Le controversie internazionali di natura commerciale spesso coinvolgono più parti, più strumenti contrattuali, più questioni giuridiche. Di conseguenza, aumenta costantemente il rischio di controversie generate dalle medesime circostanze ma trattate in due o più fori differenti, dando origine – tra le altre - a difficili questioni riguardanti gli effetti conclusivi e preclusivi di sentenze o lodi precedentemente emessi. In tal contesto si innesta il sempre più attuale dibattito sul ruolo e i limiti dell’istituto della res judicata nell’arbitrato commerciale internazionale. È generalmente accettato che tale istituto, sviluppato nei diversi ordinamenti domestici, si applichi anche all'arbitrato commerciale internazionale. Non c'è tuttavia accordo su come esso si articoli in tale contesto. D’altro canto, benché la questione se un precedente lodo arbitrale abbia effetti di res judicata in un successivo arbitrato si ponga con una certa frequenza nei procedimenti, la giurisprudenza arbitrale non ha sviluppato un approccio coerente, ha anzi preso vie alterne e spesso difficilmente conciliabili. Da un lato, la maggior parte dei tribunali arbitrali determina tale questione sulla base di un diritto nazionale scelto secondo i principi relativi al conflitto tra leggi applicabili. Tuttavia, questo approccio di diritto internazionale privato (conflicts of law) non fornisce coerenza o prevedibilità. In primo luogo, vi è divergenza e spesso incoerenza nell'applicazione dei criteri di scelta della legge applicabile. In secondo luogo, le diverse giurisdizioni hanno approcci diversi per quanto riguarda la portata del giudicato, il che porta inevitabilmente a risultati divergenti a seconda della legge nazionale applicabile. Infine, i criteri di diritto interno sviluppati dai tribunali nazionali non sono sempre adatti ad essere trasposti automaticamente ai procedimenti arbitrali internazionali. Dall’altro, alcuni tribunali arbitrali hanno iniziato ad allontanarsi da un approccio basato esclusivamente sul diritto interno in tema di res judicata ed hanno applicato anche standard di natura transnazionale, o autonoma, più adatti alle esigenze specifiche dell'arbitrato internazionale. Nei primi anni 2000, la International Law Association (ILA) istituì un comitato per studiare le due questioni della lis pendens e della res judicata nei procedimenti arbitrali internazionali in genere. Nel 2006, il Comitato pubblicò un rapporto su res judicata e arbitrato, le cui raccomandazioni riguardarono solo alcuni aspetti della materia, concludendo in particolare che vi erano alcuni contesti in cui potevano essere sviluppate norme transnazionali ed altri ove pareva prematuro elaborare principi comuni ed in cui di conseguenza le questioni potevano solo essere decise in base al diritto interno applicabile. In particolare, le raccomandazioni adottate dal Comitato ILA, che si concentrarono sugli effetti di un lodo arbitrale commerciale internazionale su successivi procedimenti arbitrali commerciali tra le medesime parti, applicarono il tradizionale test detto “della tripla identità” (identità di parti, di base giuridica e di azione). Esse utilizzarono tuttavia una nozione di res judicata più ampia di quella utilizzata in alcune giurisdizioni di diritto civile, coprendo non solo la parte dispositiva di un lodo arbitrale, ma anche il ragionamento giuridico sottostante. Le Raccomandazioni ILA avevano quindi alcuni caveat e si ponevano a metà strada tra posizioni più aperte e più restrittive. Menzionate da alcuni lodi arbitrati, esse furono tuttavia criticate per essere eccessivamente generali e quindi di difficile applicazione ai casi concreti. Qualcuno disse che i tempi non erano probabilmente maturi per un tale esercizio. A vent'anni dalla pubblicazione delle Raccomandazioni ILA, una task force della Commissione per l’Arbitrato della International Bar Association (IBA) ha riconsiderato l’intera materia ed adottato a sua volta un Rapporto, nel febbraio 2025, che ha raccomandato che si ritornasse sulla valutazione della possibilità di trovare criteri autonomi di applicazione della res judicata all’arbitrato commerciale internazionale svincolati dal diritto domestico. Nei trascorsi vent’anni, infatti, il numero di procedimenti arbitrali è aumentato in modo significativo e di conseguenza la questione degli effetti della res judicata in relazione a lodi precedenti si pone con maggiore frequenza. Inoltre, gli effetti della cosa giudicata nei lodi arbitrali sono stati oggetto di discussione a un ritmo crescente ed oggi un ben maggior numero di studiosi esprime sostegno per un approccio autonomo al principio della res judicata nell'arbitrato commerciale internazionale. Alla luce di tali sviluppi, la task force IBA ha analizzato se fosse possibile elaborare standard autonomi giudicata ed è giunta ad una conclusione positiva, nonostante i molti distinguo che anch’essa pone. Essa riconosce dunque la maturità dei tempi ed è pronta alla sfida. Simultaneamente, l’Istituto della International Chamber of Commerce (ICC) sul commercio internazionale (ICCWBO) ha dedicato il suo colloquio annuale del 2024 sul medesimo tema, giungendo anch’esso alla medesima conclusione che i tempi sono maturi per riprovare l’esercizio con rinnovata consapevolezza e con l’intento di essere più specifici nelle Raccomandazioni eventualmente da adottare. Le scelte di policy sono ancora massimamente aperte, ma l’intenzione di riaprire la questione pare consolidata.

