Climate change and environmental degradation remain major development challenges in Sub-Saharan Africa with deforestation driven largely by wood fuel and charcoal production. In Uganda, charcoal production has historically provided an important source of income for many rural households, particularly in northern Uganda. However, the 2024 government ban on charcoal production in northern and eastern Uganda, introduced to reduce environmental degradation and deforestation, has created significant livelihood challenges for smallholder farmers who depend on charcoal production for income and household survival. This study examined alternative livelihood strategies, the effects of income diversification on household welfare, climate change adaptation strategies and willingness to adopt sustainability-enhancing practices among smallholder wood charcoal producers in northern Uganda. A cross-sectional survey design was employed using quantitative methods. Data were collected from a targeted sample of 384 smallholder farmers using structured questionnaires. Following data cleaning and quality checks, 365 completed questionnaires were retained for analysis. Descriptive statistics were computed using the cleaned sample of 365 respondents while analyses focusing specifically on charcoal-producing farmers were based on 234 respondents who reported a positive share of household income from charcoal production. Ordinary Least Squares (OLS) and binary logistic regression models were subsequently estimated with model-specific sample sizes varying due to missing observations in the variables included in each model. The findings show that crop production was the most preferred and most widely adopted alternative livelihood strategy (98.3%) followed by livestock production and poultry farming, while beekeeping was the least preferred option. The results indicate that farmers favour livelihood strategies that are familiar, agriculture-based and aligned with existing household assets and knowledge. Income diversification produced mixed welfare outcomes: diversification into low-return activities significantly increased food insecurity while diversification into high-return activities significantly improved household living standards. Livestock ownership and agricultural insurance reduced food insecurity while farmer group membership and proximity to markets improved living standards Based on adaptation strategies, the most widely adopted strategies were crop rotation, planting early maturing varieties, changing planting times and crop diversification. Farmers largely preferred low-cost and knowledge-intensive adaptation strategies while capital-intensive options such as irrigation and chemical fertilizer use were least adopted. For sustainability-enhancing practices, tree nursery establishment and agroforestry showed relatively high adoption, while improved charcoal kilns, energy-saving stove production, and briquette production had very low adoption levels. Adoption and willingness were influenced by household assets, livelihood dependence, gender, farmer group membership and access to institutional support. The study concludes that successful transition from charcoal-based livelihoods requires more than banning charcoal production; it requires targeted support for viable alternative livelihoods, improved access to high-return economic opportunities, stronger climate adaptation support, and increased investment in sustainable land and energy practices. The study recommends integrated policy interventions focusing on livelihood diversification, farmer training, market access, agricultural insurance and promotion of climate-smart and environmentally sustainable enterprises to ensure both environmental restoration and rural livelihood resilience.

