Le famiglie al cui interno è presente un soggetto portatore di handicap psico-fisico grave sono famiglie messe alla prova, intendendo con questo che un evento, quale è la nascita di un figlio con handicap, o un grave incidente/malattia che determini l’invalidità permanente, provano la capacità delle relazioni familiari di far fronte all’evento sfortunato (Cigoli 199?). La necessità, cioè, di “prendersi cura” del soggetto in difficoltà e di attivare buone relazioni con il sistema dei servizi socio-educativi e socio-sanitari è cruciale, non solo per il soggetto portatore di handicap, ma per il benessere complessivo della vita familiare. In particolare, è possibile affermare che queste famiglie sono accomunate dalla rilevante presenza di “un bisogno di cura” che si connota per un livello minimo di standardizzazione del bisogno, per una elevata esigenza di risposte personalizzate, per un investimento “totale” della dimensione quotidiana. Solo virtualmente, però, questo universo di famiglie può essere considerato omogeneo, nella realtà numerosi sono gli elementi che le distinguono e che quindi concorrono a determinare la possibilità e la qualità delle risposte che sono in grado di offrire ai propri figli handicappati. In linea teorica è possibile identificare alcuni «marcatori di differenze» (Di Nicola, 1992) che permettono di esplicitare le diversità presenti in queste famiglie, sia in relazione al bisogno, sia in relazione alle possibilità di trovare delle risposte adeguate.

Bramanti, D., La famiglia di fronte all'handicap: ovvero la famiglia messa alla prova. Strategie di cura familiare e relazioni con i servizi socio-educativi, in Tomisich, M., Confalonieri, E. (ed.), Raccontare e raccontarsi nei Centri socio-educativi, Franco Angeli, Milano 1999: 93- 112 [http://hdl.handle.net/10807/65326]

La famiglia di fronte all'handicap: ovvero la famiglia messa alla prova. Strategie di cura familiare e relazioni con i servizi socio-educativi

Bramanti, Donatella
1999

Abstract

Le famiglie al cui interno è presente un soggetto portatore di handicap psico-fisico grave sono famiglie messe alla prova, intendendo con questo che un evento, quale è la nascita di un figlio con handicap, o un grave incidente/malattia che determini l’invalidità permanente, provano la capacità delle relazioni familiari di far fronte all’evento sfortunato (Cigoli 199?). La necessità, cioè, di “prendersi cura” del soggetto in difficoltà e di attivare buone relazioni con il sistema dei servizi socio-educativi e socio-sanitari è cruciale, non solo per il soggetto portatore di handicap, ma per il benessere complessivo della vita familiare. In particolare, è possibile affermare che queste famiglie sono accomunate dalla rilevante presenza di “un bisogno di cura” che si connota per un livello minimo di standardizzazione del bisogno, per una elevata esigenza di risposte personalizzate, per un investimento “totale” della dimensione quotidiana. Solo virtualmente, però, questo universo di famiglie può essere considerato omogeneo, nella realtà numerosi sono gli elementi che le distinguono e che quindi concorrono a determinare la possibilità e la qualità delle risposte che sono in grado di offrire ai propri figli handicappati. In linea teorica è possibile identificare alcuni «marcatori di differenze» (Di Nicola, 1992) che permettono di esplicitare le diversità presenti in queste famiglie, sia in relazione al bisogno, sia in relazione alle possibilità di trovare delle risposte adeguate.
Italiano
Raccontare e raccontarsi nei Centri socio-educativi
88-464-1623-6
Bramanti, D., La famiglia di fronte all'handicap: ovvero la famiglia messa alla prova. Strategie di cura familiare e relazioni con i servizi socio-educativi, in Tomisich, M., Confalonieri, E. (ed.), Raccontare e raccontarsi nei Centri socio-educativi, Franco Angeli, Milano 1999: 93- 112 [http://hdl.handle.net/10807/65326]
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