Il libro costituisce il catalogo dell'omonima mostra tenutasi a Venezia al Museo Fortuny dall'8 febbraio all'8 aprile 2013. Protagonista è l'artista e compositore italiano Mirco Marchelli, che ha inteso rendere omaggio a Mariano Fortuny e a Richard Wagner proponendo un intervento complessivo comprendente un'installazione sonora e una serie di dipinti e sculture. Nella "soffitta" di Palazzo Fortuny, luogo che tradizionalmente raccoglie la memoria di chi vi ha vissuto, Marchelli assembla gli elementi e i materiali che costituiscono le sue opere: fogli strappati con scritture sbiadite, stoffe polverose, cartoni e fotografie, rimodellati e ricomposti in nuove forme con un ordine di musicale equilibrio. E, lungo il percorso che conduce all'ultimo piano del palazzo, accanto alle opere di Mariano, ai tessuti, ai dipinti del "Ciclo wagneriano", si affacciano piccoli manufatti in tela e cera, sgabelli con misteriosi pacchi legati con lo spago, sottili ceramiche dalle luminose trasparenze, che vanno a creare quel trait d'union voluto da Marchelli con lo spazio che lo ospita. Tutte le forme artistiche concorrono insomma allo stesso obiettivo: "l'opera d'arte totale".
Bolpagni, P., Povellato, E. (eds.), Mirco Marchelli. Scena muta per nuvole basse. Installazione musicale, dipinti e sculture, Punto Marte, Verona 2013: 92 [http://hdl.handle.net/10807/41707]
Mirco Marchelli. Scena muta per nuvole basse. Installazione musicale, dipinti e sculture
Bolpagni, Paolo;
2013
Abstract
Il libro costituisce il catalogo dell'omonima mostra tenutasi a Venezia al Museo Fortuny dall'8 febbraio all'8 aprile 2013. Protagonista è l'artista e compositore italiano Mirco Marchelli, che ha inteso rendere omaggio a Mariano Fortuny e a Richard Wagner proponendo un intervento complessivo comprendente un'installazione sonora e una serie di dipinti e sculture. Nella "soffitta" di Palazzo Fortuny, luogo che tradizionalmente raccoglie la memoria di chi vi ha vissuto, Marchelli assembla gli elementi e i materiali che costituiscono le sue opere: fogli strappati con scritture sbiadite, stoffe polverose, cartoni e fotografie, rimodellati e ricomposti in nuove forme con un ordine di musicale equilibrio. E, lungo il percorso che conduce all'ultimo piano del palazzo, accanto alle opere di Mariano, ai tessuti, ai dipinti del "Ciclo wagneriano", si affacciano piccoli manufatti in tela e cera, sgabelli con misteriosi pacchi legati con lo spago, sottili ceramiche dalle luminose trasparenze, che vanno a creare quel trait d'union voluto da Marchelli con lo spazio che lo ospita. Tutte le forme artistiche concorrono insomma allo stesso obiettivo: "l'opera d'arte totale".I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.