La globalizzazione è un fenomeno molto complesso che investe la società contemporanea nel suo insieme. Da un punto di vista economico la sua caratteristica distintiva è rappresentata dall'integrazione dei mercati e delle attività internazionali a valore aggiunto delle imprese, in modo tale da creare un legame indissolubile tra la prosperità dell'impresa e la sua produzione o la sua attività di commercializzazione per l'estero. In questo nuovo quadro economico si inseriscono gli investimenti diretti all'estero (IDE), che sono diventati il motore della globalizzazione, favorendo la diffusione di tecnologia, skills e know-how; gli IDE infatti sono uno degli strumenti che portano ad una profonda integrazione strutturale tra paesi, in quanto non solo le risorse e le capacità di un paese sono trasferite ad un altro, ma il loro uso, così come quello delle attività complementari del paese ospitante, sono controllati o influenzati dalle imprese che attuano il trasferimento di risorse e tecnologia. Le politiche di attrazione degli IDE e la globalizzazione vanno nella stessa direzione: ciascuna influenza l'altra. Certamente è stata la progressiva liberalizzazione del national policy framework a rappresentare una delle key driving forces della globalizzazione come noi la conosciamo oggi: l'aumento della produzione internazionale da parte delle imprese multinazionali (IMN). Allo stesso tempo, il progresso nella liberalizzazione dei commerci così come quello tecnologico nelle comunicazioni e trasporti, ha permesso alle IMN di perseguire in misura crescente strategie regionali e globali e di integrare le proprie strutture produttive su base regionale e globale; cosa che a sua volta ha creato incentivi per la liberalizzazione delle politiche riguardanti gli IDE. Si tratta quindi di due processi che si rafforzano a vicenda. Inoltre, la globalizzazione ha stimolato i flussi internazionali di lavoratori su una scala che non ha precedenti. Infatti: - Il cambiamento tecnologico comporta un aumento della richiesta di lavoratori qualificati e, conseguentemente, si può verificare uno shortage temporaneo cui si è possibile far fronte grazie alla mobilità internazionale del lavoro. - La globalizzazione crea una maggiore domanda di knowledge internazionale, in termini di lingue differenti, mercati, culture e così via. - Sempre di più i prodotti sono differenziati per incontrare i gusti dei singoli consumatori, richiedendo maggiore flessibilità e mobilità. L’effetto globale è l’aumento della domanda della mobilità internazionale di lavoratori qualificati. La relazione tra lavoratori qualificati domestici e esteri può essere di complementarietà o sostituibilità. Nel primo caso i lavoratori stranieri posseggono conoscenze e skills che quelli domestici non hanno, quindi sussiste una differenza di competenze e qualifiche. Nel secondo, entrambe le categorie posseggono le stesse competenze, ma il reclutamento di lavoratori stranieri è conseguenza di un temporaneo shortage nel paese. Normalmente, gli studi analizzano l’impatto delle skilled-migrations sui flussi di IDE, mentre nel presente lavoro l’interesse è rivolto alla spiegazione della reverse causality, cioè come gli IDE possono influenzare i flussi migratori che interessano i paesi in via di sviluppo. Questa ricerca intende contribuire alla letteratura analizzando se e attraverso quali meccanismi gli IDE possono significativamente influire sulle determinanti delle decisioni di migrazione.

Meraviglia, L., Scelte localizzative delle imprese multinazionali e migrazioni qualificate, in Di Comite, L., Garavello, O., Galizia, F. (ed.), Sviluppo demografico ed economico nel Mediterraneo, Cacucci, Bari 2008: 275- 297 [http://hdl.handle.net/10807/34709]

Scelte localizzative delle imprese multinazionali e migrazioni qualificate

Meraviglia, Laura
2008

Abstract

La globalizzazione è un fenomeno molto complesso che investe la società contemporanea nel suo insieme. Da un punto di vista economico la sua caratteristica distintiva è rappresentata dall'integrazione dei mercati e delle attività internazionali a valore aggiunto delle imprese, in modo tale da creare un legame indissolubile tra la prosperità dell'impresa e la sua produzione o la sua attività di commercializzazione per l'estero. In questo nuovo quadro economico si inseriscono gli investimenti diretti all'estero (IDE), che sono diventati il motore della globalizzazione, favorendo la diffusione di tecnologia, skills e know-how; gli IDE infatti sono uno degli strumenti che portano ad una profonda integrazione strutturale tra paesi, in quanto non solo le risorse e le capacità di un paese sono trasferite ad un altro, ma il loro uso, così come quello delle attività complementari del paese ospitante, sono controllati o influenzati dalle imprese che attuano il trasferimento di risorse e tecnologia. Le politiche di attrazione degli IDE e la globalizzazione vanno nella stessa direzione: ciascuna influenza l'altra. Certamente è stata la progressiva liberalizzazione del national policy framework a rappresentare una delle key driving forces della globalizzazione come noi la conosciamo oggi: l'aumento della produzione internazionale da parte delle imprese multinazionali (IMN). Allo stesso tempo, il progresso nella liberalizzazione dei commerci così come quello tecnologico nelle comunicazioni e trasporti, ha permesso alle IMN di perseguire in misura crescente strategie regionali e globali e di integrare le proprie strutture produttive su base regionale e globale; cosa che a sua volta ha creato incentivi per la liberalizzazione delle politiche riguardanti gli IDE. Si tratta quindi di due processi che si rafforzano a vicenda. Inoltre, la globalizzazione ha stimolato i flussi internazionali di lavoratori su una scala che non ha precedenti. Infatti: - Il cambiamento tecnologico comporta un aumento della richiesta di lavoratori qualificati e, conseguentemente, si può verificare uno shortage temporaneo cui si è possibile far fronte grazie alla mobilità internazionale del lavoro. - La globalizzazione crea una maggiore domanda di knowledge internazionale, in termini di lingue differenti, mercati, culture e così via. - Sempre di più i prodotti sono differenziati per incontrare i gusti dei singoli consumatori, richiedendo maggiore flessibilità e mobilità. L’effetto globale è l’aumento della domanda della mobilità internazionale di lavoratori qualificati. La relazione tra lavoratori qualificati domestici e esteri può essere di complementarietà o sostituibilità. Nel primo caso i lavoratori stranieri posseggono conoscenze e skills che quelli domestici non hanno, quindi sussiste una differenza di competenze e qualifiche. Nel secondo, entrambe le categorie posseggono le stesse competenze, ma il reclutamento di lavoratori stranieri è conseguenza di un temporaneo shortage nel paese. Normalmente, gli studi analizzano l’impatto delle skilled-migrations sui flussi di IDE, mentre nel presente lavoro l’interesse è rivolto alla spiegazione della reverse causality, cioè come gli IDE possono influenzare i flussi migratori che interessano i paesi in via di sviluppo. Questa ricerca intende contribuire alla letteratura analizzando se e attraverso quali meccanismi gli IDE possono significativamente influire sulle determinanti delle decisioni di migrazione.
Italiano
Sviluppo demografico ed economico nel Mediterraneo
978-88-8422-672-3
Meraviglia, L., Scelte localizzative delle imprese multinazionali e migrazioni qualificate, in Di Comite, L., Garavello, O., Galizia, F. (ed.), Sviluppo demografico ed economico nel Mediterraneo, Cacucci, Bari 2008: 275- 297 [http://hdl.handle.net/10807/34709]
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