Il mito di Pigmalione conosce nel Settecento una delle sue stagioni di massima fortuna, divenendo luogo di interrogazione e intreccio privilegiato tra le arti e la filosofia del tempo. La densità e la forza semantica sprigionate dal mito e dalle sue diverse rielaborazioni artistiche – tanto letterarie quanto figurative – rappresentano sia un prezioso strumento di provocazione e sovversione della celebre formula cartesiana del corpo come semplice “statua”, pura res extensa soggetta alla direzione del pensiero, sia una metafora feconda per analizzare e descrivere il processo di creazione e fruizione artistica, oggetto di indagine della nascente disciplina estetica. Obiettivo di questo saggio è mostrare come le diverse riprese in ambito coreico del racconto ovidiano permettano non soltanto di inserire l’arte in questione all’interno del medesimo orizzonte problematico, ma offrano anche una chiave di accesso privilegiata ad alcune proprietà specifiche della disciplina di Tersicore che nel Settecento iniziano a emergere, più o meno esplicitamente, dalla riforma della danza teatrale e dallo sviluppo del pensiero filosofico. In particolare, dall'analisi emerge come il ripensamento della danza nel XVIII secolo sia al tempo stesso sintomo, ma anche stimolo di un mutamento generale di paradigma estetico. Nonostante il vocabolario e l’apparato concettuale utilizzato dai riformatori, nonché dai detrattori, dell’arte coreica sia ancora in gran parte di matrice classica – basti pensare alla definizione comune di danza come “imitazione della natura” – il loro specifico utilizzo e gli stessi cortocircuiti e vicoli ciechi in cui incorrono in applicazione alla suddetta disciplina fanno emergere una progressiva torsione del sistema rappresentativo in direzione espressiva.

Aimo, L., La danza e il mito di Pigmalione nel Settecento. Una prospettiva di lettura., in Aa.vv, A., Danza e teatro. Storie, poetiche e prospettive di ricerca., Bonanno Editore, Acireale - Roma 2011: 51-60 [http://hdl.handle.net/10807/42109]

La danza e il mito di Pigmalione nel Settecento. Una prospettiva di lettura.

Aimo, Laura
2011

Abstract

Il mito di Pigmalione conosce nel Settecento una delle sue stagioni di massima fortuna, divenendo luogo di interrogazione e intreccio privilegiato tra le arti e la filosofia del tempo. La densità e la forza semantica sprigionate dal mito e dalle sue diverse rielaborazioni artistiche – tanto letterarie quanto figurative – rappresentano sia un prezioso strumento di provocazione e sovversione della celebre formula cartesiana del corpo come semplice “statua”, pura res extensa soggetta alla direzione del pensiero, sia una metafora feconda per analizzare e descrivere il processo di creazione e fruizione artistica, oggetto di indagine della nascente disciplina estetica. Obiettivo di questo saggio è mostrare come le diverse riprese in ambito coreico del racconto ovidiano permettano non soltanto di inserire l’arte in questione all’interno del medesimo orizzonte problematico, ma offrano anche una chiave di accesso privilegiata ad alcune proprietà specifiche della disciplina di Tersicore che nel Settecento iniziano a emergere, più o meno esplicitamente, dalla riforma della danza teatrale e dallo sviluppo del pensiero filosofico. In particolare, dall'analisi emerge come il ripensamento della danza nel XVIII secolo sia al tempo stesso sintomo, ma anche stimolo di un mutamento generale di paradigma estetico. Nonostante il vocabolario e l’apparato concettuale utilizzato dai riformatori, nonché dai detrattori, dell’arte coreica sia ancora in gran parte di matrice classica – basti pensare alla definizione comune di danza come “imitazione della natura” – il loro specifico utilizzo e gli stessi cortocircuiti e vicoli ciechi in cui incorrono in applicazione alla suddetta disciplina fanno emergere una progressiva torsione del sistema rappresentativo in direzione espressiva.
Italiano
9788877967299
Bonanno Editore
Atti del convegno organizzato dalla CUT e dedicato a E. Casini Ropa e S. Sinisi, Bologna, 24-25 settembre 2009.
Aimo, L., La danza e il mito di Pigmalione nel Settecento. Una prospettiva di lettura., in Aa.vv, A., Danza e teatro. Storie, poetiche e prospettive di ricerca., Bonanno Editore, Acireale - Roma 2011: 51-60 [http://hdl.handle.net/10807/42109]
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10807/42109
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact