The aim of the study is to define vulnerability from a pedagogical point of view. First of all, the author affirms that vulnerability can be understood as an anthropological description of the human condition and promotes a return to the meaning of person by proposing to reflect on the vulnerable person faced with an increasing sense of insecurity in today’s society. In fact, this approach suggests the need to develop arguments to support some essential attributes of humanity like vulnerability (see Barcellona’s Declaration) and to discover in them the seed of a renewed commitment to solidarity and responsibility. Therefore the study deals with several aspects of vulnerability: the nature of corporeal vulnerability as a non-eliminable aspect of existence, the ethical dimension of vulnerability and the concept of social vulnerability. In this regard, the author underlines that vulnerability is improperly used to designate particular individuals and populations deprived of their capabilities, because it is a feature of all humanity. Furthermore it explores educational strategies that focus on vulnerability as essential human condition and promote the development of socio-political skills needed for human rights observance.

Il presente volume nasce da una ricerca condotta nel settore della vulnerabilità umana e sociale, con particolare attenzione alla riflessione pedagogica e ai processi educativi volti alla promozione della persona. La società odierna manifesta un crescente senso d’insicurezza e profonda incertezza nei confronti del futuro, l’uomo agisce senza il sostegno di legami sociali e familiari certi e vede manifestarsi nuove forme di povertà (non solo materiali ma spesso culturali e relazionali); anche il crescere del precariato lavorativo e le aumentate forme d’indebitamento agiscono nel senso di rafforzare il senso di disorientamento. La riflessione sulla vulnerabilità vuole mostrare tuttavia quanto la vulnerabilità sia in realtà una componente costitutiva della persona, articolando la ricerca lungo tre dimensioni: il corporeo, la relazionalità e la vita morale. La volontà è quella di rileggere il concetto stesso di vulnerabilità per comprendere se nell’antropologia della persona vulnerabile possa esserci già il seme di un rinnovato impegno di solidarietà, di giustizia, di responsabilità, di comunità. Si promuove, a tal proposito, un ritorno alla persona attraverso la proposta di riflessione su di un tema molto attuale, cercando di uscire dal rischio di stabilire nuove categorie d’individui da segnalare ad un servizio sociale specifico, ma indicando possibili percorsi formativi ed educativi in grado di osservare la vulnerabilità come una dimensione umana e sociale che chiede nuove strategie politico-culturali.

Crotti, M., La ferita di Medusa. Riflessione pedagogica sulla vulnerabilità umana e sociale, Vita e Pensiero, Milano 2009:<<Pedagogia e scienze dell'educazione - Contributi>>, 224 [http://hdl.handle.net/10807/4345]

La ferita di Medusa. Riflessione pedagogica sulla vulnerabilità umana e sociale

Crotti, Monica
2009

Abstract

Il presente volume nasce da una ricerca condotta nel settore della vulnerabilità umana e sociale, con particolare attenzione alla riflessione pedagogica e ai processi educativi volti alla promozione della persona. La società odierna manifesta un crescente senso d’insicurezza e profonda incertezza nei confronti del futuro, l’uomo agisce senza il sostegno di legami sociali e familiari certi e vede manifestarsi nuove forme di povertà (non solo materiali ma spesso culturali e relazionali); anche il crescere del precariato lavorativo e le aumentate forme d’indebitamento agiscono nel senso di rafforzare il senso di disorientamento. La riflessione sulla vulnerabilità vuole mostrare tuttavia quanto la vulnerabilità sia in realtà una componente costitutiva della persona, articolando la ricerca lungo tre dimensioni: il corporeo, la relazionalità e la vita morale. La volontà è quella di rileggere il concetto stesso di vulnerabilità per comprendere se nell’antropologia della persona vulnerabile possa esserci già il seme di un rinnovato impegno di solidarietà, di giustizia, di responsabilità, di comunità. Si promuove, a tal proposito, un ritorno alla persona attraverso la proposta di riflessione su di un tema molto attuale, cercando di uscire dal rischio di stabilire nuove categorie d’individui da segnalare ad un servizio sociale specifico, ma indicando possibili percorsi formativi ed educativi in grado di osservare la vulnerabilità come una dimensione umana e sociale che chiede nuove strategie politico-culturali.
Italiano
Monografia o trattato scientifico
Crotti, M., La ferita di Medusa. Riflessione pedagogica sulla vulnerabilità umana e sociale, Vita e Pensiero, Milano 2009:<<Pedagogia e scienze dell'educazione - Contributi>>, 224 [http://hdl.handle.net/10807/4345]
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