La vergogna mobilita specifiche difese e prende forma nel contesto della cura. Il paziente può infatti farvi fronte attraverso modalità differenti, considerando tuttavia che questo affetto tende frequentemente a occultarsi dietro assetti difensivi che ne rendono difficile il riconoscimento e, di conseguenza, l’elaborazione. Come osservano Pallier e Soavi (2013), la sfida principale per il clinico consiste proprio nel rendere la vergogna pienamente riconoscibile. I tre processi difensivi che prenderemo in esame risultano in parte sovrapponibili o, più precisamente, collocabili lungo un continuum di esteriorizzazione del conflitto psichico, pur senza coincidere tra loro, come se rappresentassero articolazioni progressive della stessa dinamica comunicativa inconscia. Ciò che cambia è il modo in cui il conflitto psichico viene comunicato (o evacuato), il livello di simbolizzazione sottostante e, soprattutto, il ruolo attribuito all’altro e la funzione che quest’ultimo viene chiamato ad assumere.
Margola, D., Milani, P. C., Vergogna e meccanismi di difesa: acting out, enactment e identificazione proiettiva, in Margola, D., La vergogna tra psicologia e psicoanalisi. Con un capitolo sul modello diagnostico BCDM, FrancoAngeli, MILANO -- ITA 2026: 121-141 [https://hdl.handle.net/10807/347541]
Vergogna e meccanismi di difesa: acting out, enactment e identificazione proiettiva
Margola, Davide;Milani, Pierfrancesco Carlo
2026
Abstract
La vergogna mobilita specifiche difese e prende forma nel contesto della cura. Il paziente può infatti farvi fronte attraverso modalità differenti, considerando tuttavia che questo affetto tende frequentemente a occultarsi dietro assetti difensivi che ne rendono difficile il riconoscimento e, di conseguenza, l’elaborazione. Come osservano Pallier e Soavi (2013), la sfida principale per il clinico consiste proprio nel rendere la vergogna pienamente riconoscibile. I tre processi difensivi che prenderemo in esame risultano in parte sovrapponibili o, più precisamente, collocabili lungo un continuum di esteriorizzazione del conflitto psichico, pur senza coincidere tra loro, come se rappresentassero articolazioni progressive della stessa dinamica comunicativa inconscia. Ciò che cambia è il modo in cui il conflitto psichico viene comunicato (o evacuato), il livello di simbolizzazione sottostante e, soprattutto, il ruolo attribuito all’altro e la funzione che quest’ultimo viene chiamato ad assumere.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



