La crisi del multilateralismo non rappresenta soltanto una fase di instabilità istituzionale, ma un momento di ridefinizione delle forme della cooperazione internazionale. Di fronte a tensioni geopolitiche, contrazioni finanziarie e contestazioni epistemiche, emerge con forza l’esigenza di ripensare la cooperazione come rete di relazioni fondate su equità, reciprocità e corresponsabilità. Dalla riflessione sulle reti come infrastruttura organizzativa, alla trasformazione dei partenariati in chiave più equilibrata, fino al ruolo della cooperazione universitaria nella co-produzione del sapere, emerge un filo conduttore coerente. La cooperazione non può più essere concepita come trasferimento unidirezionale di risorse, ma come costruzione condivisa di capacità e fiducia. Le reti di collaborazione costituiscono, in questo senso, non soltanto strumenti operativi, ma l’architettura relazionale di un multilateralismo rinnovato. La loro efficacia dipende dalla capacità di riconoscere la pluralità degli attori, di valorizzare sistemi di conoscenza differenti e di promuovere una partecipazione effettivamente inclusiva ai processi decisionali. Solo così la cooperazione internazionale potrà contribuire in modo duraturo alla stabilità, alla giustizia e alla costruzione di un futuro condiviso.

Locatelli, R., Costruire reti di collaborazione: ripensare la cooperazione internazionale tra crisi e trasformazione, in Simeone, D., Zani, V. (ed.), Cultura dell'incontro per un patto di civiltà: Nuovi scenari della cooperazione internazionale, Vita e Pensiero, Milano 2026: 153- 166 [https://hdl.handle.net/10807/350056]

Costruire reti di collaborazione: ripensare la cooperazione internazionale tra crisi e trasformazione

Locatelli, Rita
2026

Abstract

La crisi del multilateralismo non rappresenta soltanto una fase di instabilità istituzionale, ma un momento di ridefinizione delle forme della cooperazione internazionale. Di fronte a tensioni geopolitiche, contrazioni finanziarie e contestazioni epistemiche, emerge con forza l’esigenza di ripensare la cooperazione come rete di relazioni fondate su equità, reciprocità e corresponsabilità. Dalla riflessione sulle reti come infrastruttura organizzativa, alla trasformazione dei partenariati in chiave più equilibrata, fino al ruolo della cooperazione universitaria nella co-produzione del sapere, emerge un filo conduttore coerente. La cooperazione non può più essere concepita come trasferimento unidirezionale di risorse, ma come costruzione condivisa di capacità e fiducia. Le reti di collaborazione costituiscono, in questo senso, non soltanto strumenti operativi, ma l’architettura relazionale di un multilateralismo rinnovato. La loro efficacia dipende dalla capacità di riconoscere la pluralità degli attori, di valorizzare sistemi di conoscenza differenti e di promuovere una partecipazione effettivamente inclusiva ai processi decisionali. Solo così la cooperazione internazionale potrà contribuire in modo duraturo alla stabilità, alla giustizia e alla costruzione di un futuro condiviso.
2026
Italiano
Cultura dell'incontro per un patto di civiltà: Nuovi scenari della cooperazione internazionale
9788834363812
Vita e Pensiero
Locatelli, R., Costruire reti di collaborazione: ripensare la cooperazione internazionale tra crisi e trasformazione, in Simeone, D., Zani, V. (ed.), Cultura dell'incontro per un patto di civiltà: Nuovi scenari della cooperazione internazionale, Vita e Pensiero, Milano 2026: 153- 166 [https://hdl.handle.net/10807/350056]
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