L'Italia ha problemi strutturali ben noti ma in questa crisi paga anche il costo di pregiudizi e luoghi comuni molto diffusi sui mercati, soprattutto a livello di analisti ed agenzie di rating, nonché tra le stesse istituzioni internazionali. Per non parlare della scarsa immagine che godiamo nelle cancellerie dei Paesi del Nord Europa. Eppure, non siamo più l'unico Paese ad avere un elevato debito pubblico. La crisi ha fatto esplodere i debiti statali anche in molte altre economie, che per di più, spesso, non hanno alle spalle la nostra ricchezza privata e una manifattura all'altezza di quella italiana. Purtroppo, l'Italia sconta a livello di spread i timori di contagio, accentuati anche dalla scarsa capacità dell'Eurozona di blindare il suo "core" (di cui l'Italia fa parte), fermando definitivamente la speculazione e la crisi dei debiti sovrani.

Fortis, M., L'Italia è più solida dei suoi rating, <<Approfondimenti statistici della Fondazione Edison>>, 2012; 111 (Luglio): 1-3 [http://hdl.handle.net/10807/36033]

L'Italia è più solida dei suoi rating

Fortis, Marco
2012

Abstract

L'Italia ha problemi strutturali ben noti ma in questa crisi paga anche il costo di pregiudizi e luoghi comuni molto diffusi sui mercati, soprattutto a livello di analisti ed agenzie di rating, nonché tra le stesse istituzioni internazionali. Per non parlare della scarsa immagine che godiamo nelle cancellerie dei Paesi del Nord Europa. Eppure, non siamo più l'unico Paese ad avere un elevato debito pubblico. La crisi ha fatto esplodere i debiti statali anche in molte altre economie, che per di più, spesso, non hanno alle spalle la nostra ricchezza privata e una manifattura all'altezza di quella italiana. Purtroppo, l'Italia sconta a livello di spread i timori di contagio, accentuati anche dalla scarsa capacità dell'Eurozona di blindare il suo "core" (di cui l'Italia fa parte), fermando definitivamente la speculazione e la crisi dei debiti sovrani.
2012
Italiano
Fortis, M., L'Italia è più solida dei suoi rating, <<Approfondimenti statistici della Fondazione Edison>>, 2012; 111 (Luglio): 1-3 [http://hdl.handle.net/10807/36033]
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