sociale e culturale italiana, evidenzia le potenzialità generative dell’educazione alla lettura presenti nelle riviste dell’età giolittiana. La qualità letteraria dei periodici e il dialogo cresciuto tra le pagine e oltre, a guisa di una moderna piazza virtuale, hanno dato frutti manifesti nei percorsi di crescita di ciascun lettore.

Fava, S. M., Piccoli lettori del Novecento. I bambini di Paola Carrara Lombroso sui giornali per ragazzi, Sei, Torino 2015:<<TEORIA E STORIA DELL'EDUCAZIONE>>, 320 [http://hdl.handle.net/10807/65623]

Piccoli lettori del Novecento. I bambini di Paola Carrara Lombroso sui giornali per ragazzi

Fava, Sabrina Maria
2015

Abstract

Gli studi sulla letteratura per l’infanzia hanno prescelto il punto di vista del testo letterario nei suoi sviluppi storici tra adultismi tradizionali e bellezza formale, mentre la volatilità delle tracce depositate nel tempo dall’infanzia ha lasciato in ombra il volto reale del lettore bambino. L’analisi della rubrica della “Corrispondenza” sul celebre “Corriere dei Piccoli” offre una nuova prospettiva d’indagine. Tra quelle pagine di primo Novecento i bambini lettori, dei quali si cominciava ad avvertire l’identità, aprivano il loro animo a un’ascoltatrice d’eccezione che si firmava Zia Mariù e che in realtà era Paola Carrara Lombroso. Il dialogo intenso, sereno e operoso tra Zia Mariù e i lettori consegna alla storia molti nomi e “scritture bambine” di infanzie borghesi del tempo e la conoscenza di un progetto di educazione alla lettura per le scuole rurali unico nel suo genere. Tra il 1909 e il 1912 i piccoli lettori del “Corrierino” lavorarono con dedizione e gratuità in favore di infanzie scarsamente alfabetizzate e la fedeltà di molti all’iniziativa proseguì sul “Bollettino delle bibliotechine rurali” con alterne vicende fino al secondo dopoguerra. Il pensiero operoso di quei giovani lettori, poi divenuti adulti impegnati nella vita sociale e culturale italiana, evidenzia le potenzialità generative dell’educazione alla lettura presenti nelle riviste dell’età giolittiana. La qualità letteraria dei periodici e il dialogo cresciuto tra le pagine e oltre, a guisa di una moderna piazza virtuale, hanno dato frutti manifesti nei percorsi di crescita di ciascun lettore.
Italiano
Monografia o trattato scientifico
Sei
Recensito da:M. Pacini, Crescere con i periodici di P. Lombroso nell'Italia del primo Novecento, in "Antologia Viesseaux", 62, 2015,pp. 109-114; D. Pellegrini,in "Sinestesieonline", 2015, 13,pp. 7-8. Vincitore del Premio Siped 2016. Il volume ha avuto una seconda edizione nel 2016. Il volume ha ottenuto nel 2017 il Premio come pubblicazione d'eccellenza da parte dell'Università Cattolica del Sacro Cuore http://www.cattolicanews.it/un-premio-alla-ricerca-di-qualita
Fava, S. M., Piccoli lettori del Novecento. I bambini di Paola Carrara Lombroso sui giornali per ragazzi, Sei, Torino 2015:<<TEORIA E STORIA DELL'EDUCAZIONE>>, 320 [http://hdl.handle.net/10807/65623]
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