Tra le 21 donne presenti in Assemblea costituente tre si erano laureate in Università Cattolica: Laura Bianchini, Filomena Delli Castelli e Nilde Iotti. Il loro legame con l’Ateneo dei cattolici italiani non era casuale: in effetti, tra anni Venti e Trenta la Cattolica ha attirato studenti da tutto il Paese anche perché appariva un contesto formativo che manteneva una certa distanza dalla fascistizzazione universitaria. Fra gli immatricolati non mancavano gruppi clandestini antifascisti e studenti assai tiepidi verso il regime. Il ‘clima’ che si respirava in Ateneo rifletteva l’obiettivo perseguito da padre Agostino Gemelli e da alcuni docenti: preparare la classe dirigente che avrebbe dovuto costruire un’Italia diversa sia da quella fascista, sia da quella liberale, contribuendo a fondare una democrazia caratterizzata da un forte contenuto sociale, la cui cattolicità sarebbe stata comprovata dalla creazione di relazioni socio-economiche modellate in base alla giustizia. Uno degli esiti più rilevanti di tale progetto fu la presenza dei «professorini» di Milano in Assemblea costituente, in particolare nella Commissione dei 75 e nelle sottocommissioni incaricate di declinare diritti e doveri dei cittadini, anche in ambito economico e sociale. Le donne costituenti, comprese quelle laureate in Università Cattolica, intervennero con richieste attente alla concretezza dei bisogni della popolazione, sottolineando il valore delle relazioni sociali e concentrandosi su temi come la famiglia, l’istruzione, l’infanzia, la maternità e il lavoro, specie femminile.

Bocci, M., Il contributo dell'Università Cattolica alla formazione delle Costituenti, in Beccalli, E. (ed.), Donne e Costituente. Il contributo dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, Vita e Pensiero, Milano, Milano 2026: 47- 62 [https://hdl.handle.net/10807/345376]

Il contributo dell'Università Cattolica alla formazione delle Costituenti

Bocci, Maria
2026

Abstract

Tra le 21 donne presenti in Assemblea costituente tre si erano laureate in Università Cattolica: Laura Bianchini, Filomena Delli Castelli e Nilde Iotti. Il loro legame con l’Ateneo dei cattolici italiani non era casuale: in effetti, tra anni Venti e Trenta la Cattolica ha attirato studenti da tutto il Paese anche perché appariva un contesto formativo che manteneva una certa distanza dalla fascistizzazione universitaria. Fra gli immatricolati non mancavano gruppi clandestini antifascisti e studenti assai tiepidi verso il regime. Il ‘clima’ che si respirava in Ateneo rifletteva l’obiettivo perseguito da padre Agostino Gemelli e da alcuni docenti: preparare la classe dirigente che avrebbe dovuto costruire un’Italia diversa sia da quella fascista, sia da quella liberale, contribuendo a fondare una democrazia caratterizzata da un forte contenuto sociale, la cui cattolicità sarebbe stata comprovata dalla creazione di relazioni socio-economiche modellate in base alla giustizia. Uno degli esiti più rilevanti di tale progetto fu la presenza dei «professorini» di Milano in Assemblea costituente, in particolare nella Commissione dei 75 e nelle sottocommissioni incaricate di declinare diritti e doveri dei cittadini, anche in ambito economico e sociale. Le donne costituenti, comprese quelle laureate in Università Cattolica, intervennero con richieste attente alla concretezza dei bisogni della popolazione, sottolineando il valore delle relazioni sociali e concentrandosi su temi come la famiglia, l’istruzione, l’infanzia, la maternità e il lavoro, specie femminile.
2026
Italiano
Donne e Costituente. Il contributo dell'Università Cattolica del Sacro Cuore
9788834363782
Vita e Pensiero, Milano
Bocci, M., Il contributo dell'Università Cattolica alla formazione delle Costituenti, in Beccalli, E. (ed.), Donne e Costituente. Il contributo dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, Vita e Pensiero, Milano, Milano 2026: 47- 62 [https://hdl.handle.net/10807/345376]
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