This study focuses on the concept of mise-en-scène as it is described by the theatre itself, in those particular performance, mainly comedies, that are defined works of metatheatre. It deals with the aesthetic of the staging process and how it works on stage and off stage, involving all the participants of the performing event, that is: actors, directors, performing technicians and the audience. From the use of play-within-the-play devices to the ostentatiously artificial mise-en-scène of contemporary drama, works of metatheatre have always been questioning the relationship between life and art, examining the power of imagination and how it works on stage and off stage to produce an illusion of reality. The contribution examines the characters that primarily embody the concept of illusion on stage, typically comic characters, in some of the most famous Italian comedies and opera buffa. While disguising, deceiving and seducing, these characters express the mechanisms of production on stage, in a continuous play between deceivers and deceived, representing the basic steps involved in the staging process: the artifice, the illusion and the seduction of the audience.

E’ possibile fare teatro mostrando un palcoscenico vuoto e persuadere gli spettatori che sono di fronte al più meraviglioso spettacolo mai messo in scena? Se il fascino del teatro parte da un copione e dalla scrittura, quanti inganni e quante illusioni possono costruire le parole? Le parole possono riempire una scena vuota, lo spazio di un palcoscenico senza maschere né attori, senza scene né musica. Un vuoto che comunica perché, attraverso la scena come attraverso uno specchio, lega e incrocia gli sguardi di chi partecipa all’evento teatrale riflettendo la fantasia di cui è capace l’immaginazione umana. Prendendo il via da uno studio di celebri ‘scene vuote’ per indagare i meccanismi di finzione che agiscono in ‘assenza’ di mise-en-scène, il lavoro si concentra sulla commedia moderna e sull’opera buffa per evidenziare gli elementi metateatrali che accomunano i due generi e illustrare le modalità della rappresentazione attraverso il teatro stesso. Al centro dell’indagine è dunque la beffa quale espediente prediletto dal teatro per svelare un po’ dei suoi trucchi perché è proprio grazie all’inganno che si assegnano ‘le parti’ in scena: chi si improvvisa drammaturgo, chi attore alle prime armi, chi invece fa la parte dello spettatore, molto spesso, bisogna dirlo, la parte meno edificante, ma in compenso, più comica. E nella commedia ritroviamo volti noti e conosciuti: vecchi stolti, furbi servitori, due giovani innamorati: elementi ricorrenti che passano dal teatro all’opera buffa, attraversano i secoli e rimangono quasi sempre gli stessi che hanno fatto ridere il teatro colto e quello popolare. La comicità poliedrica della commedia dunque, semplice e complessa, bassa e alta, dolce e amara, rivela che dietro l’illusione c’è un artificio, che l’illusione a cui assistiamo non è altro che un inganno e che siamo tutti vittime di una ‘seduzione’ ben studiata e persuasiva tanto che, più la burla è articolata e paradossale, più finiamo col 'credere ai nostri occhi', persino quando invece dovremmo ammettere che ‘se un fatto simile si recitasse oggi su un palcoscenico’ sarebbe certamente da condannare come una ‘fantasia inverosimile’.

Belloni, L., (a cura di), Commento scientifico di "L'artificio, l'inganno e la seduzione. Elementi metateatrali e illusioni nel teatro italiano tra commedia e opera buffa" / Aracne Editrice, Roma 2013:<<Meridionalia/ 6>>, 139 [http://hdl.handle.net/10807/50036]

L'artificio, l'inganno e la seduzione. Elementi metateatrali e illusioni nel teatro italiano tra commedia e opera buffa

Belloni, Laura
2013

Abstract

E’ possibile fare teatro mostrando un palcoscenico vuoto e persuadere gli spettatori che sono di fronte al più meraviglioso spettacolo mai messo in scena? Se il fascino del teatro parte da un copione e dalla scrittura, quanti inganni e quante illusioni possono costruire le parole? Le parole possono riempire una scena vuota, lo spazio di un palcoscenico senza maschere né attori, senza scene né musica. Un vuoto che comunica perché, attraverso la scena come attraverso uno specchio, lega e incrocia gli sguardi di chi partecipa all’evento teatrale riflettendo la fantasia di cui è capace l’immaginazione umana. Prendendo il via da uno studio di celebri ‘scene vuote’ per indagare i meccanismi di finzione che agiscono in ‘assenza’ di mise-en-scène, il lavoro si concentra sulla commedia moderna e sull’opera buffa per evidenziare gli elementi metateatrali che accomunano i due generi e illustrare le modalità della rappresentazione attraverso il teatro stesso. Al centro dell’indagine è dunque la beffa quale espediente prediletto dal teatro per svelare un po’ dei suoi trucchi perché è proprio grazie all’inganno che si assegnano ‘le parti’ in scena: chi si improvvisa drammaturgo, chi attore alle prime armi, chi invece fa la parte dello spettatore, molto spesso, bisogna dirlo, la parte meno edificante, ma in compenso, più comica. E nella commedia ritroviamo volti noti e conosciuti: vecchi stolti, furbi servitori, due giovani innamorati: elementi ricorrenti che passano dal teatro all’opera buffa, attraversano i secoli e rimangono quasi sempre gli stessi che hanno fatto ridere il teatro colto e quello popolare. La comicità poliedrica della commedia dunque, semplice e complessa, bassa e alta, dolce e amara, rivela che dietro l’illusione c’è un artificio, che l’illusione a cui assistiamo non è altro che un inganno e che siamo tutti vittime di una ‘seduzione’ ben studiata e persuasiva tanto che, più la burla è articolata e paradossale, più finiamo col 'credere ai nostri occhi', persino quando invece dovremmo ammettere che ‘se un fatto simile si recitasse oggi su un palcoscenico’ sarebbe certamente da condannare come una ‘fantasia inverosimile’.
Italiano
9788854861824
http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/catalogo/9788854861824-detail.html
Belloni, L., (a cura di), Commento scientifico di "L'artificio, l'inganno e la seduzione. Elementi metateatrali e illusioni nel teatro italiano tra commedia e opera buffa" / Aracne Editrice, Roma 2013:<>, 139 [http://hdl.handle.net/10807/50036]
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