Nel corso degli anni Novanta, molti Paesi europei – tra cui l’Italia – hanno avviato un processo di decentramento delle politiche sanitarie, sostenuto dall’idea che i livelli di governo subnazionali, maggiormente responsabili dal punto di vista fiscale, potessero contribuire a contenere i costi di un settore caratterizzato da forti pressioni espansive e da crescenti problemi di sostenibilità finanziaria. In Italia, il punto di svolta è rappresentato nel 2001 dalla riforma del Titolo V della Costituzione, che ha inserito la tutela della salute tra le materie a legislazione concorrente tra Stato e Regioni. Contestualmente, sono stati definiti i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), con l’obiettivo di bilanciare gli effetti del decentramento, garantendo che la differenziazione territoriale – resa possibile dalla potestà legislativa concorrente – non comprometta i diritti fondamentali dei cittadini. Tuttavia, il Servizio Sanitario Nazionale italiano continua a presentare criticità rilevanti, in particolare un sottofinanziamento cronico rispetto alla media dei Paesi europei e, soprattutto, marcate diseguaglianze regionali. Queste si manifestano, ad esempio, nei diversi livelli di adempimento dei LEA, nelle aspettative di vita alla nascita nella dotazione di infrastrutture ospedaliere e in altri indicatori fondamentali, mettendo in discussione il diritto alla salute e il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione. Il contributo si propone di offrire alcune riflessioni sugli effetti dell’attuale assetto decentrato della sanità italiana – anche con riferimento alle modalità di finanziamento della spesa sanitaria – e sulle proposte di autonomia differenziata in ambito sanitario avanzate da alcune Regioni negli ultimi anni.
Cerniglia, F. M., Universalità delle cure , conti pubblici e autonomia differenziata: quali rischi per il Servizio Sanitario, in Colasanto, M., Colombo, M. (ed.), Cura il tuo prossimo come te stesso. Potremo ancora curare tutti?, Il Pensiero Scientifico Editore s.r.l., ROMA -- ITA 2026: 141- 160 [https://hdl.handle.net/10807/341100]
Universalità delle cure , conti pubblici e autonomia differenziata: quali rischi per il Servizio Sanitario
Cerniglia, Floriana MargheritaPrimo
Membro del Collaboration Group
2026
Abstract
Nel corso degli anni Novanta, molti Paesi europei – tra cui l’Italia – hanno avviato un processo di decentramento delle politiche sanitarie, sostenuto dall’idea che i livelli di governo subnazionali, maggiormente responsabili dal punto di vista fiscale, potessero contribuire a contenere i costi di un settore caratterizzato da forti pressioni espansive e da crescenti problemi di sostenibilità finanziaria. In Italia, il punto di svolta è rappresentato nel 2001 dalla riforma del Titolo V della Costituzione, che ha inserito la tutela della salute tra le materie a legislazione concorrente tra Stato e Regioni. Contestualmente, sono stati definiti i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), con l’obiettivo di bilanciare gli effetti del decentramento, garantendo che la differenziazione territoriale – resa possibile dalla potestà legislativa concorrente – non comprometta i diritti fondamentali dei cittadini. Tuttavia, il Servizio Sanitario Nazionale italiano continua a presentare criticità rilevanti, in particolare un sottofinanziamento cronico rispetto alla media dei Paesi europei e, soprattutto, marcate diseguaglianze regionali. Queste si manifestano, ad esempio, nei diversi livelli di adempimento dei LEA, nelle aspettative di vita alla nascita nella dotazione di infrastrutture ospedaliere e in altri indicatori fondamentali, mettendo in discussione il diritto alla salute e il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione. Il contributo si propone di offrire alcune riflessioni sugli effetti dell’attuale assetto decentrato della sanità italiana – anche con riferimento alle modalità di finanziamento della spesa sanitaria – e sulle proposte di autonomia differenziata in ambito sanitario avanzate da alcune Regioni negli ultimi anni.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



