Esiste – sottolinea Giorgio Agamben – almeno una via di fuga dalla situazione vigente. Sappiamo dove può condurre: verso una vita felice, conquistata politicamente. Ma dove si apre il suo punto d’accesso? Il presente volume ricerca questo varco, rileggendo i testi del filosofo secondo il punto focale della distrazione, un concetto polisemantico che costella, con tenue ma costante luminosità, l’intera produzione agambeniana. Attraverso la figura del debitore insolvente e dell’istituto del pegno in epoca romana, si indaga l’origine della zona d’ombra che l’ordine giuridico proietta sulla vita, per volgere poi lo sguardo alle vie di fuga indicate dal filosofo, sondandone la struttura concettuale e l’effettiva percorribilità. Si giunge così a disvelare il varco al confine con un luogo teorico inatteso: l’oblio, corrente sotterranea che sostiene l’intero impianto filosofico agambeniano e che, per essere attraversata, richiede una postura specifica, quella dell’iniziato o del profanatore.
Arpe, E. S., L’iniziato o il profanatore. Giorgio Agamben e la distrazione, Mimesis, Milano 2026:<<ITINERARI FILOSOFICI>>, 200 [https://hdl.handle.net/10807/342964]
L’iniziato o il profanatore. Giorgio Agamben e la distrazione
Arpe, Elena Sofia
2026
Abstract
Esiste – sottolinea Giorgio Agamben – almeno una via di fuga dalla situazione vigente. Sappiamo dove può condurre: verso una vita felice, conquistata politicamente. Ma dove si apre il suo punto d’accesso? Il presente volume ricerca questo varco, rileggendo i testi del filosofo secondo il punto focale della distrazione, un concetto polisemantico che costella, con tenue ma costante luminosità, l’intera produzione agambeniana. Attraverso la figura del debitore insolvente e dell’istituto del pegno in epoca romana, si indaga l’origine della zona d’ombra che l’ordine giuridico proietta sulla vita, per volgere poi lo sguardo alle vie di fuga indicate dal filosofo, sondandone la struttura concettuale e l’effettiva percorribilità. Si giunge così a disvelare il varco al confine con un luogo teorico inatteso: l’oblio, corrente sotterranea che sostiene l’intero impianto filosofico agambeniano e che, per essere attraversata, richiede una postura specifica, quella dell’iniziato o del profanatore.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