Il cambiamento climatico e il degrado ambientale rappresentano sfide cruciali per lo sviluppo nell'Africa subsahariana, dove la deforestazione è causata in larga misura dalla produzione di legna da ardere e carbone vegetale. In Uganda, la produzione di carbone ha storicamente costituito un'importante fonte di reddito per molte famiglie rurali, in particolare nel nord del Paese. Tuttavia, il divieto governativo del 2024 sulla produzione di carbone nel nord e nell'est dell'Uganda – introdotto per contrastare il degrado ambientale e la deforestazione – ha creato notevoli difficoltà di sussistenza per i piccoli agricoltori che dipendono da tale attività per il proprio reddito e per la sopravvivenza del nucleo familiare. Il presente studio ha esaminato strategie di sussistenza alternative, gli effetti della diversificazione del reddito sul benessere familiare, le strategie di adattamento al cambiamento climatico e la propensione ad adottare pratiche più sostenibili tra i piccoli produttori di carbone nel nord dell'Uganda. È stato adottato un disegno di ricerca trasversale (cross-sectional) basato su metodi quantitativi. I dati sono stati raccolti su un campione mirato di 384 piccoli agricoltori, mediante l'impiego di questionari strutturati. A seguito delle operazioni di pulizia dei dati e dei controlli di qualità, sono stati selezionati 365 questionari completi per l'analisi. Le statistiche descrittive sono state elaborate sull'intero campione di 365 rispondenti, mentre le analisi focalizzate specificamente sui produttori di carbone hanno riguardato i 234 soggetti che hanno dichiarato di trarre una quota del proprio reddito familiare da tale attività. Sono stati successivamente stimati modelli di regressione ai minimi quadrati ordinari (OLS) e modelli di regressione logistica binaria; la dimensione del campione variava a seconda del modello, a causa della presenza di dati mancanti per alcune delle variabili incluse. I risultati mostrano che la coltivazione agricola rappresenta la strategia di sussistenza alternativa preferita e più diffusa (98,3%), seguita dall'allevamento di bestiame e dal pollame, mentre l'apicoltura risulta l'opzione meno gradita. Emerge inoltre che gli agricoltori prediligono strategie di sussistenza che risultano loro familiari, basate sull'agricoltura e coerenti con le risorse e le competenze di cui già dispongono. La diversificazione del reddito ha prodotto esiti eterogenei in termini di benessere: orientarsi verso attività a basso rendimento ha aumentato significativamente l'insicurezza alimentare, mentre puntare su attività ad alto rendimento ha migliorato in modo sensibile gli standard di vita delle famiglie. Il possesso di bestiame e l'accesso ad assicurazioni agricole hanno contribuito a ridurre l'insicurezza alimentare, mentre l'adesione a gruppi di agricoltori e la vicinanza ai mercati hanno favorito un miglioramento degli standard di vita. In base alle strategie di adattamento, le più adottate sono state la rotazione delle colture, la semina di varietà a maturazione precoce, la modifica dei tempi di semina e la diversificazione delle colture. Gli agricoltori hanno generalmente preferito strategie di adattamento a basso costo e ad alta intensità di conoscenza, mentre le opzioni ad alta intensità di capitale, come l'irrigazione e l'uso di fertilizzanti chimici, sono state le meno adottate. Per quanto riguarda le pratiche volte a migliorare la sostenibilità, la creazione di vivai e l'agroforestazione hanno mostrato un livello di adozione relativamente elevato, mentre i forni per la produzione di carbone migliorati, la produzione di stufe a risparmio energetico e la produzione di bricchette hanno registrato livelli di adozione molto bassi. L'adozione e la disponibilità sono state influenzate dalle risorse familiari, dalla dipendenza dal sostentamento, dal genere, dall'appartenenza a gruppi di agricoltori e dall'accesso al supporto istituzionale. Lo studio conclude che una transizione di successo da mezzi di sussistenza basati sul carbone richiede più del semplice divieto di produzione di carbone; richiede un supporto mirato per mezzi di sussistenza alternativi sostenibili, un migliore accesso a opportunità economiche ad alto rendimento, un maggiore sostegno all'adattamento climatico e maggiori investimenti in pratiche sostenibili per la gestione del territorio e dell'energia. Lo studio raccomanda interventi politici integrati incentrati sulla diversificazione dei mezzi di sussistenza, la formazione degli agricoltori, l'accesso ai mercati, l'assicurazione agricola e la promozione di imprese climaticamente intelligenti e ambientalmente sostenibili, al fine di garantire sia il ripristino ambientale che la resilienza dei mezzi di sussistenza rurali.

Aciro, Lucy, INCOME DIVERSIFICATION AND CLIMATE CHANGE ADAPTATION FOR SMALLHOLDER FARMERS IN NORTHERN UGANDA, Castellari, Elena, Università Cattolica del Sacro Cuore SEDE DI PIACENZA:Ciclo XXXVIII [https://hdl.handle.net/10807/349897]

INCOME DIVERSIFICATION AND CLIMATE CHANGE ADAPTATION FOR SMALLHOLDER FARMERS IN NORTHERN UGANDA

Aciro, Lucy
2026

Abstract

Climate change and environmental degradation remain major development challenges in Sub-Saharan Africa with deforestation driven largely by wood fuel and charcoal production. In Uganda, charcoal production has historically provided an important source of income for many rural households, particularly in northern Uganda. However, the 2024 government ban on charcoal production in northern and eastern Uganda, introduced to reduce environmental degradation and deforestation, has created significant livelihood challenges for smallholder farmers who depend on charcoal production for income and household survival. This study examined alternative livelihood strategies, the effects of income diversification on household welfare, climate change adaptation strategies and willingness to adopt sustainability-enhancing practices among smallholder wood charcoal producers in northern Uganda. A cross-sectional survey design was employed using quantitative methods. Data were collected from a targeted sample of 384 smallholder farmers using structured questionnaires. Following data cleaning and quality checks, 365 completed questionnaires were retained for analysis. Descriptive statistics were computed using the cleaned sample of 365 respondents while analyses focusing specifically on charcoal-producing farmers were based on 234 respondents who reported a positive share of household income from charcoal production. Ordinary Least Squares (OLS) and binary logistic regression models were subsequently estimated with model-specific sample sizes varying due to missing observations in the variables included in each model. The findings show that crop production was the most preferred and most widely adopted alternative livelihood strategy (98.3%) followed by livestock production and poultry farming, while beekeeping was the least preferred option. The results indicate that farmers favour livelihood strategies that are familiar, agriculture-based and aligned with existing household assets and knowledge. Income diversification produced mixed welfare outcomes: diversification into low-return activities significantly increased food insecurity while diversification into high-return activities significantly improved household living standards. Livestock ownership and agricultural insurance reduced food insecurity while farmer group membership and proximity to markets improved living standards Based on adaptation strategies, the most widely adopted strategies were crop rotation, planting early maturing varieties, changing planting times and crop diversification. Farmers largely preferred low-cost and knowledge-intensive adaptation strategies while capital-intensive options such as irrigation and chemical fertilizer use were least adopted. For sustainability-enhancing practices, tree nursery establishment and agroforestry showed relatively high adoption, while improved charcoal kilns, energy-saving stove production, and briquette production had very low adoption levels. Adoption and willingness were influenced by household assets, livelihood dependence, gender, farmer group membership and access to institutional support. The study concludes that successful transition from charcoal-based livelihoods requires more than banning charcoal production; it requires targeted support for viable alternative livelihoods, improved access to high-return economic opportunities, stronger climate adaptation support, and increased investment in sustainable land and energy practices. The study recommends integrated policy interventions focusing on livelihood diversification, farmer training, market access, agricultural insurance and promotion of climate-smart and environmentally sustainable enterprises to ensure both environmental restoration and rural livelihood resilience.
30-ott-2026
XXXVIII
CORSO DI DOTTORATO IN SISTEMA AGRO-ALIMENTARE
Il cambiamento climatico e il degrado ambientale rappresentano sfide cruciali per lo sviluppo nell'Africa subsahariana, dove la deforestazione è causata in larga misura dalla produzione di legna da ardere e carbone vegetale. In Uganda, la produzione di carbone ha storicamente costituito un'importante fonte di reddito per molte famiglie rurali, in particolare nel nord del Paese. Tuttavia, il divieto governativo del 2024 sulla produzione di carbone nel nord e nell'est dell'Uganda – introdotto per contrastare il degrado ambientale e la deforestazione – ha creato notevoli difficoltà di sussistenza per i piccoli agricoltori che dipendono da tale attività per il proprio reddito e per la sopravvivenza del nucleo familiare. Il presente studio ha esaminato strategie di sussistenza alternative, gli effetti della diversificazione del reddito sul benessere familiare, le strategie di adattamento al cambiamento climatico e la propensione ad adottare pratiche più sostenibili tra i piccoli produttori di carbone nel nord dell'Uganda. È stato adottato un disegno di ricerca trasversale (cross-sectional) basato su metodi quantitativi. I dati sono stati raccolti su un campione mirato di 384 piccoli agricoltori, mediante l'impiego di questionari strutturati. A seguito delle operazioni di pulizia dei dati e dei controlli di qualità, sono stati selezionati 365 questionari completi per l'analisi. Le statistiche descrittive sono state elaborate sull'intero campione di 365 rispondenti, mentre le analisi focalizzate specificamente sui produttori di carbone hanno riguardato i 234 soggetti che hanno dichiarato di trarre una quota del proprio reddito familiare da tale attività. Sono stati successivamente stimati modelli di regressione ai minimi quadrati ordinari (OLS) e modelli di regressione logistica binaria; la dimensione del campione variava a seconda del modello, a causa della presenza di dati mancanti per alcune delle variabili incluse. I risultati mostrano che la coltivazione agricola rappresenta la strategia di sussistenza alternativa preferita e più diffusa (98,3%), seguita dall'allevamento di bestiame e dal pollame, mentre l'apicoltura risulta l'opzione meno gradita. Emerge inoltre che gli agricoltori prediligono strategie di sussistenza che risultano loro familiari, basate sull'agricoltura e coerenti con le risorse e le competenze di cui già dispongono. La diversificazione del reddito ha prodotto esiti eterogenei in termini di benessere: orientarsi verso attività a basso rendimento ha aumentato significativamente l'insicurezza alimentare, mentre puntare su attività ad alto rendimento ha migliorato in modo sensibile gli standard di vita delle famiglie. Il possesso di bestiame e l'accesso ad assicurazioni agricole hanno contribuito a ridurre l'insicurezza alimentare, mentre l'adesione a gruppi di agricoltori e la vicinanza ai mercati hanno favorito un miglioramento degli standard di vita. In base alle strategie di adattamento, le più adottate sono state la rotazione delle colture, la semina di varietà a maturazione precoce, la modifica dei tempi di semina e la diversificazione delle colture. Gli agricoltori hanno generalmente preferito strategie di adattamento a basso costo e ad alta intensità di conoscenza, mentre le opzioni ad alta intensità di capitale, come l'irrigazione e l'uso di fertilizzanti chimici, sono state le meno adottate. Per quanto riguarda le pratiche volte a migliorare la sostenibilità, la creazione di vivai e l'agroforestazione hanno mostrato un livello di adozione relativamente elevato, mentre i forni per la produzione di carbone migliorati, la produzione di stufe a risparmio energetico e la produzione di bricchette hanno registrato livelli di adozione molto bassi. L'adozione e la disponibilità sono state influenzate dalle risorse familiari, dalla dipendenza dal sostentamento, dal genere, dall'appartenenza a gruppi di agricoltori e dall'accesso al supporto istituzionale. Lo studio conclude che una transizione di successo da mezzi di sussistenza basati sul carbone richiede più del semplice divieto di produzione di carbone; richiede un supporto mirato per mezzi di sussistenza alternativi sostenibili, un migliore accesso a opportunità economiche ad alto rendimento, un maggiore sostegno all'adattamento climatico e maggiori investimenti in pratiche sostenibili per la gestione del territorio e dell'energia. Lo studio raccomanda interventi politici integrati incentrati sulla diversificazione dei mezzi di sussistenza, la formazione degli agricoltori, l'accesso ai mercati, l'assicurazione agricola e la promozione di imprese climaticamente intelligenti e ambientalmente sostenibili, al fine di garantire sia il ripristino ambientale che la resilienza dei mezzi di sussistenza rurali.
Castellari, Elena
Ajmone Marsan, Paolo
Aciro, Lucy, INCOME DIVERSIFICATION AND CLIMATE CHANGE ADAPTATION FOR SMALLHOLDER FARMERS IN NORTHERN UGANDA, Castellari, Elena, Università Cattolica del Sacro Cuore SEDE DI PIACENZA:Ciclo XXXVIII [https://hdl.handle.net/10807/349897]
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