Malaguti, M. C., Res judicata e arbitrato commerciale internazionale. Punti di convergenza per la creazione di standard comuni, in N. Irti, R. R. G. Z. (ed.), Studi per Cesare Ruperto nel centesimo genetliaco, Giuffrè Francis Lefebvre, MILANO -- ITA 2025: 2025 50- 65 [https://hdl.handle.net/10807/342500]

Res judicata e arbitrato commerciale internazionale. Punti di convergenza per la creazione di standard comuni

Malaguti, Maria Chiara
Writing – Original Draft Preparation
2025

Abstract

Le controversie internazionali di natura commerciale spesso coinvolgono più parti, più strumenti contrattuali, più questioni giuridiche. Di conseguenza, aumenta costantemente il rischio di controversie generate dalle medesime circostanze ma trattate in due o più fori differenti, dando origine – tra le altre - a difficili questioni riguardanti gli effetti conclusivi e preclusivi di sentenze o lodi precedentemente emessi. In tal contesto si innesta il sempre più attuale dibattito sul ruolo e i limiti dell’istituto della res judicata nell’arbitrato commerciale internazionale. È generalmente accettato che tale istituto, sviluppato nei diversi ordinamenti domestici, si applichi anche all'arbitrato commerciale internazionale. Non c'è tuttavia accordo su come esso si articoli in tale contesto. D’altro canto, benché la questione se un precedente lodo arbitrale abbia effetti di res judicata in un successivo arbitrato si ponga con una certa frequenza nei procedimenti, la giurisprudenza arbitrale non ha sviluppato un approccio coerente, ha anzi preso vie alterne e spesso difficilmente conciliabili. Da un lato, la maggior parte dei tribunali arbitrali determina tale questione sulla base di un diritto nazionale scelto secondo i principi relativi al conflitto tra leggi applicabili. Tuttavia, questo approccio di diritto internazionale privato (conflicts of law) non fornisce coerenza o prevedibilità. In primo luogo, vi è divergenza e spesso incoerenza nell'applicazione dei criteri di scelta della legge applicabile. In secondo luogo, le diverse giurisdizioni hanno approcci diversi per quanto riguarda la portata del giudicato, il che porta inevitabilmente a risultati divergenti a seconda della legge nazionale applicabile. Infine, i criteri di diritto interno sviluppati dai tribunali nazionali non sono sempre adatti ad essere trasposti automaticamente ai procedimenti arbitrali internazionali. Dall’altro, alcuni tribunali arbitrali hanno iniziato ad allontanarsi da un approccio basato esclusivamente sul diritto interno in tema di res judicata ed hanno applicato anche standard di natura transnazionale, o autonoma, più adatti alle esigenze specifiche dell'arbitrato internazionale. Nei primi anni 2000, la International Law Association (ILA) istituì un comitato per studiare le due questioni della lis pendens e della res judicata nei procedimenti arbitrali internazionali in genere. Nel 2006, il Comitato pubblicò un rapporto su res judicata e arbitrato, le cui raccomandazioni riguardarono solo alcuni aspetti della materia, concludendo in particolare che vi erano alcuni contesti in cui potevano essere sviluppate norme transnazionali ed altri ove pareva prematuro elaborare principi comuni ed in cui di conseguenza le questioni potevano