Pensare l’azione educativa attraverso la lente dei diritti significa innanzitutto interrogarsi su quale sia il migliore interesse del bambino di cui ci si sta occupando. Un interesse che non può e non deve essere rappresentato in conflitto con altri interessi adulti (dei genitori, degli insegnanti, degli operatori...); dove c’è conflitto aperto, infatti, l’interesse del bambino soccombe (si pensi alle separazioni altamente conflittuali dove il figlio diviene un oggetto del contendere). Certamente la ricerca di un equilibrio tra diritti dei bambini e diritti dei genitori non è una questione semplice; basti pensare al travaglio interiore che vivono gli operatori sociali, combattuti tra la consapevolezza dell’importanza della famiglia per un bambino, il desiderio di dare un’opportunità di riscatto e trasformazione ai genitori, che a loro volta hanno sperimentato un’infanzia di maltrattamento e trascuratezza, e la vicinanza fisica, emotiva, relazionale, quotidiana, con bambini e ragazzi dimenticati, non visti, maltrattati, con le loro paure e insicurezze, i lividi, le ferite. Ovviamente non esistono soluzioni predefinite, sarà la capacità e sensibilità dei professionisti nel leggere la situazione a individuare la migliore strategia d’azione.

Premoli, S., Lo sguardo sui diritti: ri-pensare l’azione socio-educativa con «mamme e papà un po’ così un po’ cosà», in Formenti, L., SGUARDI DI FAMIGLIA. Tra ricerche educative e narrazioni educative, Guerini & Associati, Milano 2014: 153-169 [http://hdl.handle.net/10807/61352]

Lo sguardo sui diritti: ri-pensare l’azione socio-educativa con «mamme e papà un po’ così un po’ cosà»

Premoli, Silvio
2014

Abstract

Pensare l’azione educativa attraverso la lente dei diritti significa innanzitutto interrogarsi su quale sia il migliore interesse del bambino di cui ci si sta occupando. Un interesse che non può e non deve essere rappresentato in conflitto con altri interessi adulti (dei genitori, degli insegnanti, degli operatori...); dove c’è conflitto aperto, infatti, l’interesse del bambino soccombe (si pensi alle separazioni altamente conflittuali dove il figlio diviene un oggetto del contendere). Certamente la ricerca di un equilibrio tra diritti dei bambini e diritti dei genitori non è una questione semplice; basti pensare al travaglio interiore che vivono gli operatori sociali, combattuti tra la consapevolezza dell’importanza della famiglia per un bambino, il desiderio di dare un’opportunità di riscatto e trasformazione ai genitori, che a loro volta hanno sperimentato un’infanzia di maltrattamento e trascuratezza, e la vicinanza fisica, emotiva, relazionale, quotidiana, con bambini e ragazzi dimenticati, non visti, maltrattati, con le loro paure e insicurezze, i lividi, le ferite. Ovviamente non esistono soluzioni predefinite, sarà la capacità e sensibilità dei professionisti nel leggere la situazione a individuare la migliore strategia d’azione.
2014
Italiano
978-88-8107-370-2
Premoli, S., Lo sguardo sui diritti: ri-pensare l’azione socio-educativa con «mamme e papà un po’ così un po’ cosà», in Formenti, L., SGUARDI DI FAMIGLIA. Tra ricerche educative e narrazioni educative, Guerini & Associati, Milano 2014: 153-169 [http://hdl.handle.net/10807/61352]
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