Si vende nella lingua del cliente. Molti venditori si sono sentiti dire questo. I migliori lo hanno capito da soli. Il principio vale anche per le aziende. Se vuoi vendere le tue azioni sul mercato finanziario, devi parlare la lingua degli investitori, che in più di centoquaranta paesi è rappresentata dai principi contabili internazionali. Fare il bilancio secondo gli IAS/IFRS non significa soltanto parlare una lingua diversa o indossare lo smoking per l’evento della quotazione. È un modo di pensare l’azienda, che influisce anche sul modo di gestirla. Presuppone l’accettazione di tutte le regole della comunicazione finanziaria, dai principi di carattere generale alle prescrizioni di dettaglio. Una certa autonomia nel metodo, ma anche una disciplina rigorosa negli obiettivi e nei criteri di scelta, orientati soprattutto in direzione dei flussi di cassa. Non solo. L’orientamento verso i flussi di cassa si riflette sulla gestione, che assorbe anch’essa gli obiettivi dichiarati nella comunicazione finanziaria. In sintesi, un documento consuntivo che sembra voler proiettare in avanti la comprensione dei risultati e persino la logica gestionale. I segmenti principali del libro sono tre. Il primo approfondisce l’impostazione degli IAS/IFRS e studia gli schemi di sintesi. Il secondo attraversa il financial reporting, dallo studio delle valutazioni alla costruzione del bilancio consolidato. Il terzo segmento affronta le operazioni di M&A, che sempre più spesso prevedono l’impiego dei principi contabili internazionali, se non prima, quanto meno subito dopo. Gli IAS/IFRS non sono sintetici e, in fin dei conti, nemmeno semplici. Per questa ragione, invece che nello studio di tutte le ramificazioni, il lettore è accompagnato nella scoperta delle radici. Perché la svalutazione dei crediti si fonda sulle aspettative? Perché si adotta il fair value? Queste e altre domande del genere trovano risposta, oltre che nelle radici di alcuni principi contabili, anche nelle fioriture osservate in un certo numero di bilanci internazionali. D’altronde, è sempre stato così. Sono sempre state le esigenze degli operatori a dettare il passo dell’informazione finanziaria. Fin da quando, per disciplinare il flusso degli affari intrattenuti con le Indie Orientali, comparve in Olanda la prima Borsa Valori, riproposta nell’immagine di copertina. Correva l’anno 1602

Russo, P., Il bilancio secondo gli IAS/IFRS. Dal financial reporting alle operazioni di M&A, McGraw-Hill Education (Italy), S.r.l., Milano 2026: 500 [https://hdl.handle.net/10807/343857]

Il bilancio secondo gli IAS/IFRS. Dal financial reporting alle operazioni di M&A

Russo, Paolo
2026

Abstract

Si vende nella lingua del cliente. Molti venditori si sono sentiti dire questo. I migliori lo hanno capito da soli. Il principio vale anche per le aziende. Se vuoi vendere le tue azioni sul mercato finanziario, devi parlare la lingua degli investitori, che in più di centoquaranta paesi è rappresentata dai principi contabili internazionali. Fare il bilancio secondo gli IAS/IFRS non significa soltanto parlare una lingua diversa o indossare lo smoking per l’evento della quotazione. È un modo di pensare l’azienda, che influisce anche sul modo di gestirla. Presuppone l’accettazione di tutte le regole della comunicazione finanziaria, dai principi di carattere generale alle prescrizioni di dettaglio. Una certa autonomia nel metodo, ma anche una disciplina rigorosa negli obiettivi e nei criteri di scelta, orientati soprattutto in direzione dei flussi di cassa. Non solo. L’orientamento verso i flussi di cassa si riflette sulla gestione, che assorbe anch’essa gli obiettivi dichiarati nella comunicazione finanziaria. In sintesi, un documento consuntivo che sembra voler proiettare in avanti la comprensione dei risultati e persino la logica gestionale. I segmenti principali del libro sono tre. Il primo approfondisce l’impostazione degli IAS/IFRS e studia gli schemi di sintesi. Il secondo attraversa il financial reporting, dallo studio delle valutazioni alla costruzione del bilancio consolidato. Il terzo segmento affronta le operazioni di M&A, che sempre più spesso prevedono l’impiego dei principi contabili internazionali, se non prima, quanto meno subito dopo. Gli IAS/IFRS non sono sintetici e, in fin dei conti, nemmeno semplici. Per questa ragione, invece che nello studio di tutte le ramificazioni, il lettore è accompagnato nella scoperta delle radici. Perché la svalutazione dei crediti si fonda sulle aspettative? Perché si adotta il fair value? Queste e altre domande del genere trovano risposta, oltre che nelle radici di alcuni principi contabili, anche nelle fioriture osservate in un certo numero di bilanci internazionali. D’altronde, è sempre stato così. Sono sempre state le esigenze degli operatori a dettare il passo dell’informazione finanziaria. Fin da quando, per disciplinare il flusso degli affari intrattenuti con le Indie Orientali, comparve in Olanda la prima Borsa Valori, riproposta nell’immagine di copertina. Correva l’anno 1602
2026
Italiano
Monografia o trattato scientifico
9788838625503
McGraw-Hill Education (Italy), S.r.l.
Russo, P., Il bilancio secondo gli IAS/IFRS. Dal financial reporting alle operazioni di M&A, McGraw-Hill Education (Italy), S.r.l., Milano 2026: 500 [https://hdl.handle.net/10807/343857]
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