Nonostante le più o meno colpevoli distorsioni da parte degli organi di informazione e le limitazioni imposte dai governi, in particolare quello israeliano, e malgrado i rischi cui sono stati esposti coloro che hanno riportato gli eventi, attestati dalla morte di più di duecento giornalisti nella regione, la copertura mediatica della guerra a Gaza è stata costante. Seppure in modo spesso inaccurato e incompleto, le distruzioni e i massacri prodotti delle operazioni militari sono stati raccontati alle opinioni pubbliche con un’intensità e una frequenza comune a pochi altri conflitti contemporanei. Ciò ha contribuito ad alimentare dibattiti a livello nazionale e transnazionale sulle circostanze attuali del conflitto israelo-palestinese, e le sue implicazioni rispetto alla politica internazionale tout-court. In particolare, si è discusso su se e quanto gli eventi di Gaza rappresentino l’epitome di una preoccupante tendenza della politica internazionale contemporanea a far prevalere le ragioni della mera forza su quelle del diritto internazionale, mostratosi, in questo frangente più ancora che in altri, poco o per nulla in grado di prevenire conflitti e crimini, di punire i responsabili di violazioni dei diritti umani, di riconoscere le aspirazioni di indipendenza di un popolo (Hathaway, 2024). L’obiettivo di questo capitolo è di mostrare come considerazioni di questo tipo si basino su determinati quadri concettuali legittimi in termini politici e morali all’interno del discorso pubblico, ma non necessariamente più validi di altri a livello analitico.
Zotti, A., La guerra di Gaza e il dibattito sulla legalità internazionale, in Ennio Codini, L. E. O. (ed.), 31° Rapporto sulle migrazioni 2025 - ISMU, Franco Angeli, Milano 2026: 173- 180 [https://hdl.handle.net/10807/340954]
La guerra di Gaza e il dibattito sulla legalità internazionale
Zotti, Antonio
2026
Abstract
Nonostante le più o meno colpevoli distorsioni da parte degli organi di informazione e le limitazioni imposte dai governi, in particolare quello israeliano, e malgrado i rischi cui sono stati esposti coloro che hanno riportato gli eventi, attestati dalla morte di più di duecento giornalisti nella regione, la copertura mediatica della guerra a Gaza è stata costante. Seppure in modo spesso inaccurato e incompleto, le distruzioni e i massacri prodotti delle operazioni militari sono stati raccontati alle opinioni pubbliche con un’intensità e una frequenza comune a pochi altri conflitti contemporanei. Ciò ha contribuito ad alimentare dibattiti a livello nazionale e transnazionale sulle circostanze attuali del conflitto israelo-palestinese, e le sue implicazioni rispetto alla politica internazionale tout-court. In particolare, si è discusso su se e quanto gli eventi di Gaza rappresentino l’epitome di una preoccupante tendenza della politica internazionale contemporanea a far prevalere le ragioni della mera forza su quelle del diritto internazionale, mostratosi, in questo frangente più ancora che in altri, poco o per nulla in grado di prevenire conflitti e crimini, di punire i responsabili di violazioni dei diritti umani, di riconoscere le aspirazioni di indipendenza di un popolo (Hathaway, 2024). L’obiettivo di questo capitolo è di mostrare come considerazioni di questo tipo si basino su determinati quadri concettuali legittimi in termini politici e morali all’interno del discorso pubblico, ma non necessariamente più validi di altri a livello analitico.| File | Dimensione | Formato | |
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