solo essere decise in base al diritto interno applicabile. In particolare, le raccomandazioni adottate dal Comitato ILA, che si concentrarono sugli effetti di un lodo arbitrale commerciale internazionale su successivi procedimenti arbitrali commerciali tra le medesime parti, applicarono il tradizionale test detto “della tripla identità” (identità di parti, di base giuridica e di azione). Esse utilizzarono tuttavia una nozione di res judicata più ampia di quella utilizzata in alcune giurisdizioni di diritto civile, coprendo non solo la parte dispositiva di un lodo arbitrale, ma anche il ragionamento giuridico sottostante. Le Raccomandazioni ILA avevano quindi alcuni caveat e si ponevano a metà strada tra posizioni più aperte e più restrittive. Menzionate da alcuni lodi arbitrati, esse furono tuttavia criticate per essere eccessivamente generali e quindi di difficile applicazione ai casi concreti. Qualcuno disse che i tempi non erano probabilmente maturi per un tale esercizio. A vent'anni dalla pubblicazione delle Raccomandazioni ILA, una task force della Commissione per l’Arbitrato della International Bar Association (IBA) ha riconsiderato l’intera materia ed adottato a sua volta un Rapporto, nel febbraio 2025, che ha raccomandato che si ritornasse sulla valutazione della possibilità di trovare criteri autonomi di applicazione della res judicata all’arbitrato commerciale internazionale svincolati dal diritto domestico. Nei trascorsi vent’anni, infatti, il numero di procedimenti arbitrali è aumentato in modo significativo e di conseguenza la questione degli effetti della res judicata in relazione a lodi precedenti si pone con maggiore frequenza. Inoltre, gli effetti della cosa giudicata nei lodi arbitrali sono stati oggetto di discussione a un ritmo crescente ed oggi un ben maggior numero di studiosi esprime sostegno per un approccio autonomo al principio della res judicata nell'arbitrato commerciale internazionale. Alla luce di tali sviluppi, la task force IBA ha analizzato se fosse possibile elaborare standard autonomi giudicata ed è giunta ad una conclusione positiva, nonostante i molti distinguo che anch’essa pone. Essa riconosce dunque la maturità dei tempi ed è pronta alla sfida. Simultaneamente, l’Istituto della International Chamber of Commerce (ICC) sul commercio internazionale (ICCWBO) ha dedicato il suo colloquio annuale del 2024 sul medesimo tema, giungendo anch’esso alla medesima conclusione che i tempi sono maturi per riprovare l’esercizio con rinnovata consapevolezza e con l’intento di essere più specifici nelle Raccomandazioni eventualmente da adottare. Le scelte di policy sono ancora massimamente aperte, ma l’intenzione di riaprire la questione pare consolidata.
2025
Italiano
Studi per Cesare Ruperto nel centesimo genetliaco
N/A
Giuffrè Francis Lefebvre
2025
Malaguti, M. C., Res judicata e arbitrato commerciale internazionale. Punti di convergenza per la creazione di standard comuni, in N. Irti, R. R. G. Z. (ed.), Studi per Cesare Ruperto nel centesimo genetliaco, Giuffrè Francis Lefebvre, MILANO -- ITA 2025: 2025 50- 65 [https://hdl.handle.net/10807/342500]
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10807/342500
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact