Il volume pone a tema lo studio delle partnership sociali, in particolare di quelle promosse da soggetti di terzo settore:esse rappresentano interessanti modalità emergenti nelle configurazioni organizzative che offrono risposte ai bisogni sociali attraverso l’erogazione di interventi e servizi alla persona. Le partnership, connettendo attori pubblici, privati e di terzo settore in un’azione congiunta che non sarebbe realizzabile dai singoli stakeholder, consentono di dare una risposta alla complessità della domanda sociale imperniata su prestazioni altrettanto bilanciate sotto il profilo della complessità relazionale. La costituzione di partnership sociali può essere l’avvio di un processo virtuoso che conduce alla realizzazione di ‘buone pratiche’ nei servizi: in tale processo, i soggetti di terzo settore possono svolgere un ruolo cruciale, sia sotto il profilo dell’innovazione e della qualità degli interventi offerti, sia sotto quello della generatività del capitale sociale immesso nei processi di aiuto. Le indagini sociologiche illustrate mettono in luce che le forme mature di terzo settore sono quelle in grado di instaurare relazioni stabili e collaborative con altri partner sociali, accettando di cimentarsi con linguaggi, modi di agire e codici simbolici diversi dai propri, per reggere la sfida della complessità e, quando possibile, trasformarla in risorsa per i contesti sociali di appartenenza

Boccacin, L., Terzo settore e partnership sociali: buone pratiche di welfare sussidiario., Vita e Pensiero, Milano 2009: 166 [http://hdl.handle.net/10807/3489]

Terzo settore e partnership sociali: buone pratiche di welfare sussidiario.

Boccacin, Lucia
2009

Abstract

Il volume pone a tema lo studio delle partnership sociali, in particolare di quelle promosse da soggetti di terzo settore:esse rappresentano interessanti modalità emergenti nelle configurazioni organizzative che offrono risposte ai bisogni sociali attraverso l’erogazione di interventi e servizi alla persona. Le partnership, connettendo attori pubblici, privati e di terzo settore in un’azione congiunta che non sarebbe realizzabile dai singoli stakeholder, consentono di dare una risposta alla complessità della domanda sociale imperniata su prestazioni altrettanto bilanciate sotto il profilo della complessità relazionale. La costituzione di partnership sociali può essere l’avvio di un processo virtuoso che conduce alla realizzazione di ‘buone pratiche’ nei servizi: in tale processo, i soggetti di terzo settore possono svolgere un ruolo cruciale, sia sotto il profilo dell’innovazione e della qualità degli interventi offerti, sia sotto quello della generatività del capitale sociale immesso nei processi di aiuto. Le indagini sociologiche illustrate mettono in luce che le forme mature di terzo settore sono quelle in grado di instaurare relazioni stabili e collaborative con altri partner sociali, accettando di cimentarsi con linguaggi, modi di agire e codici simbolici diversi dai propri, per reggere la sfida della complessità e, quando possibile, trasformarla in risorsa per i contesti sociali di appartenenza
ita
Monografia o trattato scientifico
Boccacin, L., Terzo settore e partnership sociali: buone pratiche di welfare sussidiario., Vita e Pensiero, Milano 2009: 166 [http://hdl.handle.net/10807/3489]
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