The study of the relationship between Francis of Assisi and his fraternitas, on the one hand, and Cardinal Ugo d'Ostia and Popes Innocent III and Honorius III, on the other, is placed within the context of the general orientations of the curia towards religious life at the beginning of the 13th century. This shows how difficult the approval of the lifestyle of Francis and his friars (and sisters) was, but it involved a close confrontation between two different ways of understanding religious life. For the Roman Curia, in fact, from the third decade of the thirteenth century canon law had assumed considerable importance and it had become the decisive criterion for judging the validity of a proposal of religious life. This position is very far from the conception of religious life of Francis as well as of other exponents of the contemporary religious movements. The examination of the relationship between Francis, his friars and some important members of the Roman Curia allows us to grasp their importance in view of the institutional developments of the Order. In this perspective, some of Francis' 'spectacular' gestures - in particular the so-called resignations from the management of the Order - acquire a precise meaning within the complex course of the institutional developments of the fraternitas. The novitas introduced by Francis in the conception of religious life thus emerges in all its meaning, spiritual and institutional.

L'esame delle relazioni intercorse tra Francesco d'Assisi e la sua fraternitas, da una parte, e il cardinale Ugo d'Ostia e i papi Innocenzo III e Onorio III, dall'altra, è collocato entro il contesto degli orientamenti generali della curia nei confronti della vita religiosa all'inizio del XIII secolo. Risulta così quanto il riconoscimento dello stile di vita di Francesco e dei suoi frati (e delle suore) non sia stato facile, ma abbia comportato un serrato confronto tra due diversi modi di intendere la vita religiosa. Per la curia romana, infatti, dal terzo decennio del Duecento il diritto canonico aveva assunto una notevole importanza ed esso era divenuto il criterio decisivo per giudicare la validità di una proposta di vita religiosa. Si tratta di una posizione assai distante dalla concezione di vita religiosa di Francesco come pure di altri esponenti dei coevi movimenti religiosi. L’esame delle relazioni tra Francesco, i suoi frati e alcuni importanti esponenti della curia romana consente di coglierne l’importanza in vista degli sviluppi istituzionali dell’Ordine. In tale prospettiva alcuni gesti ‘spettacolari’ di Francesco – segnatamente le cosiddette dimissioni dalla direzione dell’Ordine – acquistano un significato preciso entro il complesso andamento degli sviluppi istituzionali della fraternitas. La novitas introdotta da Francesco nella concezione della vita religiosa emerge così in tutto il suo significato, spirituale e istituzionale.

Alberzoni, M. P., Santa povertà e beata semplicità. Francesco d'Assisi e la Chiesa romana, Vita e Pensiero, Milano 2015:<<ORDINES>>, 302 [http://hdl.handle.net/10807/65524]

Santa povertà e beata semplicità. Francesco d'Assisi e la Chiesa romana

Alberzoni, Maria Pia
2015

Abstract

L'esame delle relazioni intercorse tra Francesco d'Assisi e la sua fraternitas, da una parte, e il cardinale Ugo d'Ostia e i papi Innocenzo III e Onorio III, dall'altra, è collocato entro il contesto degli orientamenti generali della curia nei confronti della vita religiosa all'inizio del XIII secolo. Risulta così quanto il riconoscimento dello stile di vita di Francesco e dei suoi frati (e delle suore) non sia stato facile, ma abbia comportato un serrato confronto tra due diversi modi di intendere la vita religiosa. Per la curia romana, infatti, dal terzo decennio del Duecento il diritto canonico aveva assunto una notevole importanza ed esso era divenuto il criterio decisivo per giudicare la validità di una proposta di vita religiosa. Si tratta di una posizione assai distante dalla concezione di vita religiosa di Francesco come pure di altri esponenti dei coevi movimenti religiosi. L’esame delle relazioni tra Francesco, i suoi frati e alcuni importanti esponenti della curia romana consente di coglierne l’importanza in vista degli sviluppi istituzionali dell’Ordine. In tale prospettiva alcuni gesti ‘spettacolari’ di Francesco – segnatamente le cosiddette dimissioni dalla direzione dell’Ordine – acquistano un significato preciso entro il complesso andamento degli sviluppi istituzionali della fraternitas. La novitas introdotta da Francesco nella concezione della vita religiosa emerge così in tutto il suo significato, spirituale e istituzionale.
Italiano
Monografia o trattato scientifico
Vita e Pensiero
Alberzoni, M. P., Santa povertà e beata semplicità. Francesco d'Assisi e la Chiesa romana, Vita e Pensiero, Milano 2015:<<ORDINES>>, 302 [http://hdl.handle.net/10807/65524]
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10807/65524
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact